Con la finestra invernale di calciomercato ormai agli sgoccioli, il direttore sportivo dell'Empoli, Stefano Stefanelli, ha fatto il punto sulle operazioni condotte dal club toscano nelle ultime settimane. In conferenza stampa, il dirigente azzurro ha espresso un giudizio complessivamente positivo sul lavoro svolto, pur riconoscendo le complessità tipiche della sessione di gennaio.
"Il bilancio è positivo. Il mercato di gennaio è sempre complicato, ma sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati. Alcuni giovani avranno più continuità e sono arrivati giocatori e uomini giusti, utili sia in campo che nello spogliatoio. Il giudizio finale spetta comunque al campo", ha dichiarato Stefanelli nell'incontro con i giornalisti.
Tra i colpi messi a segno dall'Empoli figurano l'arrivo di Romagnoli in difesa e quello di Fila nel reparto offensivo. Sul primo, Stefanelli ha spiegato la logica dell'operazione: "Romagnoli porta esperienza e conosce l'ambiente. Anche se fermo da tempo, si è sempre allenato ed è in buone condizioni. Il suo arrivo ha permesso a Tosto di andare a giocare con più continuità".
L'acquisizione di Fila, invece, è stata determinata da circostanze impreviste. L'infortunio occorso a Pellegri ha infatti costretto la dirigenza azzurra a rivedere i piani iniziali: "Per Fila, l'infortunio di Pellegri ha cambiato i piani: inizialmente non si pensava di intervenire in attacco. Fila è giovane, ha già esperienza in Italia e si integra bene con il reparto offensivo", ha precisato il direttore sportivo.
Sul fronte delle occasioni mancate, Stefanelli ha confermato l'esistenza di contatti esplorativi per un possibile ritorno di Kouame, senza però che la trattativa abbia preso concretamente corpo. "C'è stato solo un contatto preliminare, come succede spesso nei mercati, ma non era una trattativa semplice e non si è andati avanti", ha ammesso.
Il mercato invernale ha visto anche la partenza di alcuni elementi del settore giovanile azzurro, tra cui Lauricella, Baralla e Bagordo. Stefanelli ha tenuto a chiarire che tali movimenti non rappresentano un ridimensionamento del vivaio: "Non è un segnale negativo per il settore giovanile. Lauricella è in prestito, mentre la cessione definitiva riguarda Baralla. Per lui si è presentata un'occasione importante con un club di alto livello, con un progetto tecnico adatto e una percentuale significativa sulla futura rivendita".
In entrata, il club ha accolto il giovane Alessio Raballo Diaz, classe 2006 proveniente dal Torino. L'operazione è stata dettata da esigenze prettamente tecniche: "Sì, è stata una valutazione puramente tecnica per completare la squadra, non uno scambio di prestiti", ha sottolineato il ds.
Uno dei rinforzi più attesi era quello a centrocampo, reparto nel quale è approdato Magnino. Il giocatore rappresentava la prima scelta della società toscana, che ha dovuto pazientare prima di strappare il sì del Modena. "Magnino era uno dei primi obiettivi. Il Modena ha resistito a lungo, ma quando ha aperto il giocatore ha mantenuto la parola data all'Empoli, nonostante l'interesse di un altro club importante. Sono state valutate anche altre opzioni, ma Magnino era la prima scelta", ha raccontato Stefanelli, evidenziando la determinazione del calciatore nel voler vestire la maglia azzurra.
L'acquisto di Magnino si inserisce in una visione più ampia del club, orientata alla costruzione di un progetto duraturo. "È l'auspicio. Il calcio è sempre più frenetico, ma la volontà è costruire un progetto tecnico a medio-lungo termine. Magnino rappresenta questo tipo di investimento umano e tecnico", ha aggiunto il direttore sportivo.
Sul versante delle fasce, l'Empoli ha ingaggiato Candela per sopperire alla partenza di Carboni, tornato all'Inter. "Candela è arrivato dopo il rientro di Carboni all'Inter. Per caratteristiche ed esperienza è adatto al sistema di gioco e offre più soluzioni tattiche. Il campionato resta difficile: sono entrati giocatori più esperti e l'obiettivo è trovare continuità e affrontare al meglio il girone di ritorno", ha spiegato Stefanelli.
La filosofia alla base delle scelte di mercato appare chiara: privilegiare giocatori funzionali al progetto tecnico rispetto a nomi altisonanti. "Sì, l'obiettivo era inserire giocatori adatti al contesto e all'idea del mister. Non sono nomi 'di grido', ma hanno molte presenze in categoria e sono affidabili", ha confermato il ds azzurro.
Tra le voci di mercato circolate nelle ultime settimane, quella relativa a Obaretin è rimasta tale senza trasformarsi in trattativa concreta. "Non ci sono stati veri 'no'. Su Obaretin c'è stata solo una voce, ma la volontà del club e del giocatore era di continuare insieme", ha chiarito Stefanelli.
Discorso analogo per Ignacchiti, che nonostante alcuni approcci è rimasto in rosa. "C'è stato qualche approccio, ma Ignacchiti è considerato un giocatore importante per l'Empoli. È di proprietà, cresciuto nel club, e la volontà comune era proseguire insieme", ha dichiarato il dirigente.
Dal punto di vista economico, il bilancio della sessione non si chiuderà in perfetto pareggio, anche a causa dell'operazione non prevista su Fila. "Probabilmente non in perfetto pareggio, anche a causa dell'infortunio di Pellegri che ha portato a un'operazione in più. La proprietà ha comunque dato piena disponibilità per chiudere quattro operazioni", ha precisato Stefanelli, sottolineando il sostegno della società.
Guardando alla seconda parte di stagione, il direttore sportivo ha individuato nella crescita della personalità e nella gestione delle partite i principali margini di miglioramento per la squadra. "Sì, la squadra è giovane e ha grande potenziale, ma deve completare il proprio percorso di crescita. I nuovi innesti possono aiutare. Serve continuità e lavoro, cercando di ripetere prestazioni importanti come quella di Carrara", ha concluso Stefanelli, indicando la strada per affrontare al meglio le prossime sfide del campionato.
L'Empoli si presenta dunque al giro di boa con un organico rinnovato e con l'obiettivo di consolidare la propria posizione in classifica attraverso prestazioni costanti e una maggiore maturità complessiva del gruppo.
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