Il tecnico della Reggina, Alfio Torrisi, ha espresso grande soddisfazione al termine della vittoriosa trasferta contro la Nuova Igea Virtus, sottolineando il cambio di passo della sua squadra.
Dopo le recenti critiche, l'allenatore ha evidenziato come il gruppo sia riuscito a ritrovare quella determinazione necessaria per imporsi su un campo storicamente ostico.
«Abbiamo fatto secondo me una delle migliori prestazioni dell'anno non solo a livello tecnico e tattico ma a livello agonistico» ha dichiarato il mister in conferenza stampa.
Secondo Torrisi, la squadra ha finalmente messo in campo quella ferocia che era mancata nelle ultime uscite, riuscendo a superare un avversario di assoluto valore per questo girone.
Il successo in uno scontro diretto fuori casa viene visto come un segnale di grande personalità, fondamentale per riaccendere una piccola speranza in ottica classifica.
«È la vittoria dei ragazzi perché l'hanno voluta, se la sono presa e con personalità» ha ribadito l'allenatore, elogiando la capacità dei suoi di gestire la pressione.
Analizzando le ultime settimane, il tecnico ha voluto difendere il lavoro svolto, sostenendo che spesso i giudizi esterni siano stati eccessivamente condizionati dai risultati negativi.
Pur ammettendo che alcune sconfitte abbiano pesato psicologicamente, Torrisi ha rimarcato come la squadra abbia prodotto gioco anche nei momenti in cui la fortuna non è stata dalla sua parte.
«Purtroppo per il risultato ti fa vedere tutto nero, come è giusto che sia, perché probabilmente potrà costarci anche il finale di stagione» ha ammesso con onestà il mister.
La gestione delle energie fisiche è stata uno dei temi centrali della serata, con il tecnico che ha spiegato l'importanza del turnover applicato nelle precedenti sfide di campionato.
Avere sei giocatori freschi su dieci di movimento ha permesso alla Reggina di mantenere ritmi elevati contro un'avversaria che aveva giocato un giorno dopo rispetto agli amaranto.
«Sarebbe stata follia pura non cercare di dividere le energie a un gruppo di 27 calciatori» ha precisato Torrisi, difendendo le scelte tecniche fatte negli ultimi giorni.
Nonostante il distacco dalla vetta rimanga importante, l'ambiente non ha alcuna intenzione di alzare bandiera bianca prima che arrivi la sentenza definitiva della matematica.
L'impegno immediato si chiama ora Palermo, una sfida da affrontare con lo stesso piglio mostrato oggi, consapevoli di non poter più commettere alcun errore di valutazione o atteggiamento.
«Abbiamo un dovere nei confronti della casacca che indossiamo. Fino a quando la matematica non ci condanna siamo obbligati a fare questo tipo di prestazione» ha aggiunto il tecnico.
Infine, un pensiero è andato ai sostenitori che, nonostante le delusioni e le difficoltà logistiche del turno infrasettimanale, hanno continuato a incitare la squadra per tutti i novanta minuti.
L'allenatore ha scelto di non andare sotto la curva a fine gara per lasciare che i calciatori ricevessero tutto l'applauso dei tifosi, veri protagonisti di questa rinascita sul campo.
«Abbiamo dimostrato oggi che non siamo morti, ma siamo vivi e abbastanza vivi» ha concluso Alfio Torrisi, lanciando un messaggio di sfida per le prossime battaglie stagionali.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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