Il direttore sportivo del Padova, Massimiliano Mirabelli, è intervenuto con vigore durante la presentazione del nuovo tecnico Roberto Breda, facendo il punto sulla delicata situazione del club.
Il dirigente ha voluto innanzitutto chiarire i motivi che hanno portato all'allontanamento di Matteo Andreoletti, definendo il rapporto con l'ex allenatore quasi di natura familiare, nonostante le critiche iniziali.
Secondo la ricostruzione del d.s., la scelta del cambio in panchina è scaturita da un blocco evidente nei risultati e nelle dinamiche interne che rischiava di diventare una pericolosa abitudine.
«Rimanere inermi sembrava quasi voler accettare che non vincere in casa fosse la normalità. Se vediamo l’ingranaggio impallato è nostro dovere intervenire» ha spiegato Mirabelli ai giornalisti presenti.
Nonostante il momento di appannamento, il direttore sportivo ha respinto con forza le voci di un imminente tracollo sportivo, ribadendo la ferma volontà della società di lottare fino alla fine.
L'obiettivo prioritario resta la permanenza nella categoria, un traguardo che la dirigenza intende raggiungere con ogni mezzo necessario, confidando nelle risorse ancora a disposizione del gruppo.
«Siamo feriti ma non morti, non è tempo per fare il funerale a nessuno. Dobbiamo salvare la squadra e ci dobbiamo riuscire» ha dichiarato con orgoglio il responsabile dell'area tecnica.
Mirabelli ha poi speso parole di grande elogio per la nuova proprietà, sottolineando come i vertici societari abbiano garantito supporto totale e libertà d'azione sin dal primo giorno del loro insediamento.
Il progetto biancoscudato, secondo il d.s., ha basi solidissime che guardano a un futuro molto lontano, promettendo stabilità e successi che potrebbero rendere la piazza un modello per il calcio italiano.
«Questa nuova proprietà regalerà cose importanti per i prossimi 30 anni che saranno invidiate da tutta Italia. Non dovranno pentirsi del passo che hanno fatto» ha proseguito il direttore.
In merito alla scelta di Roberto Breda, Mirabelli ha chiesto all'ambiente di far ricadere su di sé ogni eventuale critica, proteggendo il lavoro del nuovo mister chiamato a una missione complicata.
L'identikit del nuovo allenatore rispondeva a esigenze ben precise: esperienza nel campionato cadetto e una comprovata capacità di incidere profondamente subentrando a stagione in corso.
«Avevamo tracciato un identikit ben preciso: volevamo un allenatore che conoscesse la categoria e la nostra squadra. Abbiamo fatto questa scelta convinti che sia la migliore» ha ribadito il d.s.
La convinzione della dirigenza è che Breda possieda le caratteristiche umane e professionali giuste per condurre il porto la nave del Padova in queste ultime sei, decisive, giornate di campionato.
«Dobbiamo difendere questa categoria e sono sicuro che Breda ci riuscirà» ha concluso Massimiliano Mirabelli, sigillando così l'inizio di questo nuovo e fondamentale capitolo stagionale.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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