Il futuro societario del Lecco è stato nuovamente messo in luce dalle parole del presidente Aniello Aliberti, il quale, intervistato dal quotidiano La Provincia, è tornato ad aggiornare sulle complesse trattative in corso per l'ingresso di nuove figure nel capitale del club. Il massimo dirigente bluceleste ha fornito ulteriori e rilevanti dettagli circa l'identità e la natura dei potenziali investitori.
Investitori internazionali e la variabile americana
Aliberti ha svelato che i potenziali nuovi partner sono al momento tre, precisando che il meno probabile tra questi ha un'origine sicuramente americana. L'aspetto cruciale, tuttavia, non è la singola nazionalità, ma la struttura degli interessati: «I soci possibili sono tre dei quali uno sicuramente americano, il meno probabile. Sono dei gruppi internazionali più che dei soci singoli, persone fisiche», ha puntualizzato il presidente.
Questa natura globale dei gruppi rende meno importante la definizione precisa della loro provenienza geografica, poiché sono entità dinamiche che cambiano spesso sede: «Per questo dire che sono svizzeri, australiani o portoghesi conta poco: sono gruppi che cambiano spesso sede, per cui non è importante definirne la nazionalità, bensì l’interesse». Un interesse che, ha tenuto a precisare Aliberti, è concreto: «E due su tre di loro sono molto interessati».
La maggioranza resta nelle mani di Aliberti
Nonostante l'apertura all'ingresso di nuovi capitali, Aliberti ha voluto mettere un paletto ben preciso, escludendo categoricamente la cessione del pacchetto di controllo nell'immediato. Il presidente ha una visione triennale del percorso di crescita intrapreso con il Lecco e intende portarla a termine in prima persona.
«Non voglio cedere la maggioranza per adesso. Né per la prossima stagione», ha dichiarato senza mezzi termini, sottolineando che, per il momento, le discussioni vertono esclusivamente su altre forme di partnership: «Per cui per ora stiamo solo parlando».
Il dirigente ha spiegato la sua riluttanza a rinunciare alla maggioranza con la necessità di mantenere il controllo sulle decisioni operative e strategiche: «Abbiamo impostato un lavoro importante, che in tre stagioni vuole completare un percorso di crescita. Ma io voglio farle queste tre stagioni». L'ingresso di un socio con una quota rilevante porterebbe inevitabilmente a una richiesta, del tutto legittima, di influire sulla gestione: «E chi venisse con una quota importante vorrebbe metterci becco, giustamente, legittimamente».
La cessione del pacchetto di controllo, poi, muterebbe radicalmente gli equilibri decisionali: «Figuriamoci se venisse a prendersi la maggioranza: io potrei anche restare presidente, ma a quel punto le decisioni le prenderebbero altri». Questo potrebbe avere un impatto diretto su figure chiave della società: «Magari non cambierebbe la squadra, ma il direttore sportivo o altre figure per me chiave».
Aliberti è stato perentorio riguardo il suo stile gestionale: «Io sono abituato a comandare dove ho la maggioranza. Per cui vorrei tenerla fino alla fine della terza stagione…». L’unica eventuale eccezione sarebbe un accordo che delinei un ingresso in maggioranza solo in futuro, con un impegno minimo attuale: «A meno di patti che prevedano un ingresso futuro, con un minimo impegno attuale».
L'appello agli investitori locali per quote di minoranza
Il discorso si presenta invece in maniera differente per la possibilità di cedere una quota di minoranza a investitori del territorio. In questo scenario, l'obiettivo non sarebbe l'interesse imprenditoriale, ma il sostegno alla causa bluceleste.
«Sì, ma in questo caso sarebbero quote che possono essere fornite solo da gente del posto, di Lecco, per sostenere la società, la squadra…», ha spiegato il presidente. L'intento di queste quote non sarebbe quello economico in senso stretto, bensì di supporto: «Non sarebbe un interesse “vero”, imprenditoriale, ma un modo per darmi una mano. E la apprezzerei grandemente».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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