La vigilia del derby contro l'Avellino in casa Juve Stabia è segnata dalla voglia di riscatto di Ignazio Abate, che ha analizzato il momento complicato della sua squadra dopo le ultime sfortunate uscite. Il tecnico ha ammesso che il morale del gruppo non è al massimo a causa delle recenti sconfitte contro Monza e Modena, arrivate nonostante prestazioni di alto livello che però non hanno fruttato punti per la classifica.
L'obiettivo prioritario per la sfida del Partenio è il ritorno alla solidità, limando quelle disattenzioni che hanno vanificato il gioco espresso nelle ultime settimane. «Dobbiamo migliorare la fase difensiva, subire meno gol e ritrovare la voglia di voler soffrire dietro la linea della palla e concedere poco agli avversari» ha dichiarato con fermezza l'allenatore delle Vespe, chiedendo ai suoi ragazzi di stringersi attorno a un gruppo che vuole chiudere la stagione da protagonista.
Riguardo all'infermeria, il mister ha preferito non soffermarsi sugli assenti, spostando tutta la concentrazione sugli elementi a disposizione. La consapevolezza è quella di affrontare un avversario temibile, costruito con investimenti economici pesanti e guidato da una figura di spessore: «Affrontiamo una squadra forte che ha speso tanto sul mercato con un budget importante che aveva altri obiettivi, ha preso un allenatore esperto, di altre categorie».
Abate nutre una stima profonda per Davide Ballardini, tecnico dei lupi, ricordando il suo passato comune nel settore giovanile del Milan e i rapporti professionali con il padre Beniamino. Tuttavia, il rispetto per la carriera dell'avversario non scalfirà l'identità tattica della Juve Stabia, che non ha intenzione di rinunciare al proprio gioco nonostante le insidie del campo nemico.
«Ad Avellino sappiamo che andremo a soffrire ma dovremo farlo con ordine e compattezza, senza perdere la voglia di fare la partita perché non ci snatureremo. In campo si scende sempre per vincere» ha sottolineato Abate, rammaricandosi per l'assenza della tifoseria stabiese in trasferta ma dicendosi certo che la sfida arrivi nel momento psicologico ideale per dare una scossa al campionato.
Il tecnico ha poi approfondito alcuni aspetti legati all'assetto tattico, spiegando come i moduli siano dinamici e dipendano dalla fase di gioco e dalle caratteristiche degli interpreti. Se in fase di non possesso la squadra si compatta con un 5-3-2, in fase propositiva è pronta ad alzarsi sui riferimenti, arrivando anche a schierarsi con un 4-2-4 aggressivo come già mostrato nell'ultimo match.
Proprio il centrocampo viene individuato come il settore nevralgico dove si decideranno le sorti della gara, insieme ai duelli individuali sulle corsie esterne. Abate ha insistito molto sul concetto di compattezza e di "fame" difensiva, elementi che ritiene imprescindibili per tornare a muovere la graduatoria dopo un periodo di troppi elogi e pochi punti concreti.
Un passaggio finale è stato dedicato ai singoli, in particolare a Gabrielloni, per il quale il mister ha speso parole di grande apprezzamento umano e professionale. Il tecnico ha voluto togliere pressione ai suoi riferimenti offensivi, spiegando che non si tratterà esclusivamente della partita degli attaccanti, ma di una prova corale di spessore.
«Gabrielloni deve lavorare per cercare la condizione ottimale, ha voluto rimettersi in discussione uscendo dalla sua zona di comfort e sono sicuro che farà un grande finale di stagione indipendentemente dai gol» ha concluso Abate, ringraziando i tifosi per l'abbraccio ricevuto prima della partenza e promettendo il massimo impegno per rendere fiera tutta la città di Castellammare.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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