Il verdetto del campo è diventato ufficiale con due turni di anticipo grazie al successo di misura sulla Caronnese, un traguardo che riporta immediatamente l'Arconatese nel calcio che conta dopo una cavalcata trionfale. Ai microfoni dei colleghi di Varesesport.com, il tecnico Giovanni Livieri ha espresso tutta la propria soddisfazione per una stagione dominata dall'inizio alla fine, sottolineando come la coesione sia stata l'arma segreta del club.
«Più che una promessa, la nostra forza è stata sempre questa», ha esordito l'allenatore commentando la continuità del progetto tecnico. «Abbiamo proseguito sulla scia degli anni passati, lavorando con grande sinergia e mantenendo la medesima mentalità e filosofia; questo approccio ci ha consentito di regalarci una soddisfazione immensa».
Il segreto del successo affonda le radici nelle scelte compiute durante la scorsa estate, quando la società ha deciso di puntare sulla continuità nonostante la precedente delusione sportiva. «Il mio ringraziamento va innanzitutto ai calciatori che hanno scelto di restare con noi dopo la retrocessione», ha precisato Livieri parlando con i giornalisti di Varesesport.com.
«In quel momento, la volontà di molti di riconfermarsi ha reso evidente quanto fosse profondo il desiderio di riscattarci e di andare a riprenderci ciò che ci era sfuggito. A questo si sono aggiunti i nuovi acquisti, che hanno garantito un salto di qualità tecnico, creando un mix che si è dimostrato assolutamente vincente per la categoria».
Il percorso della squadra è stato caratterizzato da una costanza quasi senza precedenti, con numeri che testimoniano una superiorità schiacciante lungo tutto l'arco del campionato. «Ho spiegato ai miei giocatori che forse non hanno ancora piena consapevolezza della portata del loro lavoro: abbiamo occupato il primo posto sin dal debutto e già nel mese di ottobre abbiamo scavato un solco importante tra noi e le inseguitrici, gestendo poi il distacco fino alla certezza matematica».
I dati statistici confermano la bontà del lavoro svolto ad Arconate, evidenziando una cooperazione totale tra i reparti che ha portato a risultati d'eccellenza. «Si tratta di qualcosa di eccezionale, certificato dai numeri: siamo un collettivo che ha mandato in rete quindici elementi differenti e disponiamo del reparto offensivo più prolifico del torneo. Attualmente siamo anche la seconda difesa meno battuta, ed è per questo che il nostro obiettivo per le ultime gare è scalare anche quella specifica gerarchia».
Nonostante la festa sia già iniziata, l'Arconatese non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia negli ultimi centottanta minuti di gioco, sia per ambizione personale che per rispetto verso le altre compagini. «La nostra determinazione non muterà, sia perché vogliamo centrare questo ulteriore traguardo statistico, sia perché è fondamentale tutelare la regolarità della competizione fino alla fine».
«Incontreremo due formazioni impegnate nella lotta per non retrocedere, proprio come altre squadre che si trovano nella medesima situazione di classifica; non festeggeremo sul terreno di gioco, ma attenderemo le prossime due settimane per farlo ufficialmente», ha proseguito il tecnico durante l'intervista rilasciata a Varesesport.com.
Ripercorrendo i momenti più intensi dell'annata, Livieri ha isolato alcuni episodi chiave che hanno cementato la certezza di poter arrivare fino in fondo. «Ricordo con particolare emozione la sfida combattuta contro l'Altabrianza, vinta al fotofinish proprio mentre ricevevamo la notizia del passo falso della nostra inseguitrice; è stato un istante di condivisione splendido che ci ha permesso di allungare in classifica».
«È complesso scegliere un solo momento dopo così tanti successi, ma credo che le vittorie ottenute contro Ardor Lazzate, Solbiatese e Legnano tra settembre e ottobre siano state decisive. In quella fase iniziale abbiamo affrontato subito i top team del girone e quei risultati positivi ci hanno infuso una consapevolezza enorme nei nostri mezzi».
Infine, il mister ha voluto dedicare il successo a chi è stato il vero protagonista sul rettangolo verde, mettendo in luce l'aspetto umano oltre quello puramente sportivo. «La dedica è rivolta esclusivamente ai miei ragazzi, perché se la sono guadagnata sul campo: formano un gruppo composto non solo da calciatori di alto livello, ma soprattutto da uomini dotati di principi e valori umani significativi».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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