A sole due curve dal traguardo, il girone H di Serie D emette il suo verdetto più atteso e inappellabile: il Barletta è matematicamente promosso in Serie C. La 32ª giornata su 34 si chiude con i festeggiamenti della capolista, ma lascia aperti tutti gli altri fronti, trasformando gli ultimi 180 minuti della stagione in un autentico thriller, sia per l'accesso ai posti nobili della classifica che per evitare il baratro dell'Eccellenza.
Mancava solo la matematica, ed è puntualmente arrivata. Il Barletta liquida la pratica Heraclea in trasferta con un perentorio 1-3, trascinato da uno straordinario Da Silva, autore di una doppietta letale nel primo tempo, prima del sigillo finale di Di Cuonzo allo scadere. È il coronamento di un finale di stagione mostruoso per i biancorossi, giunti alla quinta vittoria consecutiva negli ultimi cinque turni. Con 67 punti, la vetta è irraggiungibile per chiunque: è Serie C.
Se il primo posto è assegnato, la lotta per la seconda piazza e per garantirsi la miglior posizione negli spareggi di fine stagione è infuocata. Il match clou di giornata ha visto il Fasano superare di misura il Martina per 1-0 grazie al gol pesantissimo di Bianchini al 25' del primo tempo. Un risultato che permette ai fasanesi di completare l'aggancio a quota 59 punti, accendendo un duello all'arma bianca per il ruolo di vice-capolista.
In quarta posizione resta la Paganese (55 punti), incappata però in una brutta sconfitta di misura (1-0) sul campo del Gravina, decisa dalla rete di Urso nella ripresa. I pugliesi, con questo successo, salgono a 49 punti e tengono vive le ultime speranze di agganciare il treno quinto posto, attualmente occupato dal Nardò (52 punti), che non ha tremato e ha liquidato il Manfredonia con un secco 2-0 firmato D'Anna e Garnica nel giro di tre minuti.
Frena l'Afragolese (49 punti), bloccata sullo 0-0 da un solido Real Normanna, mentre la Fidelis Andria (47 punti) resta aggrappata al gruppo di testa grazie al 2-1 interno sulla Sarnese, griffato nel primo tempo da Ronchi e Taurino. Tonfo clamoroso e inaspettato, invece, per la Virtus Francavilla (47 punti), che crolla clamorosamente in casa per 0-3.
È proprio la vittoria esterna del Francavilla sul campo della Virtus a rappresentare il vero terremoto della zona bassa. Uno 0-3 senza appelli (reti di Cabrera Padilla, Da Silva e del solito implacabile Barone, giunto al suo quinto centro nelle ultime quattro partite), che proietta i lucani a quota 39 punti, tirandoli momentaneamente fuori dalle sabbie mobili e agganciando Sarnese e Manfredonia in una zona nevralgica e pericolosissima della classifica.
Più giù, la situazione è drammatica. L'Acerrana (14 punti) è già retrocessa in Eccellenza e ha ceduto in casa per 1-3 al Pompei (reti di Ragosta, Galdean e Fusco per gli ospiti). I pompeiani salgono così a 28 punti, ma la matematica parla chiaro: con soli 6 punti ancora a disposizione, i 35 punti dell'Heraclea (quintultima) sono irraggiungibili. Questo condanna di fatto Pompei e Ferrandina (a quota 27 dopo lo scialbo 0-0 contro il Nola) a non poter più evitare la post-season per la salvezza. Per loro, le prossime due partite serviranno solo a cercare un piazzamento migliore nella griglia play-out per evitare l'ultimo posto che vale la retrocessione diretta assieme all'Acerrana. A rischio c'è anche il Nola, che a 38 punti sente il fiato sul collo della zona rossa.
Mancano due sole giornate, 180 minuti che peseranno come macigni. Se a Barletta è già tempo di stappare lo spumante, per Martina e Fasano c'è da blindare il podio, mentre Nardò, Gravina, Afragolese e le due andriesi si giocheranno gli ultimi slot disponibili. Ma è in coda che si vivranno i drammi sportivi più intensi: tra i 35 punti dell'Heraclea e i 40 della Real Normanna ci sono ben sei squadre racchiuse in un fazzoletto di 5 punti. Un solo passo falso, a questo punto del campionato, equivale a una sentenza. Il girone H è pronto per il suo ultimo, clamoroso atto.
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