Il tecnico del Crotone, Emilio Longo, ha analizzato con estrema severità la prestazione offerta dai suoi ragazzi nel pareggio contro il Sorrento, un risultato che lascia l'amaro in bocca per l'andamento della sfida. Nonostante una partenza incoraggiante, la squadra non è riuscita a mantenere il controllo delle operazioni, rischiando seriamente di uscire dal campo senza punti.
L'allenatore ha espresso il suo disappunto per l'involuzione tattica e caratteriale mostrata durante i novanta minuti, pur salvando l'apporto di chi è subentrato a gara in corso. «Mi è piaciuto lo spirito di chi è entrato, si è cercato di cambiare le sorti di una gara partita bene ma che poteva finire malissimo» ha esordito Longo, evidenziando il pericolo scampato.
Il giudizio complessivo sulla qualità del calcio espresso rimane comunque negativo, con un focus particolare sulla scarsa cattiveria agonistica dimostrata dai calciatori rossoblù nei momenti chiave. «Non sono contento per il risultato e per la qualità del gioco espressa, nemmeno per la determinazione dove i duelli sono stati tutti persi» ha proseguito il mister.
Secondo l'analisi della guida tecnica, il Crotone deve ritrovare una solidità che parta innanzitutto dal lavoro quotidiano svolto durante la settimana. La continuità tra gli allenamenti e l'impegno ufficiale è considerata la base imprescindibile per ambire a un percorso duraturo e di alto livello in questa stagione.
Longo non si è sottratto alle proprie responsabilità, invitando tutto l'ambiente a una profonda riflessione su quanto visto sul rettangolo verde. «Dobbiamo fare un mea culpa tutti, io sono il primo responsabile, oggi abbiamo lasciato due punti per come abbiamo iniziato la gara ma possiamo ritenerci contenti di aver ottenuto un punto» ha ammesso con onestà.
Uno dei passaggi più critici della disamina ha riguardato l'atteggiamento assunto dai giocatori dopo aver raggiunto il pareggio, momento in cui la squadra avrebbe peccato di eccessiva presunzione. Invece di azzannare il match, i pitagorici si sarebbero adagiati su una manovra sterile e priva di verticalità.
«Non mi è piaciuto l'atteggiamento avuto dopo il pareggio, la squadra è stata propensa a specchiarsi, era lenta nella circolazione della palla. C'è da lavorare tanto» ha tuonato Longo, sottolineando come il tempo a disposizione per correggere certi difetti strutturali non sia illimitato.
Il tecnico ha poi messo a confronto la prova odierna con quella della scorsa domenica, evidenziando una preoccupante regressione nella capacità di occupare gli spazi e di rendersi pericolosi negli ultimi metri. Se sette giorni fa la difesa aveva concesso pochissimo, oggi l'organizzazione tattica non ha prodotto i frutti sperati.
«Domenica scorsa abbiamo subito un solo tiro in porta dall'avversario, abbiamo occupato gli spazi in maniera giusta, oggi gli spazi occupati non ci hanno portato a renderci pericolosi» ha spiegato l'allenatore, ribadendo che solo i cambi hanno dato una scossa a una squadra apparsa troppo piatta.
Il futuro prossimo del Crotone si deciderà nelle prossime cinque sfide, a partire dal delicato confronto con il Cerignola, dove sarà obbligatorio mostrare un volto diverso. La consapevolezza di dover alzare l'asticella è ormai chiara nelle parole del mister, che chiede risposte immediate ai suoi uomini.
«Dobbiamo tutti capire che non ci sono tante possibilità per migliorare. Ci aspettano 5 partite iniziando dalla gara contro il Cerignola» ha concluso Emilio Longo, fissando l'obiettivo su una reazione nervosa e tecnica necessaria per non perdere ulteriore terreno in classifica.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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