La vigilia di una sfida cruciale come quella contro il Cesena impone riflessioni profonde, specialmente dopo il passo falso contro il Monza che ha lasciato qualche scoria nell'ambiente blucerchiato. Attilio Lombardo non si nasconde dietro la retorica e chiede ai suoi una reazione immediata e di carattere, sottolineando come l’approccio mentale sia il primo tassello da sistemare per evitare di compromettere il cammino proprio sul più bello.
«Ho parlato solamente un giorno con i ragazzi e penso che abbiano recepito che questa sconfitta va dimenticata in fretta, proprio come abbiamo già fatto in passato. Dalle risposte che riceverò sul campo mi aspetto maturità, voglio una reazione forte perché domani affronteremo una squadra in salute che sta lottando per obiettivi diversi dai nostri. Il campo deciderà se il lavoro fatto in settimana è stato recepito, sono convinto che la squadra approccerà la gara nella giusta maniera».
Il tecnico deve però fare i conti con un’infermeria che non sorride, con l’assenza pesante di Pierini che costringe a rivedere i piani nel reparto avanzato. La condizione fisica dei singoli diventa un parametro fondamentale in questo scorcio di stagione, dove ogni dettaglio può pesare come un macigno sull'esito finale della classifica e sulle ambizioni di permanenza nella categoria o di raggiungimento degli obiettivi prefissati.
«Pierini è fuori, ha risentito di un problema che aveva già avuto e la gamba non risponde come dovrebbe. In questo periodo della stagione ho bisogno di gente che sia al cento per cento fisicamente, perché tutto è ancora da decidere. Perdo un elemento importante, ma credo che in un gruppo siano tutti fondamentali. Contro il Cesena servirà disciplina, quella che ci è mancata contro il Monza quando siamo andati sotto dopo pochissimi minuti consegnandoci ai nostri avversari».
Analizzando il prossimo avversario, Lombardo mette in guardia i suoi dalle qualità tecniche e fisiche dei romagnoli, una compagine capace di pungere con transizioni veloci e con interpreti di spessore che possono mettere in difficoltà qualsiasi difesa se non affrontati con la dovuta attenzione. La strategia tattica sarà improntata sull'equilibrio e sulla capacità di restare compatti per non concedere varchi letali.
«Loro hanno giocatori importanti come Cerry, che è molto forte fisicamente, o Spendi, che è un rapace d’area di rigore. C’è poi Berti che dà fastidio perché gioca tra le linee. Se saremo corti e stretti riusciremo ad arginare il loro gioco. Per quanto riguarda i singoli, Abilgard probabilmente tornerà nella sua posizione naturale a centrocampo. Voglio provarlo lì perché a quattro in difesa ha avuto qualche difficoltà, mentre in mediana può darci certezze mentali e di personalità».
Un altro tema caldo riguarda Salvatore Esposito, il cui rendimento recente è finito sotto la lente d'ingrandimento della critica. Lombardo cerca di proteggere il ragazzo pur non negando che ci si aspetti una marcia in più da un giocatore con le sue qualità, evitando però di creare un caso mediatico che possa appesantire ulteriormente il clima all'interno dello spogliatoio.
«Tutti si aspettano sempre di più da Salvatore, ma più si parla di lui e più rischia di subire la pressione a livello mentale. Deve incidere di più e lo sa bene, parliamo spesso. Il suo rendimento è stato incostante, ma non dobbiamo farne un caso. Esposito deve capire che deve essere a disposizione del gruppo, sia che giochi sia che non giochi. Può essere ancora più fondamentale di quanto lo sia stato finora, non sono deluso da lui ma so dove può arrivare».
Le amnesie difensive dei primi minuti restano il grande rebus da risolvere per l'allenatore, che fatica a trovare una spiegazione razionale ai cali di tensione iniziali che hanno condizionato le ultime uscite. La gestione del possesso palla, pur essendo stata superiore a quella degli avversari in alcune circostanze, si è rivelata sterile a causa di una mancanza di cattiveria sotto porta e di errori individuali pesanti.
«Contro il Monza abbiamo perso una marcatura dopo quattro minuti e ci siamo esposti troppo, non riesco a dare una spiegazione plausibile a questo approccio. Abbiamo affrontato squadre con grande palleggio come Pescara o Empoli e spesso abbiamo avuto noi il pallino del gioco, ma se poi gli altri segnano con pochi tiri e noi ne facciamo dodici alla carlona, il possesso non serve a nulla. Dobbiamo migliorare le distanze tra i reparti e la fase di finalizzazione».
Infine, il tecnico si sofferma sull'atmosfera che circonda la squadra a tre giornate dal termine, con una tifoseria che continua a rispondere con grande calore nonostante il momento delicato. La consapevolezza dell'importanza del match di domani è totale, quasi come se si trattasse di una finale anticipata che potrebbe mettere il sigillo definitivo sulla stagione blucerchiata.
«Siamo consapevoli che domani dobbiamo fare bene, è come se fosse l'ultima partita del campionato. I tre punti varrebbero quasi la salvezza acquisita. Avevo avvertito troppa euforia dopo le tre vittorie e la disattenzione mi ha fatto paura. A sessant'anni so cosa vuol dire avere una mentalità vincente anche in allenamento. Non guarderò i risultati degli altri perché toglie energia, voglio basarmi solo sulla forza della mia squadra per raggiungere il minimo obiettivo di quest'anno».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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