Il clima in casa Chieti si fa sempre più teso e l'atmosfera pasquale non ha portato la serenità sperata, anzi, ha scoperchiato l'ennesima crisi di una stagione tormentata. Gianni Paris ha rassegnato le proprie dimissioni dal ruolo di consulente legale e finanziario del club teatino, una decisione maturata a causa di forti attriti interni legati alla gestione economica.

L'ex presidente dell'Avezzano ha voluto chiarire i motivi della rottura, spiegando come il suo tentativo di immettere liquidità sia stato vanificato. Paris ha dichiarato con fermezza: «Mi hanno impedito di pagare gli stipendi a tutti gli under della prima squadra, ovvero otto giocatori. Si diceva che questo creava un malcontento, ma io mi chiedo: quale malcontento?!».

L'impegno economico messo sul tavolo dal professionista era concreto e immediato, con cifre che oscillavano tra i cinquemila e i seimila euro, destinati a chiudere una parte della pendenza legata alle mensilità. L'intenzione di Paris era quella di seguire un metodo già applicato in passato, ovvero dare priorità ai calciatori più giovani.

«Avevo dato in carica alla segretaria di pagare i calciatori, la quale attendeva l’autorizzazione di Di Labio» ha spiegato Paris, entrando nel dettaglio del blocco operativo subito durante la giornata di martedì. Secondo la versione dell'ex consulente, il nulla osta necessario per procedere con i bonifici non è mai arrivato dai vertici societari.

Le divergenze con la dirigenza neroverde sono apparse subito insanabili, portando l'avvocato avezzanese a recidere ogni legame con il sodalizio teatino. «Praticamente l’autorizzazione alla segretaria non l’ha mai fatta e io chiaramente ho rinunciato a tutto» ha ribadito Paris, sottolineando come l'ostruzionismo subito lo abbia spinto a fare un passo indietro definitivo.

Il punto di rottura risiede proprio nella gestione solitaria dell'esborso finanziario, una condizione che, secondo Paris, avrebbe dovuto garantirgli maggiore libertà d'azione e rapidità nell'esecuzione dei pagamenti verso i tesserati under della squadra.

A pesare sulla scelta è stata anche la consapevolezza di essere l'unico a farsi carico di quella specifica tranche economica. Paris ha concluso il suo sfogo con una riflessione amara: «Se mi avessero detto di partecipare ognuno con 15 mila euro per pagare gli stipendi, quindi 45 mila, avrei accettato qualsiasi attesa».

La posizione dell'ormai ex dirigente è netta e non lascia spazio a interpretazioni: «Siccome li pagavo solo io, non dovevo aspettare nessuna attesa». Con queste parole si chiude un rapporto che avrebbe dovuto portare stabilità e che invece si conclude con l'ennesimo polverone mediatico e societario per il Chieti.

Sezione: Serie D / Data: Mer 08 aprile 2026 alle 14:30
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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