Non c'è tempo per recriminazioni né spazio per ulteriori passi falsi. Il Castelfidardo si trova in una situazione drammatica, ancorato all'ultima posizione della classifica nonostante prestazioni che, sul piano del gioco, hanno spesso meritato ben altra sorte. Il calendario non concede tregua e la prossima sfida rappresenta uno degli ostacoli più ardui dell'intera stagione: domenica pomeriggio, con fischio d'inizio alle 14.30, i biancoverdi saranno ospiti dell'Aquila allo stadio Gran Sasso d'Italia.
Gli abruzzesi navigano in tutt'altre acque rispetto agli avversari marchigiani. Stabili al quarto posto, stanno vivendo una seconda parte di campionato di alto livello, alimentando ambizioni di poter impensierire fino all'ultimo il trio di testa formato da Ostiamare, Teramo e Ancona. La svolta per la formazione aquilana è coincisa con l'arrivo sulla panchina di Michele Fucili, tecnico marchigiano che in passato ha guidato il Fossombrone, incrociando più volte proprio il Castelfidardo in sfide dirette.
La gara d'andata resta un ricordo doloroso per i fidardensi. Al Mancini si impose nettamente l'Aquila con un perentorio 3-0 che non lasciò margini di discussione. La partita venne indirizzata già nel primo tempo grazie alle reti di Di Renzo e Sparacello, mentre nella ripresa Ndoye mise il sigillo definitivo su una prestazione brillante degli ospiti.
Domenica scorsa, tuttavia, il Castelfidardo ha dimostrato di poter competere anche contro le grandi del girone. Al Mancini, contro il Teramo secondo in classifica, i ragazzi di Stefano Cuccù hanno disputato una partita di carattere, passando addirittura in vantaggio e giocando alla pari con gli avversari per lunghi tratti dell'incontro. La beffa è arrivata nella ripresa, quando un calcio di rigore piuttosto contestato ha cambiato l'inerzia della sfida, portando alla rimonta abruzzese completata sul 2-1.
Il tecnico Cuccù ha analizzato con lucidità la sconfitta e tratto spunti per guardare avanti: «Dopo l'episodio del rigore – afferma Cuccù – siamo un po' crollati. Abbiamo fatto molto bene fino al gol, giocando ampiamente alla pari con il Teramo e creando diverse situazioni interessanti. Poi dopo l'episodio del rigore ci siamo un po' spenti. Rimaniamo comunque sul pezzo, perché domenica la squadra ha dimostrato la voglia di fare punti. Dobbiamo essere più incisivi e limitare certi errori».
Proprio da questa consapevolezza dovrà ripartire il Castelfidardo nell'affrontare l'impegno aquilano. La classifica impone di raccogliere punti con urgenza, ma il valore dell'avversario rende l'impresa particolarmente complicata. Fucili ha plasmato una squadra solida e ambiziosa, capace di esprimere un calcio propositivo e di sfruttare al meglio le qualità individuali dei propri interpreti.
Per i marchigiani, tuttavia, non esistono alternative: serve radunare tutte le energie mentali e fisiche disponibili, mettere in campo quanto di buono mostrato contro il Teramo e aggiungere quella dose di cinismo e concretezza che finora è mancata nei momenti decisivi. La distanza dalla salvezza resta importante, ma il tempo per colmarla si assottiglia settimana dopo settimana.
La trasferta abruzzese rappresenta dunque un crocevia fondamentale della stagione. Un risultato positivo, per quanto difficile da ottenere, potrebbe riaccendere le speranze e ridare morale a un gruppo che ha dimostrato di non essere spacciato dal punto di vista tecnico e caratteriale. Una nuova sconfitta, al contrario, renderebbe la rincorsa salvezza ancora più complicata.
Il Castelfidardo è chiamato a una prova d'orgoglio, consapevole che il margine d'errore è ormai ridottissimo e che ogni partita deve essere affrontata come una finale. L'ambiente fidardense resta compatto attorno alla squadra, nella speranza che le prestazioni inizino finalmente a tradursi in punti preziosi per abbandonare l'ultima posizione e riaprire una stagione che sembrava compromessa.
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