Il tecnico del Teramo, Marco Pomante, ha analizzato con un misto di sollievo ed entusiasmo la vittoria sofferta e rocambolesca ottenuta contro la Forsempronese. Una partita che sembrava stregata e che si è risolta soltanto nelle battute finali, mettendo a dura prova le coronarie dell'allenatore biancorosso, il quale non ha nascosto lo stress vissuto in panchina durante i novanta minuti di gioco.
«Sicuramente è stato bellissimo per voi vincere in questo modo, ma non tanto per me, dato che oggi ho perso dieci anni di vita», ha esordito scherzosamente il mister nel post-partita. «Rispetto ad altre rimonte che abbiamo vissuto, questa ha avuto un sapore diverso. Nel primo tempo la gara è stata molto bloccata e regnava un grande equilibrio, con il Fossombrone che ci permetteva di giocare pochissimo, ma nella ripresa abbiamo alzato il ritmo».
La compagine teramana ha dovuto fare i conti con un avversario solido e ben organizzato, capace di chiudere ogni varco e di ripartire con pericolosità. Nonostante le difficoltà iniziali, Pomante ha elogiato la capacità dei suoi ragazzi di restare in partita e di reagire con veemenza anche quando un episodio sfortunato rischiava di compromettere quanto costruito con fatica durante la seconda frazione di gioco.
«Abbiamo avuto diverse occasioni per sbloccarla, soprattutto all'inizio con Sereni, e una volta passati in vantaggio sull'uno a zero il rammarico è stato quello di non averla chiusa subito», ha spiegato l'allenatore. «Un episodio a favore dell'avversario può sempre rovinare una bella prestazione, e infatti dopo il loro pareggio al novantesimo serviva un grande cuore per riportarsi avanti. Questi ragazzi stanno dimostrando partita dopo partita di avere una forza di gruppo straordinaria».
Un momento chiave del match è stato rappresentato da un episodio dubbio nell'area di rigore del Teramo che ha scatenato le proteste della panchina ospite. Pomante ha voluto chiarire la dinamica dell'azione, elogiando la prontezza della terna arbitrale nel correggere una decisione inizialmente errata dopo un consulto rapido e decisivo tra il direttore di gara e il suo assistente.
«Dalla panchina inizialmente non avevo visto bene, ma mi sono fidato di Milton Borgarella che sosteneva di aver colpito il pallone con la testa e non con la mano», ha dichiarato il tecnico biancorosso. «Rivedendo le immagini negli spogliatoi, fortunatamente è emerso che Milton aveva ragione. L'arbitro è stato bravo a consultarsi con il segnalinee e a prendere una decisione coraggiosa; in queste categorie non è facile e si sono dimostrati all'altezza della situazione».
Oltre alla forza del collettivo, Pomante ha voluto sottolineare la prestazione individuale di Gianluca Carpani, autore di una doppietta decisiva. Dopo un primo tempo sottotono, l'attaccante ha saputo elevare il proprio livello mentale e tecnico, dimostrando di essere un calciatore di categoria superiore capace di spostare gli equilibri quando è in giornata di grazia.
«Gianluca ha fatto benino nella prima parte, ma dopo il primo gol ha alzato notevolmente il livello della prestazione», ha osservato con soddisfazione il mister. «Quello è il vero Carpani che serve a noi: se sta bene fisicamente e mentalmente, in questa categoria può fare davvero la differenza. Meritavamo di chiudere il risultato molto prima, ma il calcio a volte ti insegna che non bisogna mai sottovalutare nessuno, specialmente squadre determinate come la Forsempronese».
Il tecnico ha poi giustificato le proprie scelte tattiche, spiegando come abbia dovuto sopperire a pesanti assenze nel reparto avanzato adattando alcuni interpreti a ruoli diversi rispetto a quelli abituali. La risposta del gruppo è stata però positiva, garantendo quella solidità e quell'equilibrio necessari per gestire i momenti di pressione e per continuare a macinare gioco nonostante la stanchezza.
«Mattia ha fatto una buona gara ma poi è calato, così ho inserito Gianluca perché è un giocatore formidabile dentro l'area di rigore e sa legare bene il gioco», ha analizzato Pomante. «Magari perdiamo qualcosa in profondità, ma guadagniamo in solidità e protezione della palla. È un ruolo che ha già ricoperto in passato e sapevo che ci avrebbe dato garanzie importanti, come si è visto nell'azione del gol decisivo».
Infine, lo sguardo dell'allenatore è già rivolto ai prossimi impegni, con due trasferte consecutive che precederanno la sosta e che rappresenteranno dei banchi di prova fondamentali per le ambizioni di promozione del club. La consapevolezza è quella di dover affrontare ogni gara come se fosse l'ultima, mantenendo altissima la concentrazione per evitare passi falsi che potrebbero costare caro.
«Domenica ci aspetta una partita difficilissima a Sora, su un campo ostico contro una squadra che lotta per salvarsi», ha concluso Marco Pomante con determinazione. «Da qui alla fine mancano dieci partite e saranno dieci finali vere e proprie. Tutti cercheranno di fare il risultato della vita contro di noi, ma abbiamo un obiettivo troppo grande e bello davanti a noi per poter sbagliare. Dobbiamo continuare con questa voglia e questa cattiveria».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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