Sibilia gongola: «Serie D a 166 squadre grande risultato. Protocollo? Abbiamo qualche...»

18.09.2020 11:00 di Massimo Poerio   Vedi letture
Sibilia gongola: «Serie D a 166 squadre grande risultato. Protocollo? Abbiamo qualche...»

Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, ha parlato in collegamento con TMW Radio, intervenendo nel corso di Stadio Aperto, trasmissione condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini.

L'intervista inizia dai dieci giorni dall'avvio della Serie D e dalla capienza massima consentita di 1000 spettatori a partita: "Di questo si era parlato, ma di volta in volta si regolano le autorità preposte rispetto a Regioni e Province Autonome. Siamo contenti di quello che è stato fatto finora, tra marzo e aprile avevamo grandissime perplessità che tutto potesse tornare normale in ambito dilettantistico. Però con l'impegno di tutti, con la vicinanza vera, anche del mondo giornalistico, abbiamo tenuto viva l'attenzione sui nostri campionati e le centinaia di migliaia di partite che organizziamo ogni anno. Ripartendo il calcio di base, riparte il paese. Dal 27 partirà il campionato dei dilettanti, in alcune regioni è già iniziata pure la Coppa Italia".

Come si svilupperà il protocollo per i dilettanti?
"Abbiamo sempre detto che c'è necessità di garantire la salute dei partecipanti alle nostre partite. E non solo di calciatori e tecnici, ma pure di dirigenti, accompagnatori e chi dà il contributo perché le partite si svolgano. Mi pare però che con la Federcalcio si stia mettendo bene a punto la strategia, e molti presidenti erano un po' turbati: siamo convinti che fino ad ora qualcuno non sappia bene come stanno le cose. LND assieme alla FIGC fa delle proposte che poi vengono vagliate dall'organismo sanitario: oggi abbiamo qualche sicurezza in più".

Lei ha avuto un pensiero particolare per gli studenti.
"Non mi faccia fare polemiche, che sono pure parlamentare! Ho capito il senso della domanda e vi ringrazio. In tanti modi si può fare sia il presidente di lega che il giornalista, ma quando si vuole essere puntuali e puntigliosi si riesce ad uscire anche dalle fasi più difficili. Con quel messaggio ho voluto riferirmi a tanti ragazzi che vivranno un momento particolare, e molti di loro giocano anche in squadre dei dilettanti".

Che feedback ha ricevuto dai responsabili di scuole calcio e settori giovanili?
"Non vorrei apparire omissivo, ma teniamo presente che questo riguarda il Settore Giovanile Scolastico. La domanda è pertinente, comunque: abbiamo il 95% del settore giovanile, e in questo siamo fortemente impegnati col presidente delegato, che però risponde alla FIGC. Su questo sono state date risposte e chiarimenti, e anche questo ramo è sotto l'attenzione di chi organizza il settore giovanile scolastico".

Vedere il format della Serie D oggi a 166 squadre sorprende. In positivo: scacciati i fantasmi economici?
"Siamo sul pezzo: io quando giocavo ero un difensore che giocava d'anticipo (ride, ndr). Questo delle 166 squadre è un grandissimo risultato. Anche a livello regionale, di Eccellenza, Promozione e Prima Categoria, stiamo ottenendo risultati molto lusinghieri e la ascriviamo anche al nostro lavoro concreto con le varie società. Abbiamo immesso 10 milioni di euro, investendo molto su giovani e comitati regionali: le società hanno avuto un punto di riferimento, noi abbiamo chiesto fiducia e ci è stata data. Pensavamo ad una drastica diminuzione delle nostre squadre, eravamo perplessi dopo studi con i nostri consulenti, ma abbiamo capito che alla fine hanno avuto fiducia in LND, anche perché questa è stata concreta e ha dato risultati veri, non promesse senza gli obiettivi che poi vengono raggiunti. Non ci tengo a giocarmi la credibilità: vengo dal mondo del calcio e ho svolto tutti i ruoli, dal più basso fino a quello di oggi e al vice-presidente vicario della FIGC. So benissimo cosa significa caricare i ragazzi su un pulmino e andare a giocare".

Cosa succederà sulla riapertura degli stadi?
"Sono fortemente convinto che un numero di spettatori in percentuale rispetto alla capienza vada fatto entrare nello stadio, oppure lo spettacolo è monco, mutilato. Si riesce a malapena a seguire senza il trasporto ideale della gente. Per fare un esempio, 15mila spettatori potrebbero anche accedere ad un Olimpico che può contenerne 70mila. Sono fortemente convinto che la gente voglia tornare allo stadio, e i campionati che non sono la Serie A hanno bisogno di accedere al botteghino".

Sarà tutto collegato dopo il test del primo mese di scuola?
"Penso proprio di sì, quello della scuola è un dato che verrà preso in considerazione com'è giusto che sia. Con la tutela sanitaria sempre al primo posto, potremmo dare il permesso di accedere alle nostre manifestazioni".

Il credito d'imposta tocca la Serie D?
"Ovviamente siamo contenti, e convinti che debba essere attuato. Ho chiesto e avuto interlocuzione perché sulle sponsorizzazioni ci sia possibilità di avere sollievo per le piccole realtà. Serve ristoro, incoraggiamento anche economico, e il credito d'imposta fa parte di tutto questo. Come LND non siamo direttamente interessati in pieni, ma ragioniamo in ottica di sistema e per capire cosa succede se il Governo non sta vicino a certe situazioni".

Ieri ci ha lasciati Fino Fini, istituzione di Coverciano.
"Professionista illuminato e medico di assoluta qualità, uno sportivo. Il Museo del Calcio è una vera istituzione: i grandi del calcio li ricordo per quello che fanno, e direi che Fino Fini è uno di questi".

Cosa augura al calcio?
"Dopo questo brutto periodo, e con l'impegno di tutti, di poter risorgere. Il calcio è specchio e fotografia del paese, vorrebbe dire essersi messi alle spalle un periodo di grandissima difficoltà. Prima si parte, meglio lo si fa e meglio è per tutti".