La retrocessione brucia ancora, ma il Bra non volta le spalle alla Serie C. Dopo la sconfitta nei play out contro la Torres, che ha sancito la discesa del club piemontese dalla Lega Pro, la società inizia a guardare avanti e non esclude di percorrere la strada della riammissione, qualora si liberassero posti nella prossima stagione. Gli occhi sono puntati in particolare sulla Ternana e sul Vado, due realtà che potrebbero non riuscire a perfezionare l'iscrizione al campionato, aprendo così uno spiraglio per chi è stato retrocesso sul campo.
A fare il punto della situazione sulle colonne de La Stampa è il presidente del club, Giacomo Germanetti, che annuncia una decisione entro una decina di giorni. Il quadro che tratteggia è quello di una società chiamata a fare i conti con ostacoli concreti, a partire da quelli economici, ma che non intende rinunciare a priori alla possibilità di restare nel calcio professionistico.
"Al netto di vari problemi economici e logistici, in particolare per la mancanza di uno stadio idoneo per la categoria che ci costringerebbe a chiedere un'ulteriore deroga per disputare altrove le partite in casa, con lo studio di professionisti che ci supporta, valuteremo la possibilità di richiedere la riammissione in Lega Pro: entro una decina di giorni, prenderemo una decisione definitiva", ha dichiarato Germanetti.
Il nodo dello stadio è tutt'altro che secondario. L'assenza di un impianto a norma per la terza serie nazionale obbligherebbe il Bra a replicare la situazione già vissuta in questa stagione, con una nuova richiesta di deroga per disputare le partite interne in una sede alternativa. Una condizione che complica non poco l'eventuale domanda di riammissione e che la dirigenza intende valutare con la massima cautela, avvalendosi del supporto di consulenti professionisti.
Sul fronte federale, intanto, sembra esserci una porta aperta. Germanetti ha rivelato di aver ricevuto garanzie dirette dal presidente della Lega Pro: "Il presidente della Lega Pro Matteo Marani mi ha assicurato personalmente tutto il sostegno possibile: non ci sarà molto tempo, entro metà giugno dovremo prendere una decisione definitiva sulla richiesta di riammissione". Un segnale che, almeno a livello istituzionale, la posizione del Bra verrebbe esaminata con attenzione.
Prudenza, però, è la parola d'ordine. Lo stesso numero uno del club frena su qualsiasi previsione: "Al momento, non posso sbilanciarmi sulla riuscita di un'eventuale richiesta su cui rifletteremo con grande attenzione". Un atteggiamento che riflette la complessità di una scelta che va ben oltre il semplice desiderio di restare in categoria, e che deve fare i conti con la sostenibilità concreta del progetto sportivo.
Le prossime settimane saranno dunque decisive. Entro metà giugno il Bra dovrà comunicare le proprie intenzioni, incastrando i tempi con quelli delle iscrizioni degli altri club e con le eventuali rinunce che potrebbero ridisegnare la griglia della Lega Pro 2025-2026. Una finestra stretta, ma ancora aperta.
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