L’allenatore della Triestina, Gaetano Fontana, ha commentato in sala stampa il deludente pareggio per uno a uno maturato contro il Bassano, mettendo in luce le difficoltà incontrate dalla squadra nell'arco dei novanta minuti.

«Riuscire a fare un'analisi dettagliata al termine di un confronto del genere mi riesce complicato. Disputare la terza sfida nell'arco di una sola settimana in una situazione di piena emergenza ha finito per condizionare pesantemente la lucidità generale, soprattutto quando ti trovi ad affrontare un'avversaria che si arrocca con un blocco difensivo basso ma sa ripartire con efficacia. Questo aspetto lo abbiamo sofferto in particolar modo con la coppia di centrali difensivi, che finora non aveva mai trovato spazio insieme in campionato e alla distanza ha pagato dazio. Desidero comunque elogiarli per aver disputato centottanta minuti in appena tre giorni, anche se oggi è mancata a tutto il gruppo quella freschezza mentale e quella fluidità di manovra mostrate in più occasioni nelle precedenti uscite. Per quanto espresso sul terreno di gioco il punteggio finale risulta sostanzialmente corretto; l'unico rammarico è che, in una fase in cui gli avversari non avrebbero meritato il gol, siamo stati noi stessi a spianargli la strada con una nostra disattenzione, anche se si è trattato di un episodio del tutto casuale. Mi dispiace profondamente perché stiamo rincorrendo una vittoria che stenta ad arrivare, ma l'obiettivo prioritario adesso deve essere il recupero degli infortunati e delle energie, elementi imprescindibili per la nostra retroguardia».

Il tecnico della formazione alabardata ha poi proseguito la propria disamina evidenziando le cause tattiche e strutturali che stanno frenando il cammino della compagine giuliana.

«Non ho alcuna intenzione di risultare stucchevole o di cercare alibi, ma nelle partite precedenti meritavamo ampiamente il successo pur nelle difficoltà, mentre oggi non siamo stati capaci di gestire le varie fasi della partita nel modo adeguato. Tutto questo rientra in un inevitabile processo di conoscenza che dobbiamo ancora portare a compimento. Il fattore decisivo resta quello di recuperare la piena salute di uomini capaci di portare in dote agonismo e personalità sul rettangolo di gioco; quando le forze vengono meno, poter contare su determinati elementi fa tutta la differenza del mondo. Munaretto ha insistito a lungo nei giorni scorsi pur di essere della partita, ma di fronte a una problematica di natura muscolare occorre la massima cautela per evitare stop prolungati. La sua assenza è stata una tegola pesante per esperienza e carisma, così come la contemporanea squalifica di Vona, situazione su cui dobbiamo fare molta attenzione per non cedere alle provocazioni avversarie. Dobbiamo assolutamente crescere e irrobustire le nostre basi per diventare un gruppo solido il prima possibile».

L'analisi della guida tecnica della Triestina si è successivamente focalizzata sui cambi effettuati durante la ripresa e sulla gestione dei singoli elementi.

«Le modifiche apportate a centrocampo nel corso del secondo tempo sono state dettate da esigenze differenti. Il cambio di Ba è legato esclusivamente a un fattore di tenuta atletica, mentre da Di Livio mi attendevo una scossa maggiore sul piano delle giocate. Non potendo offrirmi grande stazza fisica, e vedendo che stavamo perdendo campo, ho scelto di inserire Ferretti per aumentare la densità e sfruttare la sua abilità negli inserimenti senza palla, tanto che è arrivato a un passo dal gol nel finale. Le sostituzioni si fanno per scelte tattiche, per affaticamento o quando un giocatore vive una giornata no; insistere quando non si accende la luce rischia soltanto di danneggiare il singolo e l'intera squadra».

Infine, il mister degli alabardati ha voluto soffermarsi sull'aspetto psicologico e sulla pressione che sta condizionando le prestazioni del gruppo.

«Confermo che oggi si sia vista un po' di confusione sul terreno di gioco, generata dalla troppa smania di vincere e di regalare una grande gioia ai nostri sostenitori. Questo è un gruppo arrivato a Trieste con immenso entusiasmo e con la voglia di trascinare il pubblico, ma il fatto che la prima vittoria stia tardando ad arrivare sta creando ansia da prestazione e frenesia. Se vogliamo condurre un campionato di alto livello dobbiamo imparare a gestire questo tipo di emotive sollecitazioni. Rincorrere il risultato uscendo dallo spartito tattico prestabilito rischia solo di creare caos, come accaduto oggi, a cui va sommata la fatica per il terzo impegno in sette giorni, un fattore che a differenza dei nostri avversari abbiamo pagato di più per le condizioni precarie con cui ci siamo arrivati. Non voglio minimamente nascondere i problemi di risultati che ci sono e appaiono del tutto evidenti, tuttavia sono orgoglioso dei miei ragazzi per come si applicano in settimana. La strada per migliorare passa da diversi fattori e noi continueremo a lavorare duro perché siamo consapevoli del valore di questa rosa».

Sezione: Serie D / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 16:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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