Il successo ottenuto sul terreno di Vinovo ha rappresentato per il Varese un punto di svolta che va ben oltre il semplice conteggio dei punti in classifica. Quel pirotecnico 4-3 rifilato al Chisola ha iniettato una dose massiccia di fiducia in tutto l'ambiente biancorosso, riaccendendo i riflettori sulle ambizioni della squadra e ponendo nuovi interrogativi su quanto lontano possa spingersi questo gruppo.
Ora, però, il calendario impone di voltare pagina immediatamente, perché l'impegno all'orizzonte si preannuncia come uno dei più complessi dell'intera stagione. La sfida interna contro il Sestri Levante, prevista per domenica 18 gennaio alle ore 15.00, non è solo una gara di cartello, ma un vero e proprio banco di prova per misurare la maturità raggiunta dagli uomini di Andrea Ciceri.
Proprio l'allenatore biancorosso ha voluto inquadrare il momento della sua squadra, consapevole che il calcio non concede pause e che ogni fine settimana rappresenta un test senza appello. “Nel calcio gli esami sono tutte le domeniche e quello con il Sestri Levante è probabilmente il più difficile del momento”, ha ammesso con schiettezza il tecnico, sottolineando lo spessore dell'avversario che varcherà i cancelli del Franco Ossola. Il Sestri Levante, infatti, si presenta a questa sfida con un biglietto da visita impressionante, forte di una striscia di undici risultati utili consecutivi che ne certifica lo stato di grazia. La compagine ligure non solo esprime attualmente il miglior calcio del torneo, ma vanta anche un rendimento esterno che incute timore, sostenuto da una tenuta atletica che sembra non conoscere flessioni.
Oltre ai numeri e alla condizione fisica, c'è un fattore psicologico che Ciceri tiene in debita considerazione: il desiderio di rivalsa degli avversari. La gara d'andata, infatti, lasciò l'amaro in bocca ai liguri, che nonostante un volume di gioco importante non riuscirono a concretizzare quanto prodotto. “Arrivano anche con il dente avvelenato per l’andata, dove avevano prodotto tantissimo senza raccogliere nulla”, ha ricordato l'allenatore del Varese. Tuttavia, il tecnico non vuole che i suoi si sentano inferiori o intimiditi dal pedigree della capolista. Il Varese sta vivendo un periodo estremamente positivo, frutto di un percorso di crescita che ha visto la squadra cementarsi attorno a concetti di solidità e determinazione. La convinzione mostrata nelle ultime uscite è l'arma che i biancorossi intendono affilare per tentare lo sgambetto alla prima della classe.
Entrando nei dettagli tattici della contesa, Ciceri si aspetta una partita vibrante e caratterizzata da ritmi altissimi. Il modulo e lo stile di gioco del Sestri Levante non lasciano spazio a distrazioni: è una squadra che ama verticalizzare improvvisamente, portando molti effettivi nella metà campo avversaria e saturando l'area di rigore con inserimenti continui. Difensivamente, inoltre, i liguri concedono pochissimi varchi, rendendo ogni sortita offensiva un esercizio di precisione chirurgica. “Dovremo reggere l’urto, essere lucidi nei momenti caotici e poi trovare qualità e pazienza nella nostra manovra”, ha spiegato il mister, evidenziando come la gestione dei ritmi e la capacità di mantenere la calma sotto pressione saranno le chiavi per scardinare l'organizzazione ospite.
La vittoria di Vinovo ha lasciato in dote anche una consapevolezza rinnovata riguardo alla profondità della rosa. Alcune prestazioni individuali hanno rimescolato le gerarchie, offrendo a Ciceri più opzioni in ogni reparto, un lusso fondamentale in questa fase cruciale del campionato. Tuttavia, il tecnico predica umiltà e concentrazione massima, evitando facili entusiasmi che potrebbero rivelarsi deleteri. Ogni partita ha una sua storia e quella contro il Sestri richiederà un approccio mentale differente rispetto a quello visto contro il Chisola. L'obiettivo è impattare il match con ferocia agonistica sin dai primi istanti, cercando di non subire l'iniziativa avversaria ma, al contrario, di dettare le regole del gioco davanti al proprio pubblico.
Proprio il fattore campo potrebbe risultare decisivo in una sfida così equilibrata e tesa. Ciceri ha voluto lanciare un appello accorato alla tifoseria, riconoscendo che il calore della piazza non è mai venuto meno, ma chiedendo un ulteriore sforzo in termini di incitamento per trasformare lo stadio in una vera bolgia. “Il sostegno del pubblico non è mai mancato e ora, in un momento così delicato della stagione, abbiamo bisogno che il Franco Ossola diventi sempre più il nostro dodicesimo uomo”, ha dichiarato l'allenatore, conscio di quanto l'energia degli spalti possa trascinare i calciatori oltre i propri limiti. È un invito all'unione d'intenti, un patto tra squadra e città per provare a sognare in grande.
In chiusura, il mister ha voluto proteggere il gruppo, rivendicando il diritto all'errore come parte del processo di miglioramento, ma allo stesso tempo esaltando l'impegno e il valore umano dei suoi ragazzi. In una categoria difficile come quella in cui milita il Varese, la differenza la fa spesso la capacità di restare compatti nelle difficoltà. “Questi ragazzi sbagliano, come sbaglio io, ma meritano di essere spinti fino in fondo per provare a giocarcela il più in alto possibile”, ha concluso Ciceri. Il messaggio è chiaro: il Varese non vuole porsi limiti e, pur rispettando la forza del Sestri Levante, è pronto a dare battaglia per dimostrare di poter stare stabilmente ai vertici della classifica.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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