Una giornata definita "molto emozionante" ha segnato il ritorno di Eugenio Corini sulla panchina dell'Union Brescia. Il nuovo tecnico, presentato ufficialmente in conferenza stampa, ha delineato la sua visione, parlando di rinascita, ambizione e del profondo legame che lo unisce alla piazza bresciana.
"Oggi è una giornata molto emozionante per me, poter nuovamente allenare il Brescia," ha esordito Corini. L'allenatore ha subito posto l'accento sulla consapevolezza del rischio corso dalla società in tempi recenti: "C’è stato un rischio grande di sparire e invece siamo qui per ripartire." La sua mission è chiara: "Scaliamo negli anni e raggiungiamo l’obiettivo. C’è anche grande consapevolezza nel compito che spetta a me con la fiducia del presidente."
Corini ha voluto subito manifestare grande rispetto per il suo predecessore. "Abbraccio Diana e Filippini: proprio questa notte gli ho scritto un messaggio. Ha fatto un buon lavoro e ha lasciato una squadra che lo stima. Per un allenatore questo merita rispetto."
Nonostante sia un tecnico con esperienza principalmente in categorie superiori, Corini ha mostrato entusiasmo per la Serie C, definendola "stimolante" sebbene ammetta di non conoscerla perfettamente. La presenza di una "squadra forte," costruita con "caratteristiche precise," rappresenta un elemento che "agevola l’adattamento alla categoria." L'approccio, tuttavia, non cambierà: "Il calcio è universale, vogliamo solo vincere. [...] La volontà è di ripetere quanto fatto qui nel passato."
Il credo tattico sarà incentrato sull'iniziativa: "Giocheremo un calcio propositivo." Tuttavia, la squadra si trova ad affrontare subito una difficoltà importante a causa degli infortuni, che hanno ridotto la disponibilità numerica.
Proprio il tema degli infortuni è stato affrontato con grande lucidità da Corini, il quale ha respinto la semplice giustificazione della sfortuna. "Ci sono tanti infortuni: non è solo sfortuna, ma è responsabilità di tutto lo staff. Oggi il calcio ci dà le possibilità per analizzare tutto e quindi dovremo agire diversamente."
Il tecnico ha poi condiviso le ragioni emotive che lo hanno spinto ad accettare la panchina. "Io sono una persona che riflette molto e vivo di emozioni: ho un filo indissolubile che mi lega a Brescia." L'emozione è stata travolgente al momento della chiamata: "Quando ho ricevuto la chiamata, mi è scattato qualcosa dentro che è difficile da descrivere."
Corini ha espresso apprezzamento per gli sforzi compiuti dalla società in estate per evitare il fallimento: "Ho apprezzato tanto che quest’estate si sia fatto il possibile per salvare una squadra e una tifoseria come quella del Brescia." Ora, il tecnico vuole contribuire attivamente a un nuovo capitolo: "Mi assumo anche io la responsabilità qui, ma ho avuto la parola da tutti che si vogliono fare grandi cose. Ho una grande possibilità di scrivere un’altra pagina di storia di questa gloriosa società."
Riguardo al campionato, Corini ha riconosciuto che la squadra, pur essendo forte, ha avuto un calo. "Fino a cinque partite tallonavamo il Vicenza, poi è andato male qualcosina. Ma siamo forti e ripartiremo con lavoro e risultati."
Corini ha sottolineato come nel calcio moderno l'equilibrio mentale sia determinante: "Adesso le partite sono lunghissime e quindi ci sono più partite dentro una partita e serve equilibrio per gestire tutto." Per questo, un focus speciale sarà posto sulla gestione emotiva: "Chi controlla meglio le emozioni ha un grande vantaggio: lavoreremo molto su questo."
Infine, l'allenatore ha lanciato un messaggio forte alla piazza, giustificando la sua scelta: "Questo per me è il Brescia, altrimenti non sarei nemmeno venuto. Capisco che qualcuno possa storcere il naso, ma guardate i numeri del Rigamonti: sono incredibili. Capiamo il rischio che abbiamo corso: questo è Brescia."
Corini esordirà domani contro una squadra in salute: "Affrontiamo domani una squadra in forma che, da quando ha cambiato allenatore, ha accelerato." Nonostante le difficoltà dovute alle assenze, il tecnico ha promesso grande attenzione tattica, senza focalizzarsi su un unico sistema di gioco. "Avrò pochi giocatori di movimento a disposizione, dovrò gestire bene i cambi." Il mantra sarà sacrificio e dedizione.
Per quanto riguarda Vido, giocatore che ha già allenato a Palermo, Corini ha chiarito di aver avuto una breve conversazione incentrata sul recupero fisico: "Il primo step è la continuità, non ha ancora tutta la partita nelle gambe." Per il tecnico, il singolo non deve essere eccessivamente caricato: "Non voglio caricare troppo una singola pedina, ma è fondamentale il gruppo."
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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