Il verdetto del campo è stato implacabile e ha sancito la fine di un'era per l'Imolese, che dopo tredici stagioni vissute tra i professionisti e la quarta serie, scivola ufficialmente nel campionato di Eccellenza. La sconfitta maturata ai play-out contro il Sasso Marconi ha messo fine a un'annata tormentata, segnata da una caduta libera che nessuno avrebbe saputo pronosticare dopo l'ottimo avvio di torneo.
Nonostante l'amarezza per un epilogo così traumatico, l'imprenditore Giovanni Tarantino, figura centrale per il futuro del club, ha voluto lanciare un segnale di speranza attraverso i propri canali social. Il messaggio è chiaro: non c'è spazio per la resa, ma solo per una ricostruzione che deve partire immediatamente dalle macerie di questa retrocessione.
«Ho creduto in questi ragazzi dal primo giorno in cui sono arrivato, perché nei loro occhi ho visto speranza» ha dichiarato Tarantino nel suo post, accompagnando le parole a un'immagine che ritrae il gruppo rossoblù in un momento di gioia. Una scelta che serve a ricordare il potenziale umano che, secondo l'imprenditore, resta alla base del progetto nonostante il fallimento sportivo.
Il dolore per la discesa di categoria è profondo e coinvolge l'intera comunità imolese, che solo pochi anni fa sognava palcoscenici ancora più prestigiosi. «Oggi fa male. Fa male per la città, per i tifosi e per questa maglia» ha ammesso sinceramente Tarantino, riconoscendo il peso del momento per tutto l'ambiente che ruota attorno al club del Galli.
Tuttavia, proprio dal punto più basso della storia recente rossoblù deve scoccare la scintilla per il rilancio. La visione per il domani è improntata alla riscossa e alla voglia di riprendersi ciò che è stato perso sul rettangolo verde. «Si riparte più forti, più uniti e con ancora più fame» ha proseguito l'imprenditore, delineando la mentalità necessaria per affrontare il prossimo campionato.
Per Tarantino si tratta di una sfida personale e professionale alla quale non intende sottrarsi, nonostante le enormi difficoltà burocratiche e giudiziarie che attendono la società nelle prossime settimane. «E chi conosce Giovanni Tarantino conosce anche la determinazione che ho nel superare i momenti difficili. Io non mollerò questi ragazzi. Mai» ha sentenziato con fermezza.
Il calendario istituzionale fissa ora una data cruciale, quella del 26 maggio, quando Tarantino dovrebbe acquisire formalmente la società all'asta al termine dell'iter di liquidazione. Solo allora potrà effettivamente iniziare quello che lui stesso definisce come il nuovo corso per i colori rossoblù.
«Inizia il giorno zero» ha ribadito, sancendo la fine delle recriminazioni, anche feroci, espresse nel post-partita contro la direzione arbitrale. La rabbia per un «arbitraggio scandaloso» deve ora lasciare il posto a una presa di posizione decisa e alla voglia di rimboccarsi le maniche per riportare l'Imolese dove merita di stare.
La città aspetta ora che alle parole seguano i fatti, in un pomeriggio che rimarrà indelebile nel libro nero del club, ma che nelle intenzioni della proprietà deve rappresentare il seme di una rinascita rapida e prepotente. Il traguardo è la risalita, con la promessa di tornare più affamati che mai.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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