Si apre una settimana di fondamentale importanza per comprendere quale sarà il destino sportivo e societario della Viterbese. Il club si trova a fare i conti con un futuro ancora tutto da scrivere, sospeso tra la permanenza nel campionato di Eccellenza o un possibile sbarco in Serie D. Come evidenziato in un approfondimento sulle pagine de Il Messaggero, l'attenzione è tutta rivolta sulle mosse del patron Piero Camilli, il quale ha ammesso pubblicamente di essere impegnato nella valutazione di diverse opzioni, sottolineando che sia ancora prematuro stabilire con certezza se manterrà la guida del sodalizio di via della Palazzina o se deciderà di fare un passo indietro definitivo.
Le oggettive difficoltà economiche e gestionali legate alla debitoria complessiva della Viterbese stanno pesando in modo significativo sulle scelte della proprietà, che non ha ancora sciolto i dubbi relativi alla permanenza nel capoluogo. Nonostante lo scenario di incertezza, l'imprenditore originario di Grotte di Castro non ha voluto chiudere del tutto le porte a una possibile continuità, limitandosi a chiarire che ogni decisione finale necessita ancora di tempo. Nei giorni scorsi si è registrato anche un colloquio formale con la sindaca Chiara Frontini, anche se la prima cittadina ha subito precisato come l'incontro si sia focalizzato su altre tematiche istituzionali e non sulla permanenza della proprietà in città.
Un nodo cruciale per lo sviluppo di qualsiasi progetto calcistico è rappresentato dalla gestione dello stadio Enrico Rocchi. Attualmente, la struttura risulta affidata alla gestione della Viterbese con una convenzione che ha una validità residua di circa dieci anni. Qualora l'attuale compagine societaria dovesse interrompere la propria attività sul territorio, portando alla nascita di un nuovo soggetto sportivo dalle ceneri della vecchia gestione, il diritto all'utilizzo esclusivo dell'impianto verrebbe automaticamente meno. In quella circostanza, l'amministrazione comunale si vedrebbe costretta a indire un nuovo bando pubblico per assegnare la gestione della struttura a un nuovo inquilino.
Questa dinamica burocratica rappresenta l'ostacolo principale per la realizzazione di una suggestiva e complessa operazione di mercato che vedrebbe lo spostamento a Viterbo di un titolo sportivo valido per il campionato di Serie D. Trovare un club di quarta serie disposto a cedere la propria categoria non è un'impresa semplice, specialmente considerando la necessità di individuare una realtà che possieda requisiti geografici compatibili con lo spostamento nel Lazio. Tra le ipotesi avanzate nelle ultime ore dagli addetti ai lavori, è emersa la pista che porta a un accordo con l'Orvietana, una soluzione che sposterebbe l'asse della squadra verso l'Umbria, pur mantenendo un forte legame con diverse realtà comunali della provincia di Viterbo.
Oltre alla complessità delle trattative, il vero nemico di questa operazione è il fattore tempo, poiché i margini di manovra concessi dai regolamenti federali sono estremamente ridotti. Per portare a termine una fusione societaria o un trasferimento di titolo valido, tutta la documentazione necessaria deve essere presentata in modo completo agli organi competenti entro il prossimo 5 luglio, mentre l'incartamento generale andrebbe consegnato già entro la fine del mese di giugno. Inoltre, per ottenere il via libera definitivo all'operazione, sarà indispensabile attendere la ratifica ufficiale da parte del prossimo presidente federale, la cui elezione formale è fissata per la giornata del 22 giugno.
Nelle prossime ore si attendono dunque segnali più chiari e definitivi per capire se la città potrà continuare a cullare ambizioni calcistiche importanti o se dovrà rassegnarsi a scenari più ridimensionati. Sul fronte prettamente agonistico, la squadra potrebbe fare ritorno sul terreno di gioco nei prossimi giorni per riprendere le sedute di allenamento. I calciatori avevano ricevuto il rompete le righe temporaneo subito dopo la netta vittoria per tre a zero nel playout salvezza disputato in gara secca contro il Tor Sapienza. L'orientamento dell'area tecnica resta comunque quello di mantenere il gruppo in attività fino alla naturale scadenza dei contratti.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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