Siamo al rettilineo finale, o quasi. La 24ª giornata del Girone G di Serie D ci consegna una classifica che inizia a delineare sentenze pesanti, anche se la matematica impone ancora prudenza. Con dieci partite ancora da giocare prima del traguardo, la Scafatese sembra aver inserito il pilota automatico verso la Serie C, forte di un vantaggio di 11 punti sulla prima inseguitrice. Eppure, questo turno ha dimostrato che nessuno regala nulla, né in vetta né, soprattutto, nelle sabbie mobili della zona retrocessione.
Se qualcuno sperava in un passo falso della capolista Scafatese, è rimasto deluso, anche se l'Atletico Lodigiani ha venduto carissima la pelle. Al "Vitiello" va in scena una partita vibrante: i padroni di casa sembrano chiudere la pratica in 24 minuti con Convitto e Acquadro, ma la Lodigiani ha il merito di rientrare in partita con un uno-due terribile firmato Botta e Coulibaly prima dell'intervallo. Serve la freddezza glaciale del solito Molinaro, implacabile dal dischetto al 34' della ripresa (terzo gol consecutivo per lui), per regalare alla Scafatese tre punti di platino. A quota 60 punti, la vetta è sempre più solida.
Dietro la lepre, c'è un Trastevere in stato di grazia che non ha alcuna intenzione di alzare bandiera bianca. La squadra rionale demolisce il Valmontone con un 5-0 che non ammette repliche. Una "manita" orchestrata da uno scatenato Crescenzo (doppietta per lui) e dai sigilli di Petrucci, Lorusso e Morano. Per il Valmontone è notte fonda: i giallorossi confermano il momento critico, scivolando al sesto posto fuori dalla zona play-off.
Chi invece blinda il terzo posto è il Monastir, protagonista della partita più folle di giornata contro il Latte Dolce. Finisce 3-2, ma succede di tutto: i sardi vanno avanti, si fanno riprendere, ma trovano l'allungo decisivo con un rigore di Aloia e, soprattutto, con il gol vittoria dello stesso Aloia al 94', in pieno recupero, rendendo vani i tentativi di Tokic e Cabeccia. Una vittoria di carattere che lancia il Monastir a quota 40.
Rallenta invece la Nocerina, che non va oltre l'1-1 interno contro il Budoni. I molossi, passati in svantaggio per il gol di Santoro, riescono a raddrizzare la gara solo nel finale grazie a Tembe, ma il punto serve a poco per le ambizioni di vertice: i rossoneri restano quarti a 38 punti, vedendo allontanarsi il podio.
A centro classifica, spettacolo pirotecnico tra Albalonga e Real Monterotondo. Finisce 5-3 per i castellani in un match senza difese: la doppietta di Ferrari tiene a galla il Monterotondo per un tempo, ma l'Albalonga dilaga nella ripresa con Manca, Ndoye e Bensaja. Una boccata d'ossigeno per l'Albalonga che aggancia il treno play-off a 34 punti, mentre per il Monterotondo la situazione di classifica si fa drammatica (penultimo a 19 punti).
Ma il vero scossone in zona retrocessione arriva dalla Sardegna. Nello scontro diretto tra Olbia e Montespaccato, sono gli ospiti a spuntarla di misura grazie alla rete di Vitolo nel primo tempo. Un 1-0 pesantissimo che permette al Montespaccato di salire a 23 punti e scavalcare proprio i bianchi, ora terzultimi a 22 e in piena crisi d'identità.
Chiude il quadro il colpo esterno della Costa Orientale Sarda, che espugna Anzio per 2-0 (a segno Demarcus e l'esperto Dessena), portandosi in acque più tranquille a quota 32. Da segnalare infine il segnale di vita del Cassino, fanalino di coda, che batte a sorpresa la Palmese (0-1, decide Sorrentino) e prova a riaccendere una fiammella di speranza, portandosi a -2 dal Monterotondo, anche se la salvezza diretta resta un miraggio lontano.
Con il rinvio di Ischia-Flaminia, la classifica presenta un asterisco, ma i verdetti iniziano a prendere forma. La Scafatese ha in mano il proprio destino con un margine rassicurante, mentre il Trastevere si conferma l'unica forza in grado di tenere un ritmo infernale. In coda, la vittoria del Montespaccato rischia di essere uno spartiacque decisivo per la lotta alla sopravvivenza, mettendo l'Olbia con le spalle al muro. La strada è ancora lunga, ma il tempo per rimediare inizia a scarseggiare.
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