Il presidente del Manfredonia, Gianni Rotice, è intervenuto ai microfoni della trasmissione «Lunedì Puglia» su Antenna Sud per analizzare il momento della formazione sipontina e illustrare le linee guida del progetto societario. Il numero uno del club ha tracciato un bilancio lucido, non nascondendo qualche rammarico per una classifica che, a suo dire, non rispecchia pienamente quanto seminato finora sul rettangolo verde.

Secondo il patron, il computo totale dei punti risente di alcune sviste che hanno condizionato il cammino della squadra in questa stagione. «Qualche punto ci manca per qualche errore nostro, altri per errori arbitrali» ha sottolineato Rotice, precisando però che non è ancora il momento dei bilanci definitivi: «Oggi la classifica è questa e dobbiamo guardare a questa. Il tempo per recriminare arriverà più avanti».

Al di là dell'aspetto puramente numerico, la soddisfazione principale della dirigenza risiede nella ricostruzione dell'identità del club, partito praticamente da zero la scorsa estate. Il presidente ha evidenziato come il lavoro non abbia riguardato solo l'aspetto tecnico, ma soprattutto la creazione di un'armonia interna fondamentale per affrontare le difficoltà del girone.

«Oggi sono contento perché si è creato un gruppo bello, compatto dentro e fuori dal campo» ha spiegato il massimo dirigente, ponendo l'accento sul ritrovato legame tra la squadra, la città e la tifoseria. Questo clima di unità rappresenta, nella visione di Rotice, il vero valore aggiunto della stagione, trasformando il calcio in un «termometro sociale» positivo per l'intera comunità di Manfredonia.

Analizzando le gerarchie del campionato, il patron ha riconosciuto il valore delle corazzate che occupano le prime posizioni, definendo ogni domenica come un vero e proprio «terno al lotto» data l'imprevedibilità dei risultati. Nonostante il vantaggio accumulato da compagini strutturate come il Barletta, l'ordine di scuderia per i biancocelesti resta quello di affrontare ogni sfida come uno scontro diretto.

Un punto su cui il presidente ha chiesto un'inversione di tendenza immediata riguarda il rendimento lontano dalle mura amiche, dove la squadra sembra soffrire un blocco psicologico che ne limita il potenziale. «Forse sentiamo un po’ di timore, soprattutto in trasferta, mentre in casa giocare con il pubblico aiuta» ha ammesso, esortando il gruppo a mutare approccio per strappare punti su ogni campo.

Dal punto di vista della gestione aziendale, Rotice ha chiarito come il Manfredonia sia considerato a tutti gli effetti un asset strategico delle proprie attività imprenditoriali. Gli investimenti si sono concentrati in particolare sulle infrastrutture sportive, rese agibili grazie all'impiego di fondi privati, garantendo così alla prima squadra e alle giovanili spazi adeguati per la crescita costante.

Il superamento delle tensioni e delle incomprensioni che avevano caratterizzato il recente passato ha riportato la serenità necessaria per programmare il domani con basi solide. Il presidente ha ricordato come il chiarimento con la tifoseria sia stato il punto di partenza per ritrovare l'entusiasmo delle famiglie e dei sostenitori che ogni domenica affollano lo stadio.

«L’obiettivo è salvarci, ma farlo con questa squadra sarà già una buona base per programmare» ha concluso Gianni Rotice, definendo la permanenza in categoria come il trampolino di lancio per alzare l'asticella. L'idea della proprietà è quella di strutturarsi sempre meglio, puntando a migliorare i risultati dell'anno precedente senza però mai «fare il passo più lungo della gamba».

Sezione: Serie D / Data: Mar 24 marzo 2026 alle 21:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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