A poche ore dal fischio d'inizio del derby più sentito della stagione, l'allenatore della Ternana, Fabio Liverani, ha presentato la sfida contro il Perugia, un match carico di significato non solo sportivo, ma anche personale per il tecnico.
Liverani ha ricordato con grande emozione il legame profondo che lo unisce a Perugia, la città che ha rappresentato il suo trampolino di lancio nel calcio professionistico. «A Perugia sono tornato una volta da calciatore e una da allenatore del Lecce», ha esordito. Il tecnico ha voluto rendere omaggio a coloro che hanno segnato quell'importante parentesi: «Perugia è stato il mio trampolino di lancio, alla famiglia Gaucci, Sabatini e Cosmi sarò sempre riconoscente».
Il successo di quella stagione ha avuto risvolti importanti per la sua carriera, fino a raggiungere la Nazionale, un traguardo che non può essere dimenticato. Oggi, però, Liverani vive l’atmosfera della rivalità con la massima intensità da tecnico rossoverde. «Oggi vivo in una città che mi è entrata dentro e vivrò questo appuntamento con grande voglia di rivalsa». La ricetta per affrontare il derby è chiara: «Bisognerà fare una partita vera, con ferocia e attenzione».
Un pensiero amaro è stato rivolto all'assenza dei supporter ospiti, impediti a partecipare al match. «L’assenza dei tifosi di domani è una sconfitta per il calcio», ha sentenziato Liverani, lamentando l'incapacità del sistema italiano di trovare una soluzione che permetta a questi eventi di essere vissuti con la gioia e la presenza di tutti i propri sostenitori, come avviene in altri paesi europei.
La partita contro il Perugia è la prima di un trittico impegnativo, che include subito dopo lo scontro di Coppa Italia contro il Brescia.
La Ternana si presenta con un mix di esperienza e gioventù. Molti dei ragazzi più giovani affronteranno per la prima volta un match di tale intensità. La chiave sarà trovare la "medicina giusta" per gestirli emotivamente. L'esito si saprà solo al novantesimo: «Domani al novantesimo scopriremo se abbiamo svolto un buon lavoro». L'allenatore ha anche smentito un vecchio adagio: «Che il derby si vince e non si gioca è una frase antica, noi giochiamo tutte le partite per vincere».
Nonostante il Perugia stia cercando una nuova identità, la spinta emotiva del derby sarà un fattore determinante. Liverani ha sottolineato che, in queste occasioni, il percorso precedente conta poco, ma il risultato ottenuto può cambiare l'inerzia del cammino successivo. «Dopo dieci risultati positivi siamo incappati in una sconfitta e la partita di domani è l’occasione di tornare a camminare nel più breve tempo possibile».
L'obiettivo è portare a casa i tre punti: «Il derby va giocato per vincere, soprattutto quello di dicembre. La mentalità sarà quella di portarlo a casa, con attenzione e rispetto». Tutti i giocatori saranno a disposizione, ad eccezione di Brignola, infortunatosi durante la rifinitura con la Primavera. L'assenza di infortunati importanti è cruciale e permetterà di «cambiare il modo di giocare a partita in corso».
La preparazione emotiva della squadra ha visto anche la partecipazione di figure storiche. L'incontro con Marinai e Benatti ha lasciato un segno positivo. «Mi ha fatto piacere incontrare Marinai e vedere quanta passione c’è in una giocatore di un’età lontana dalla mia», ha ammesso Liverani. Vedere la loro emozione nell'infondere le proprie parole ai ragazzi ha dato "qualcosa in più".
Infine, l'allenatore ha rivolto un commosso pensiero a Luchini, il fisioterapista del Perugia scomparso di recente. Liverani ha ricordato una lezione importante appresa da Luchini ai suoi tempi da giovane calciatore: «È stata una persona che mi ha fatto rendere conto dove stavo». Ha ricordato come all'epoca il fisioterapista non permettesse ai giovani di ricorrere subito ai massaggi nei primi giorni di ritiro, un segnale che col tempo è stato compreso. «Era una colonna portante di quella società, ci tengo a fare le condoglianze alla famiglia».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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