Ettore Menicucci, direttore sportivo del Bra, è intervenuto a margine di un evento conviviale con i partner societari, utilizzando la piattaforma per lanciare un accorato appello che va oltre i risultati sportivi. Il dirigente ha infatti messo in luce la situazione critica che incombe sul club e che riguarda la disponibilità dello stadio per il prossimo campionato.
Menicucci ha sottolineato come la questione dell'impianto sportivo sia diventata un'urgenza non più procrastinabile, dettata dai vertici federali. «Dà fastidio continuare a insistere su questo punto ma è la federazione che ci continua a spingere per arrivare a una quadra con le istituzioni», ha spiegato il ds. La necessità di trovare una soluzione definitiva per lo stadio è vista come imprescindibile per la sopravvivenza sportiva del Bra.
Le conseguenze del mancato adeguamento o della mancata disponibilità dell'impianto sarebbero drammatiche, indipendentemente dal risultato finale sul campo. «Trovare una soluzione per lo stadio diventa fondamentale perché senza di quello purtroppo il prossimo anno non potremo più partecipare al campionato anche se ci dovessimo salvare e questa cosa ci darebbe un grande dispiacere».
Nonostante le difficoltà logistiche, il direttore sportivo ha evidenziato con orgoglio il lavoro e la filosofia che caratterizzano la gestione sportiva del Bra, una realtà che, a suo dire, sta ottenendo riconoscimenti a livello nazionale. «Quello che siamo riusciti a trasmettere è che stiamo facendo calcio con il cuore, qualcosa che manca in tante realtà», ha dichiarato Menicucci.
La speranza del dirigente è che il valore e la passione che animano il club vengano compresi e supportati a livello locale. «La speranza è che le aziende locali comincino ad avvicinarsi sempre di più questa splendida realtà di cui tutta Italia comincia a parlare». Il Bra sta affrontando l'attuale stagione di Serie D con grande dedizione, provando a mantenere la categoria nonostante tutti gli ostacoli.
Menicucci ha collegato direttamente le difficoltà attuali in classifica alla mancanza di uno stadio stabile, il "fortino" casalingo, che permetterebbe alla squadra di esprimersi al meglio. Per questo motivo, la sua battaglia per la risoluzione della problematica stadio è così intensa. «Sono sicuro che se avessimo fatto le partite interne nel nostro fortino, oggi non saremmo lì in fondo e per questo sto lottando così tanto per lo stadio». La soluzione infrastrutturale non è quindi solo una questione burocratica, ma un elemento chiave per garantire la competitività e la continuità del progetto sportivo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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