La vittoria ottenuta dall'Alcione Milano contro il Cittadella non rappresenta soltanto un traguardo sportivo di rilievo, ma è stata l'occasione per dimostrare la compattezza umana di un gruppo che va oltre il rettangolo verde.
Al termine della sfida, mister Giovanni Cusatis ha voluto aprire il suo intervento in sala stampa con un pensiero profondo, mettendo da parte per un istante i tre punti appena conquistati per stringersi attorno a un componente fondamentale della società. La dedica della vittoria è stata infatti unanime: «Prima di ogni commento tecnico, a nome della squadra e dello staff, vogliamo dedicare questa vittoria a Lorenzo Tadini per la perdita del papà: gli siamo vicini, è uno di noi». Un gesto che sottolinea l'identità e i valori che animano lo spogliatoio orange in questa stagione.
Analizzando lo sviluppo della contesa, l'allenatore ha espresso grande orgoglio per il modo in cui i suoi uomini hanno affrontato un impegno tatticamente complesso, reso ancora più difficile dalle condizioni non ottimali del manto erboso. Nonostante il terreno di gioco non favorisse il fraseggio fluido, l'Alcione ha saputo interpretare correttamente le diverse fasi del match, alternando con intelligenza la costruzione dal basso a soluzioni più dirette. Per Cusatis, la capacità di adattamento dei suoi ragazzi è stata la chiave per superare una compagine dal passato glorioso: «Per quanto riguarda la gara, abbiamo offerto una prestazione di alto livello su un terreno di gioco non al meglio. Siamo stati bravi a leggere i momenti: abbiamo giocato palla quando possibile e attaccato la profondità o lottato sulle seconde palle quando necessario».
La soddisfazione per il risultato finale si intreccia però con una lucida autocritica riguardo alla gestione della prima frazione di gioco. L'Alcione è approdato all'intervallo a reti bianche pur avendo costruito una mole impressionante di palle gol, un aspetto che inizialmente aveva lasciato un retrogusto amaro al tecnico. Cusatis ha sottolineato come, contro avversari di questo spessore, il rischio di subire la beffa per un singolo episodio sia sempre dietro l'angolo se non si riesce a concretizzare la superiorità mostrata. La lezione che il mister vuole trasmettere è quella di una maggiore cattiveria agonistica negli ultimi metri per mettere in sicurezza i risultati in tempi più brevi: «Nel primo tempo c’era un po’ di rammarico per essere andati a riposo sullo 0-0 nonostante le tantissime occasioni create. Contro avversari così forti rischi sempre che un singolo episodio giri la partita a tuo sfavore se non concretizzi».
Nonostante le occasioni mancate nei primi quarantacinque minuti, la ripresa ha premiato la perseveranza e la tenuta mentale della squadra milanese. Il tecnico ha lodato la maturità dei suoi calciatori, capaci di non farsi prendere dalla frenesia e di continuare a produrre calcio fino a trovare il varco giusto. Capitalizzare il gioco espresso nel secondo tempo ha permesso di incamerare tre punti definiti meritati, che spingono l'Alcione verso zone ancora più nobili della graduatoria. Battere una squadra con il blasone del Cittadella rappresenta un'iniezione di fiducia straordinaria: «Dobbiamo migliorare sotto questo aspetto e chiudere prima i match, ma oggi i ragazzi sono stati eccezionali nel rimanere concentrati e capitalizzare la mole di gioco nella ripresa, portando a casa tre punti meritati. Questo successo ci permette di lavorare per migliorare ancora la classifica».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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