E’ un David D’Antoni che parla a 360 gradi ai colleghi di calciodellatuscia.it: crisi sanitaria, economica e futuro del calcio. Il tecnico del Monterosi non entra nello specifico sulla questione della campionato, si affida alle istituzioni ma fa un’attenta analisi sul momento e sulle conseguenze che questa crisi porterà sul sistema e sullo status dei tesserati di serie D e non solo.
Mister D’Antoni, un mese fa lo stop: sembrava fosse questione di giorni ed invece la situazione è precipitata.
“E’ successo tutto molto velocemente e forse non ce l’aspettavamo che potesse durare così a lungo e colpire in generale tutto il nostro paese. Ci ha preso un po’ alla sprovvista anche se sapevamo quello che era accaduto in Cina. Le opinioni sulla pandemia meglio lasciarle stare, nel nostro ambiente si parla troppo. Leggo di colleghi, dirigenti e presidenti che hanno soluzioni e questo non è corretto. In un momento del genere bisogna avere fiducia in chi fa questo di mestiere e per il calcio c’è una Federazione ed un Governo che dovrà valutare la situazione e decidere sul futuro dei campionati”.
In queste settimane più di qualche addetto ai lavori di serie D ha lanciato l’allarme ed il Decreto Cura Italia non prevede sostegno per tesserati.
“In una situazione del genere c’è sempre la corsa di qualche furbetto che per una situazione di classifica ormai tranquilla tende a correre la corrente di chiudere definitivamente la stagione. E questo non è giusto. Su dieci mensilità perderne tre per un calciatore che fa ritiri ad agosto, si impegna sei volte alla settimana, anche due volte al giorno, non è una cosa bella. Monterosi rappresenta un modello virtuoso grazie al presidente Capponi ma poi fuori da qui la situazione non è facile. Noi siamo nel limbo a livello contrattuale perché non siamo professionisti ma facciamo una vita da professionisti e grazie a questi rimborsi o stipendi come volete voi ci mandiamo avanti le famiglie. Sei giorni su sette, trasferte e cose varie: come non considerarlo un lavoro? E’ vero che serie C e serie D subiscono le decisioni della serie A ma non siamo purtroppo nella stessa condizione. Io credo che ci sarà bisogno di prendere qualche misura e sostegno anche per lavoratori come noi. Serve una tutela di tutto il movimento”
Federazione e Ministero della Salute stanno parlando di protocolli da osservare per la ripresa di attività agonistica: distanze nelle prime due settimane, ambienti sanificati e tanto altro. Sarà possibile tutto questo?
“Il calcio è come tutti i mestieri ed aziende. Secondo voi non saliremo più su metro, treni ed autobus? Uffici, aziende, industrie, ristoranti, imprese si troveranno tutti nella stessa situazione e dovranno adottare questi protocolli ed adattarsi alla nuova situazione. Noi siamo in venti per un’ora al giorno, quello che vale per noi varrà anche per i lavori di otto-nove ore al giorno. Finire il campionato si può, se non partiamo noi vuol dire che fra un mese è fallito tutto il paese Italia. Chi deve decidere lo farà quando la situazione sarà chiara. Normale che da parte nostra del Monterosi c’è voglia di concludere la stagione”.
Una domanda che in molti ci stiamo cominciando a fare: ci sarà un calcio pre e post Covid-19?
“Questo è un discorso che fa parte di tutte le grandi crisi che vivono i paesi. Purtroppo c’è chi esce di scena e chi riuscirà ad andare avanti. Forse ci sarà una selezione, meno persone e società faranno calcio ma non è detto che le cose non potrebbero di conseguenza migliorare. Magari sarà l’occasione per togliersi tutti quei dirigenti, società e calciatori che non meritano di entrare in questo mondo semi-professionistico. C’è una grande occasione per dare una risposta reale alle esigenze per un calcio sostenibile e prendere certe decisioni per qualcuno spiacevoli. Avere una serie D e serie C con 200 club non è sostenibile dal sistema. Ci sono troppe società che sono al limite con rimborsi, strutture ed organizzazione. Ad agosto portono, non pagano rimborsi per mesi e mesi e non hanno le possibilità di fare le trasferte. Ridurre le squadre vorrebbe dire fare campionato più snelli, di maggior valore e con meno problematiche. Ma questo è un mio parere che dico sempre da anni e non solo in relazione a questa crisi”.
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Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com
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