Il futuro della Vibonese si trova in un momento di profonda incertezza, con la tifoseria che attende con impazienza segnali chiari e fondamenta solide per il prosieguo della storia rossoblù. Nelle ultime ore, stando a quanto riportato dalle pagine di vibosport, è emersa con decisione la pista che porta alla cordata capeggiata da Cosimo Vullo, ex direttore tecnico della Sancataldese, che avrebbe manifestato un concreto interesse per l'acquisizione della maggioranza del club.

Questa eventualità, tuttavia, non è stata accolta con totale entusiasmo dall'ambiente circostante. Anzi, per molti tifosi e osservatori, tale scenario riporta alla mente le vicende di un anno fa, quando un progetto analogo, ricco di promesse e contatti altisonanti, si rivelò in ultima analisi fragile e incapace di garantire quella stabilità di cui la società necessitava per operare con serenità nel calcio che conta.

Secondo le indiscrezioni raccolte dalla testata vibosport, il gruppo di riferimento di Vullo sarebbe composto in prevalenza da intermediari e procuratori, sia italiani che argentini. Questa configurazione solleva inevitabili interrogativi sulla natura del progetto: una piazza come quella di Vibo Valentia necessita, prima ancora che di canali di mercato internazionali, di una compagine proprietaria solida, capace di garantire una gestione imprenditoriale durevole nel tempo.

In questo contesto si inserisce la figura di Fabrizio Maglia, professionista ben noto nel panorama calcistico calabrese, che sembrerebbe destinato a ricoprire un ruolo centrale nell'area tecnica. Le voci di corridoio accostano al suo nome anche quello di Benny Mangiapane, allenatore reduce dall'esperienza al Capo Vaticano in Promozione, i quali sono stati avvistati insieme in un locale cittadino, segno che le riflessioni sulla parte sportiva sono già in fase avanzata.

Nonostante il fermento attorno alla questione tecnica, il fulcro del problema rimane di natura societaria. Prima di definire panchine e ruoli dirigenziali, è necessario chiarire i contorni della proprietà e la sostenibilità reale del progetto a lungo termine. La sensazione diffusa, che emerge anche dall'analisi di vibosport, è che la Vibonese rischi di intraprendere un percorso troppo sbilanciato sulle dinamiche di mercato e sulle relazioni personali, a discapito di una solidità aziendale che la piazza, dopo le recenti complicazioni gestionali, non può più permettersi di ignorare.

Dall'altra parte, resta attiva l'opzione rappresentata dal gruppo imprenditoriale guidato da Pasquale Fera, presidente del San Nicola SC. La disponibilità manifestata da Fera sembra godere di un maggiore gradimento tra i tifosi, essendo percepita come una soluzione più legata al territorio e dotata di un taglio imprenditoriale che trasmette, per sua natura, un senso di stabilità auspicato dall'intero ambiente rossoblù.

Il nodo gordiano rimane ora nelle mani del sindaco Enzo Romeo, chiamato a mediare tra le diverse istanze presenti. Da un lato la pressione dell'attuale assetto societario verso la soluzione Vullo, dall'altro la posizione di attesa del gruppo Fera. In questo scacchiere, un ruolo determinante viene attribuito da vibosport al patron Pippo Caffo, la cui figura è considerata la vera chiave di volta per il futuro del club di via Piazza d'Armi, vista l'enorme dedizione economica e personale profusa finora e la sua profonda vicinanza ai colori rossoblù.

Sezione: Serie D / Data: Mar 16 giugno 2026 alle 10:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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