Choc tra i Dilettanti: un calciatore finisce in manette

01.06.2020 10:30 di Massimo Poerio   Vedi letture
Fonte: ilfattovesuviano.it
Choc tra i Dilettanti: un calciatore finisce in manette

Un’ora dopo l’omicidio di Nicholas Di Martino un agguato a colpi di pistola contro un giovane incensurato. Arrivano altri 4 fermi a Gragnano, per gli episodi avvenuti nella notte tra domenica e lunedì scorsi. In manette sono finiti Giovanni Carfora, figlio del boss “O Fuoco” e calciatore del Pomigliano, suo fratello Antonio, Raffaele Iovine e Giovanni Amendola, tutti cugini del 17enne Nicholas Di Martino, nipote del boss ergastolano Nicola Carfora, morto per una coltellata alla coscia.

I carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, guidati dal capitano Carlo Venturini, e gli agenti del commissariato di polizia stabiese, agli ordini del primo dirigente Vincenzo Gioia, hanno eseguito ieri un decreto di fermo emesso d’urgenza dal pm Giuseppe Cimmarotta della Direzione distrettuale Antimafia di Napoli per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso. In quell’agguato era rimasto ferito al polso S.P.P., 21enne, incensurato e libero professionista di Gragnano. Il 21enne aveva sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Gragnano, con il comandante Giovanni Russo. Agli investigatori aveva raccontato di essere stato raggiunto da uno scooter mentre era all’altezza di via Roma. Poi, una volta affiancato a via Pasquale Nastro, sono stati esplosi 6-7 colpi di pistola, ma solo uno l’ha raggiunto di striscio al braccio. Per paura, è andato alla caserma dei carabinieri di Gragnano solo alle 8,30, quando era sicuro di non essere più seguito. Ancora ferito, ha raccontato la sua versione dei fatti ed ha sporto denuncia contro ignoti. Denuncia che, proprio ieri, ha già portato ai fermi dei cugini di Nicholas, probabilmente in una vendetta trasversale maturata dopo l’omicidio del 17enne da parte di Maurizio Apicella e Ciro Di Lauro, i due giovanissimi gragnanesi arrestati tre giorni fa.