La quindicesima giornata del Girone F di Serie D non sarà ricordata come una semplice tappa di passaggio, ma come il momento esatto in cui le certezze granitiche della capolista Ostiamare hanno mostrato le prime, evidenti crepe. Se fino a due settimane fa la corsa al vertice sembrava un monologo laziale, i risultati maturati nell'ultimo turno, incrociati con i dati delle settimane precedenti, ci restituiscono un campionato vibrante, riaperto e, soprattutto, spietato.
Il dato più rumoroso arriva dal vertice. L'Ostiamare, ferma a quota 38, cade rovinosamente per 3-1 contro L'Aquila. Non è una sconfitta casuale, ma l'apice di una frenata fisiologica: dopo la vittoria sul Chieti alla tredicesima giornata, i lidensi avevano già rallentato con il pareggio a reti bianche contro il Notaresco.
Di contro, L'Aquila si conferma la squadra più in forma del momento. I numeri sono inappellabili: 9 punti nelle ultime tre partite, 9 gol fatti e solo 2 subiti. La formazione abruzzese ha trovato un tridente offensivo che gira a meraviglia: Sparacello (a segno con una doppietta alla 14ª e ancora in gol domenica), Banegas e Di Renzo (entrambi a segno sia contro il Notaresco alla 13ª che nell'ultimo match) stanno riscrivendo le gerarchie. Con 32 punti, gli aquilani agganciano l'Ancona e sentono l'odore della vetta.
Mentre i riflettori erano puntati sul big match, il Teramo ha svolto il suo compito con cinismo chirurgico. Il 3-1 rifilato al San Marino porta i biancorossi a 35 punti, a sole tre lunghezze dalla vetta. La squadra mostra una solidità invidiabile: dopo il 3-0 all'Ancona e il pareggio a reti inviolate di Termoli, il ritorno alla vittoria porta la firma, tra gli altri, di Carpani. Il centrocampista si conferma un fattore determinante, trovando la via del gol con una regolarità impressionante (a segno anche con una doppietta alla 13ª giornata). Il Teramo non ruba l'occhio, ma macina punti.
Chi aveva bisogno di una scossa era l'Ancona. Dopo due sconfitte consecutive pesanti (contro Teramo e Forsempronese), i dorici hanno risposto presente sul campo della Sammaurese. Uno 0-3 netto, impreziosito dal rigore di Kouko (al secondo gol consecutivo dopo quello inutile della 14ª giornata), che permette di mantenere il passo de L'Aquila a quota 32. Era vitale vincere per non scivolare fuori dal podio virtuale.
Scendendo in classifica, è impossibile non citare la Recanatese, o meglio, lo stato di grazia di Pierfederici. Se i leopardiani hanno strappato punti pesanti nelle ultime due giornate, il merito è quasi esclusivamente suo: doppietta nel 2-2 contro la Maceratese e altra doppietta decisiva nel 2-1 di Sora. Quattro gol in 180 minuti che valgono oro colato per una squadra che ora respira a 15 punti.
L'analisi della parte bassa della classifica è impietosa. Il Sora è in caduta libera: tre sconfitte nelle ultime tre gare (0-4, 0-3, 1-2), con una difesa colabrodo che ha incassato 9 reti senza opporre resistenza. A quota 13, i laziali sono ora appaiati a un Chieti altrettanto in crisi, battuto 2-1 dal Giulianova nonostante la rete di Martiniello.
Ancora più drammatica la situazione in coda. Inter SM Sammaurese e Castelfidardo restano inchiodate a 5 punti, sempre più staccate dal resto del gruppo. Per la Sammaurese, in particolare, il trend è allarmante: tre sconfitte consecutive e zero gol segnati nelle ultime due uscite casalinghe contro le big.
La 15ª giornata ha rimescolato le carte in tavola. L'Ostiamare non è più invulnerabile e alle sue spalle c'è chi corre il doppio. Il campionato, numeri alla mano, è appena ricominciato.
Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com / Twitter: @NotiziarioC
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