Il silenzio del ritiro ha portato i frutti sperati in casa Crotone. Dopo un periodo opaco caratterizzato da due pesanti battute d’arresto consecutive tra campionato e Coppa, la formazione pitagorica è tornata a ruggire, superando con un netto 2-0 il Casarano. Una vittoria che non è stata solo una questione di punteggio, ma soprattutto di atteggiamento: la squadra è apparsa rigenerata, lontana parente di quella compagine sottotono vista nelle ultime uscite, mettendo in campo una prova di spessore e grande tenacia.
In sala stampa, l'allenatore Emilio Longo ha analizzato con soddisfazione il momento dei suoi, confermando come la scelta della società di isolare il gruppo sia stata azzeccata. «La squadra ha risposto nel modo giusto al provvedimento», ha esordito il tecnico. «Serviva per stare più insieme e lavorare di più: negli ultimi 50 giorni abbiamo disputato 11 partite, con poco tempo per preparare le gare. Abbiamo scelto con la società questo ritiro per evitare distrazioni e allenarci intensamente. I ragazzi hanno dato la prova giusta, unendo competenza e spirito. Ci portiamo a casa una buona vittoria, salutare per il nostro percorso».
Una strategia coraggiosa contro un avversario di valore
Il successo contro il Casarano assume un valore ancora più alto se si considera la qualità dell'avversario. Longo non ha risparmiato elogi per la compagine pugliese, sottolineando le difficoltà tattiche affrontate. «Abbiamo affrontato forse la squadra con l’idea di gioco migliore del girone, in continua evoluzione, che dà pochi punti di riferimento», ha ammesso l'allenatore. Per contrastare questo dinamismo, il Crotone ha rispolverato un assetto tattico aggressivo: «Abbiamo scelto un approccio che quest’anno avevamo utilizzato poco: pressare 1 contro 1 a tutto campo, rischiando anche in profondità. I ragazzi hanno retto bene».
Secondo il tecnico, la partita è stata vinta grazie alla capacità di soffrire e colpire al momento giusto. «È una vittoria importante perché l’indice di difficoltà era alto: loro ti fanno girare e correre tanto. Abbiamo sfruttato bene gli spazi lasciati dal loro possesso, soprattutto sul secondo gol con una transizione di pregio, pochi passaggi precisi. Nel secondo tempo abbiamo contenuto le loro sortite, sistemandoci diversamente a centrocampo». Un successo che, per Longo, è figlio della consapevolezza: «Abbiamo imparato che con la sola competenza non si vince: unendo competenza e rabbia possiamo fare bene».
Verso Latina con l'obiettivo del sorpasso
Con la fine del girone d'andata alle porte, il Crotone si prepara alla trasferta di Latina con la possibilità concreta di migliorare i numeri della passata stagione. Un traguardo che darebbe slancio a un progetto tecnico profondamente mutato. «Sarebbe importantissimo», ha spiegato Longo. «L’anno scorso alla fine del girone d’andata ci furono assegnati 23 punti per l’estromissione di Taranto e Turris. Abbiamo la possibilità di chiudere addirittura migliorando quel ruolino con una squadra completamente rinnovata. Ci darebbe respiro per un girone di ritorno difficile: i punti in palio diminuiscono e la difficoltà sale sempre».
Il calendario compresso ha lasciato segni evidenti sul gruppo, ma il tecnico vede finalmente la luce in fondo al tunnel della fatica. «La Coppa non ci ha distratto, ma ha aggiunto fatica: giocare ogni quattro giorni non è semplice. Proveremo a fare una settimana tipo, rimettendo concetti di gioco nella testa dei ragazzi, per prepararci al meglio e migliorare lo score dell’anno scorso».
L'appello alla costanza e il nodo FVS
Nonostante i tre punti, Longo non vuole cali di tensione. La vittoria deve essere un punto di partenza, non un approdo. «Non deve darci troppa tranquillità. Dobbiamo essere perseveranti e migliorare gara dopo gara. Questa vittoria è frutto degli errori commessi recentemente: oggi la squadra è stata più forte proprio grazie a quegli errori passati. Non dobbiamo avere chissà quale entusiasmo: abbiamo obiettivi chiari, dobbiamo restare arrabbiati».
In chiusura, l'allenatore ha dedicato una lunga riflessione all'utilizzo del FVS (Football Video Support), sollevando dubbi sulla gestione attuale della tecnologia in campo. Longo ha descritto la difficoltà di dover decidere in pochi istanti se richiedere la revisione video, citando casi paradossali vissuti in prima persona. «All’indottrinamento ci dissero che capitano e allenatore sono gli attori principali per la chiamata, con qualche secondo per decidere. Le situazioni FVS restano strane», ha dichiarato con franchezza.
Il tecnico auspica una semplificazione delle procedure per evitare che la responsabilità gravi eccessivamente sulle panchine. «Se io chiamo per un penalty evidente non dato e alla review diventa punizione, perdo la chiamata senza ottenere nulla. È ancora un terno al lotto. Dobbiamo pazientare: è meglio rivedere gol e rigori, ma lo facessero solo gli assistenti, togliendoci questa incombenza».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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