Il tecnico della Sambenedettese, Marco Mancinelli, ha commentato con estrema amarezza la sconfitta interna subita contro la Torres, un risultato che complica ulteriormente il cammino verso la permanenza in categoria. L'allenatore non ha cercato giustificazioni, puntando il dito soprattutto sulla scarsa cattiveria agonistica mostrata in alcuni frangenti chiave della gara e su una gestione difensiva che ha lasciato molto a desiderare, specialmente in occasione delle reti subite che hanno deciso il match.
«Voglio vedere la squadra del secondo tempo», ha esordito il mister nel post-partita, sottolineando la netta differenza di rendimento tra le due frazioni di gioco. «Le mie intenzioni erano quelle di fare un primo tempo un po’ più solido facendo riposare qualcuno, poi nella ripresa avrei cambiato e tentato di vincere la partita. Non possiamo concedere certi gol su palla inattiva: l’area di rigore deve essere difesa a tutti i costi», ha tuonato l'allenatore evidenziando la fragilità del reparto arretrato.
Il momento della stagione è cruciale e Mancinelli ha voluto mandare un messaggio forte e chiaro a tutto l'ambiente, chiedendo una reazione d'orgoglio immediata per evitare che la situazione precipiti definitivamente. «Non possiamo alzare bandiera bianca, ma rimboccarci le maniche. Se l’atteggiamento è propositivo come quello della ripresa possiamo tornare a vincere», ha aggiunto il tecnico cercando di spronare i suoi uomini a ritrovare quella fame di punti necessaria per uscire dalle sabbie mobili della classifica.
Le partite a disposizione sono sempre meno e l'allenatore ha ribadito come ogni distrazione possa risultare fatale da qui alla fine del campionato. «Le partite sono sempre meno e, al di là di ogni tattica o schema, dobbiamo metterci in testa che il nostro unico pensiero deve essere la salvezza. Ho visto troppa leggerezza e questo non va bene. Colpa anche mia, senza dubbio, ma ora i giocatori devono tirare su la testa perché non possiamo andare a Ravenna come agnello sacrificale».
L'analisi di Mancinelli si è poi spostata sulla continuità di rendimento durante i novanta minuti, evidenziando un trend negativo che si sta ripetendo nelle ultime uscite della formazione rossoblù. «Dobbiamo recuperare le energie mentali e giocare le partite con la massima attenzione. Sia quello di Alessandria che questo con la Torres abbiamo giocato un brutto primo tempo: ero consapevole che questa sarebbe stata una partita da giocare con il 4-2-3-1, ma nei primi quarantacinque minuti volevo vedere qualcosa di diverso».
Nonostante la parziale ripresa vista dopo l'intervallo, resta il rammarico per aver regalato una porzione consistente di gara agli avversari in uno scontro diretto fondamentale. «Nella ripresa ci siamo risollevati, ma dobbiamo essere quelli lì in ogni momento», ha insistito il tecnico, consapevole che la Samb non può permettersi pause. Infine, ha giustificato alcune scelte tecniche relative agli interpreti, spiegando l'esclusione di alcuni elementi chiave a favore di altre caratteristiche tattiche.
«Assenza di Pezzola? Ho grande stima del ragazzo, ma ci servivano altre caratteristiche: Zini è molto veloce e poteva darci anche profondità e forza», ha chiarito l'allenatore prima di concludere con un monito finale sulla mentalità collettiva. «Una Samb che si deve salvare non può approcciare degli scontri diretti con questo atteggiamento». La testa ora è già rivolta alla prossima sfida, dove non saranno più ammessi errori di sufficienza.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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