Il Messina guarda al presente con pragmatismo e al futuro con ambizione. È questo il messaggio che emerge dalle dichiarazioni del vice presidente Morris Pagniello, attualmente in Italia fino a domenica per seguire da vicino le vicende del club peloritano. Dopo l'acquisizione della società da parte della nuova proprietà, la dirigenza ha definito con chiarezza le linee guida per il prossimo periodo.
«Salvezza e stabilità societaria» rappresentano le due priorità assolute indicate dal dirigente, che delinea una strategia a breve e medio termine caratterizzata da obiettivi concreti e realizzabili. La permanenza nella categoria e il consolidamento organizzativo costituiscono i pilastri su cui costruire il progetto di rilancio della squadra siciliana.
La nuova governance del club è ancora in fase di strutturazione. L'organigramma definitivo, pur non essendo stato ancora formalizzato ufficialmente, sta prendendo forma secondo direttive precise della proprietà. Pagniello ha fornito alcuni dettagli sulla visione del presidente Justin Davis: «Il presidente Justin Davis ha stilato un piano da Champions, non da Serie A, vive Messina più degli altri e pian piano faremo tutto, inserendo persone del territorio ma anche profili contabili dall'Australia che invierà il presidente».
La strategia organizzativa prevede dunque un approccio ibrido, che coniuga l'inserimento di figure professionali locali con l'arrivo di competenze tecniche specifiche provenienti dall'Australia, sede della proprietà. Un modello gestionale che mira a unire la conoscenza del contesto territoriale con standard di gestione amministrativa di matrice internazionale.
Sul fronte economico, il vice presidente ha rivelato una dinamica interessante: «Anche a livello di budget, ogni giorno sembra crescere ma speriamo di mantenerci dentro per raggiungere gli obiettivi». Una dichiarazione che testimonia da un lato l'impegno economico della proprietà, dall'altro la necessità di mantenere un equilibrio finanziario sostenibile per conseguire i traguardi prefissati.
La gestione delle risorse appare quindi ispirata a criteri di responsabilità, con investimenti graduali calibrati sulle esigenze effettive del progetto sportivo e societario.
Uno dei temi affrontati dal dirigente riguarda la questione degli impianti sportivi. Attualmente il Messina disputa le partite casalinghe al "Franco Scoglio", mentre lo stadio "San Filippo" resta inutilizzato per le gare della prima squadra. Pagniello ha espresso un auspicio per il futuro: «Speriamo il prossimo anno di essere lì perché è fantastico ma col pensiero di riavvicinare la gente. Il sogno è lavorare bene e riempire nuovamente il San Filippo, lasciando il "Celeste" alla squadra femminile».
L'idea di un eventuale ritorno al "Celeste" – come viene comunemente chiamato il San Filippo – è legata a una strategia più ampia di coinvolgimento del territorio e di valorizzazione degli asset sportivi della città. Il vice presidente ha però manifestato una certa delusione per l'affluenza attuale: ci si attendeva una maggiore presenza di pubblico sugli spalti, elemento considerato fondamentale per creare quell'atmosfera necessaria a sostenere la squadra e costruire un progetto condiviso con la comunità.
La disponibilità di due stadi rappresenta, secondo Pagniello, un vantaggio competitivo significativo: «Anche poche città possono vantare due stadi per una squadra sola in Europa». Una peculiarità che potrebbe trasformarsi in risorsa strategica se adeguatamente valorizzata, permettendo una razionalizzazione degli spazi e una specializzazione delle strutture in base alle diverse esigenze.
Nessun nuovo socio, puntare sulle sponsorizzazioni
Interpellato sulla possibilità di nuovi ingressi nella compagine societaria, il vice presidente ha fornito una risposta netta: «Al momento non previsti, stiamo lavorando molto su grandi sponsorizzazioni». La strategia finanziaria della società non contempla quindi ampliamenti della base societaria nel breve periodo, concentrandosi invece sulla ricerca di partner commerciali importanti che possano garantire flussi di entrate stabili e significativi.
Questo approccio conferma la volontà della proprietà di mantenere il controllo gestionale del club, evitando frammentazioni decisionali e puntando su fonti di finanziamento alternative alla cessione di quote sociali.
Il progetto del Messina ha orizzonti temporali ben delineati. Pagniello ha rivelato l'esistenza di un piano strategico pluriennale: «Sappiamo cosa vogliamo fare nei prossimi 5 anni, dove vogliamo arrivare. Magari in Serie B questa squadra avrà un valore che oggi nessuno gli riconosce».
L'obiettivo della Serie B emerge quindi come traguardo di medio termine, accompagnato dalla convinzione che un'eventuale promozione comporterebbe un significativo incremento del valore complessivo del club. Una previsione che si basa sulla considerazione che attualmente il mercato sottovaluta le potenzialità della società peloritana, le cui caratteristiche territoriali e infrastrutturali potrebbero esprimere un valore ben superiore in una categoria professionistica più elevata.
La presenza del vice presidente in Italia in questo periodo testimonia l'attenzione diretta della proprietà alle dinamiche quotidiane del club. La gestione non risulta essere delegata completamente a distanza, ma prevede momenti di presenza fisica dei vertici societari per monitorare l'andamento delle attività e mantenere contatti diretti con l'ambiente.
Il quadro che emerge dalle dichiarazioni di Pagniello è quello di una società che, superata la fase dell'acquisizione, sta ora entrando nel vivo della costruzione organizzativa e progettuale. Gli obiettivi appaiono graduali e realistici: assicurarsi innanzitutto la permanenza in Serie C, stabilizzare la struttura societaria, coinvolgere progressivamente il territorio, attrarre sponsorizzazioni importanti e gettare le basi per una crescita sostenibile che possa portare, nei prossimi anni, a traguardi sportivi più ambiziosi.
La sfida principale, oltre a quella sportiva sul campo, sembra essere quella del coinvolgimento della tifoseria e della città, elementi considerati indispensabili per costruire un progetto davvero solido e radicato nel territorio. La disponibilità di infrastrutture importanti come due stadi rappresenta un'opportunità che la società intende valorizzare, ma che richiede il sostegno e la partecipazione attiva della comunità locale.
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