La Ssc Bari sceglie di non portare avanti l'iter relativo al Riesame sui sequestri compiuti lo scorso mese di luglio nell'ambito dell'indagine condotta dalla Procura. La decisione giunge alla vigilia di una tappa cruciale sul fronte giudiziario, con il Tribunale civile che il prossimo 1° ottobre sarà chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di liquidazione giudiziale formulata dai magistrati.

L'udienza dinanzi al Riesame era in programma per la giornata odierna e contemplava cinque distinti ricorsi presentati dai soggetti colpiti dai provvedimenti di sequestro, tra cui figurano Aurelio e Luigi De Laurentiis. Nel frattempo, i dispositivi informatici e i telefoni precedentemente prelevati sono stati restituiti agli interessati, mentre rimangono tuttora acquisiti alcuni documenti.

Stando a quanto ricostruito da La Gazzetta del Mezzogiorno, la scelta di rinunciare al passaggio dinanzi al Riesame sarebbe maturata anche in vista dei nuovi elementi che la Procura si appresta a depositare davanti al giudice della sezione Fallimentare. L'impianto accusatorio, coordinato dal procuratore Roberto Rossi, prevede infatti l'integrazione del fascicolo con ulteriore documentazione e con la consulenza tecnica già predisposta.

Dal canto suo, la difesa del club biancorosso continua a ribadire la piena tenuta delle finanze societarie. Attraverso le carte prodotte nelle sedi competenti, la società ha presentato riscontri volti a dimostrare la solidità e l'equilibrio economico della gestione, forte anche dell'avvenuta approvazione del bilancio d'esercizio chiuso allo scorso 30 giugno.

Un capitolo centrale analizzato nella perizia della società riguarda la cessione del portiere Elia Caprile al Napoli. Un'operazione finita sotto i riflettori della Procura, la quale vi ravvisa profili di criticità soprattutto in relazione al successivo trasferimento dell'estremo difensore dal club azzurro al Cagliari per una cifra nettamente più alta.

Di diverso avviso è la ricostruzione fornita dalla consulenza del Bari, che offre una lettura differente della transazione. La compagine pugliese avrebbe infatti ricavato un beneficio economico netto di circa 1,7 milioni di euro dalla vendita, tenendo conto dei costi sostenuti per l'acquisto del cartellino e delle spese correlate. Il divario tra la cifra incassata dal Bari nel 2023 e quella registrata due anni dopo viene motivato dai legali con la maturazione calcistica e la valorizzazione del giocatore nel periodo trascorso a Napoli.

La questione rimane dunque al centro del dibattito tra le ricostruzioni degli inquirenti e la posizione ufficiale del club. Spetterà ora al Tribunale civile, nell'appuntamento fissato per il 1° ottobre, prendere in esame la domanda di liquidazione giudiziale, mentre le indagini sul versante penale vanno avanti.

Sezione: Serie C / Data: Gio 17 settembre 2026 alle 19:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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