Il presidente del Team Altamura, Franco Ninivaggi, è intervenuto nel corso della trasmissione Forcing su Antenna Sud, per fare il punto sulla stagione sorprendente della sua squadra nel Girone C di Serie C e per delineare la filosofia societaria, incentrata sull'utilizzo dei giovani.
Ninivaggi ha ribadito con forza come la valorizzazione dei talenti Under non sia una mera operazione di facciata o legata ai contributi, ma una scelta profonda: «Per il Team Altamura l'impiego dei giovani è una scelta di necessità, di sostenibilità economica e soprattutto di convinzione. Ci crediamo profondamente».
La politica Under e la scelta di Mangia
I numeri sul minutaggio dei giovani utilizzati parlano chiaro e attestano la coerenza del progetto biancorosso. Inizialmente ai vertici del Girone C, i dati più recenti collocano l'Altamura in una posizione ancora più rilevante a livello nazionale: «Confermo: siamo secondi nella classifica complessiva del girone C e saremmo primi in Italia se si considerasse solo il numero di giovani impiegati e i minuti effettivamente giocati, senza le penalizzazioni legate al fatto che non tutti provengono dal nostro settore giovanile», ha precisato il presidente.
Questa strategia è stata pianificata fin dall'inizio del mercato, concentrandosi sull'acquisizione di ragazzi a titolo definitivo: «Praticamente tutti i nostri giovani sono di proprietà, tranne Tobia Mogentale che è in prestito dal Vicenza (con cui abbiamo ottimi rapporti e contiamo di riscattarlo a gennaio)».
Una coerenza dimostrata anche nelle scelte tecniche di mister Mangia, scelto proprio per la sua esperienza nel lavoro con le nuove generazioni: «Esatto. Quando abbiamo avviato questo nuovo progetto abbiamo scelto lui con piacere proprio per il suo passato, per i risultati ottenuti con le giovanili e con squadre costruite sui ragazzi. Nulla è stato lasciato al caso». Ninivaggi ha voluto sottolineare come l'impiego massiccio dei ragazzi sia una volontà tecnica e non solo una necessità regolamentare: «L’allenatore Mangia crede nei ragazzi, lo dimostra il fatto che ne schiera spesso 8-9 anche quando basterebbero 5 per prendere il massimo del contributo. È una scelta tecnica, non solo di regolamento».
Sorpresa del girone e l’ammissione del presidente
L'Altamura si è rivelata come una delle formazioni più belle e inaspettate del raggruppamento, dimostrando personalità e coraggio. Nonostante il successo, l'andamento ha subito una leggera flessione, considerata fisiologica data la giovanissima età della rosa.
Il presidente ha analizzato questo momento con grande onestà, evidenziando come la squadra abbia giocato al meglio anche contro le corazzate del girone: «Aggiungo che probabilmente le nostre due migliori prestazioni le abbiamo fatte contro Catania e Salernitana… e non abbiamo preso punti! Questo la dice lunga». Riguardo alla flessione, ha aggiunto: «Ci può stare una flessione, soprattutto con una squadra di ragazzi: non sempre riescono a tenere la tensione altissima per tutta la stagione».
Sorprendentemente, Ninivaggi ha attribuito parte della responsabilità del calo anche alla dirigenza e a sé stesso: «E qui dobbiamo crescere anche noi come società: scaricare tutto sui calciatori o sull’allenatore sarebbe troppo facile. In quella settimana prima del Sorrento abbiamo sbagliato anche noi dirigenti, presidente compreso: dopo le grandi partite contro le big forse tutto l’ambiente si è rilassato un po’. Lo ammetto pubblicamente: il primo a sbagliare sono stato io. L’importante è essercene accorti e aver reagito subito».
Nonostante i timori iniziali dovuti al cambio radicale di squadra e guida tecnica, i dubbi sono stati fugati dai risultati: «Le prime due giornate hanno dato un’impressione sbagliata, ma erano un capitolo a parte: squadra nuova, tanti giocatori nuovi, allenatore nuovo. Non abbiamo mai avuto dubbi sul lavoro fatto». La posizione attuale è meritata, anche se l'obiettivo primario resta la cautela: «Oggi siamo dove meritiamo di essere e vogliamo restarci il più possibile, con i piedi ben piantati per terra. L’obiettivo resta la salvezza».
Mercato e ricerca di soci
Riguardo alla sessione invernale di calciomercato, Ninivaggi ha preannunciato pochissimi movimenti: «Cosa succederà? Succederà credo molto poco. Siamo contenti della rosa che abbiamo». La squadra ha già anticipato i tempi inserendo Doumbia e Suazo nell’ultimo mese, in linea con la filosofia giovanile. La priorità assoluta sarà mantenere l'equilibrio: «A gennaio faremo valutazioni, se ci sarà l’occasione di migliorare lo faremo, ma l’equilibrio di spogliatoio e di squadra che Mangia ha costruito con tanta pazienza è la cosa più importante. Non stravolgeremo nulla per un nome altisonante fine a sé stesso».
Infine, un accenno all’assetto societario e alla possibilità di nuovi ingressi: «Di ufficiale al momento non c’è nulla, ma c’è tanto interesse da parte di amici e imprenditori che vorrebbero avvicinarsi in maniera più strutturale». La società sta preparando il terreno per un allargamento della base: «Stiamo lavorando dal punto di vista amministrativo e gestionale con dei professionisti per essere pronti. Non abbiamo fretta, vogliamo fare le cose per bene. Vorremmo tornare ad avere una base societaria larga (se possibile ancora più larga di prima) perché questa non è la squadra di tre o quattro soci: è la squadra della città di Altamura, che la rappresenta in tutta Italia a livello professionistico. Le porte saranno aperte a chi vorrà entrare con voglia e possibilità. Da inizio 2026 saremo completamente organizzati per accogliere nuove quote».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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