Dopo un biennio trascorso nel campionato di Eccellenza, il Borgosesia può finalmente festeggiare il tanto atteso ritorno in Serie D. Un traguardo raggiunto attraverso un dominio netto e costante nel girone A del massimo campionato regionale piemontese, dove la compagine granata ha saputo imporre il proprio ritmo fin dalle prime battute della stagione.
Per analizzare i segreti di questo trionfo e tracciare un bilancio dell'annata, la redazione di Notiziariocalcio.com ha incontrato il leader carismatico della squadra: il capitano Luca Mazzola. Difensore centrale classe 1998, Mazzola ha guidato il reparto arretrato con autorità, mettendo la propria esperienza al servizio di un gruppo che ha saputo soffrire e gioire insieme. Ecco le sue parole raccolte durante l’intervista.
Parliamo di questa cavalcata verso la Serie D. Quanta soddisfazione c'è e come state vivendo questo momento? La soddisfazione è davvero immensa. All'inizio dell'anno ci eravamo posti un obiettivo chiaro e lo abbiamo raggiunto con determinazione. Onestamente, non pensavo che saremmo riusciti a mantenere la prima posizione in classifica dalla prima giornata fino alla fine, ma ero consapevole che avremmo disputato un grande campionato. Questa vittoria non nasce per caso: è il frutto di due anni di duro lavoro e di grandi sacrifici da parte di tutti. Forse non ci stiamo ancora rendendo pienamente conto del valore del percorso che abbiamo compiuto, ma una cosa è certa: ce lo siamo meritato.
Qual è stato, secondo te, il momento decisivo dell'anno? Se devo indicare un episodio particolare, scelgo il pareggio ottenuto in casa durante il girone d'andata contro la Pro Settimo Eureka. Abbiamo chiuso quella partita in nove uomini, riuscendo a strappare il pari proprio all'ultimo minuto. Credo che in quell'occasione abbiamo compreso la nostra vera forza e, soprattutto, la nostra identità: una squadra con una voglia feroce di non perdere mai e di cercare la vittoria partita dopo partita.
In Serie D vanti un'esperienza di 138 gare in carriera. Quali sono le principali differenze tra le due categorie? Il salto si avverte soprattutto sotto il profilo dell'intensità di gioco e della preparazione tattica. In Serie D si affrontano giocatori molto più strutturati fisicamente e squadre estremamente organizzate, dove la cura dei dettagli diventa maniacale. In quella categoria è fondamentale restare concentrati per tutti i novanta minuti perché il margine di errore è ridottissimo. Ti scontri con avversari esperti e di qualità superiore, ai quali non puoi concedere praticamente nulla senza venire punito.
Sono stati fondamentali i 13 gol di Matteo Giacona, tuo compagno di squadra classe 2006. Credi che possa ripetersi a questi livelli anche in futuro? Matteo è un ragazzo d’oro. Sinceramente, nel nostro girone, non ho visto altri profili del 2006 forti quanto lui. Ha doti importanti e gli auguro davvero il meglio per la sua carriera; spero vivamente che possa confermarsi e ripetersi in futuro, perché ha tutto per fare bene.
Parliamo del tuo futuro: sarai confermato? Hai già avuto modo di parlare con il club? Al momento non c'è ancora stato un colloquio con la società. Posso però dire che qui a Borgosesia si sta molto bene e l'ambiente è ideale. Per ora la mia testa è proiettata esclusivamente a finire nel migliore dei modi il campionato, cercando di godermi al massimo queste ultime tre partite che restano da giocare.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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