Squalificato mister Cristian Serpini, tocca al suo vice Mirko Magistro celebrare la salvezza del Sorrento nella sala stampa del Donato Curcio al termine del pari a reti bianche ottenuto col Picerno.
SOCIETÀ E STAFF - "Abbiamo raggiunto un obiettivo per nulla semplice e di questo siamo davvero contenti. È stato un percorso complicato ma siamo riusciti a raggiungere questo traguardo con grande sacrificio. Ringrazio principalmente mister Serpini che mi ha insegnato davvero tanto. Abbiamo avuto l'appoggio incondizionato di tutti, a partire dallo staff composto da Ambrosio, Bruno Conte e Uliano. Siamo stati fortunati a trovarci questo gruppo di lavoro, il resto ce lo ha messo la società che non ha mollato mai nemmeno nei momenti difficili. Il Ds Cacace, il presidente Cappiello e Benito Starace ci sono stati sempre vicini. Siamo rimasti sempre uniti".
I TIFOSI - "Trovarci a tanti chilometri lontano da Sorrento è stato un peso che si è fatto sentire, ma abbiamo cercato di non trasferire questo alibi al gruppo. I nostri tifosi poi ci hanno sempre fatto sentire la loro vicinanza malgrado anche per loro sia stato un sacrificio venire ogni volta in trasferta".
SUL GIRONE C - "È stata una esperienza assolutamente formativa sotto ogni punto di vista. Per noi era la prima volta in questo girone. Abbiamo trovato tantissime squadre di alto livello, con giocatori forti e ben allenati. Mi aspettavo un filo meno di organizzazione, invece devo dire che anche sotto questo aspetto ho riscontrato molta cura. Questo rafforza l'impresa che abbiamo fatto. Potevamo riuscirci con qualche giornata di anticipo, ma resta un percorso positivo. Abbiamo dovuto alzare col mister il livello di attenzione per la grande competitività che c'era. Dopo una prestazione buona, ne seguiva un'altra nella quale non c'era magari lo stesso approccio. Su questo abbiamo dovuto lavorare tanto".
IDEE TATTICHE - "A Carpi abbiamo sempre proposto il 4-3-1-2, il rombo è stata una nostra caratteristica costante. Puntavamo molto sul possesso palla nella nostra idea di gioco. Inizialmente a Sorrento abbiamo provato a riportare i nostri concetti sul gruppo, poi abbiamo dovuto cambiare in quanto le caratteristiche dei giocatori suggerivano altri principi. Non avevamo mai avuto un giocatore di grande velocità come D'Ursi e abbiamo pensato che un gioco più diretto e verticale facesse al caso nostro. Subivamo anche diversi gol e abbiamo pensato di coprirci un po' di più, da qui il passaggio ad una difesa a tre. Insomma, abbiamo dovuto cambiare molte delle nostre idee per adattarci alle caratteristiche della rosa. Ma si sa che entrare in corsa non è facile e la fase del ritiro e della costruzione di una squadra è fondamentale".
SUL FUTURO - "Intanto il primo obiettivo era quello di portare la nave in porto e ci siamo riusciti. Ora chiaramente è il momento per confrontarci con la società e capire le intenzioni".
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