La splendida vittoria della Salernitana nella gara d'andata dei playoff contro il Ravenna porta con sé non soltanto un prezioso vantaggio in vista del ritorno, ma anche il consueto, travolgente spettacolo mediatico offerto da Serse Cosmi in sala stampa. Il tecnico granata ha analizzato il match con la consueta schiettezza, regalando battute fulminanti ed esprimendo tutta la propria passionalità per una prestazione che ha finalmente entusiasmato la piazza, pur non risparmiando frecciate a chi, a suo dire, aveva criticato eccessivamente la squadra nelle precedenti uscite.

«Son venuto via dalla esasperata mix zone e m'hanno fatto la domanda sulle partite con la Casertana, stasera voglio sorridere, non rilassarmi, però sorridere, quindi se mi volete fare incazzare seguitate a parlare della doppia partita con la Casertana perché vi assicuro, e lo sapete, che io posso sbagliare ma sono di una lealtà nei vostri confronti, di un'onestà unica, cioè molti veramente han visto un'altra partita, altre partite, l'avete visto che nel doppio confronto l'unica squadra tranne il Potenza che ha vinto andata e ritorno è la Salernitana che ha vinto e pareggiato, va bene» ha esordito un vulcanico Cosmi, visibilmente infastidito dai continui paragoni con il turno precedente.

«Quindi si vuole non soffrire, cioè qual è il problema, uno sta a casa e guarda Temptation Island, dico, e lì non soffri, no, e qual è il problema se tu vuoi essere tifoso di una squadra, e sottolineo in particolare della Salernitana, che conoscete meglio voi di me la storia della Salernitana che è fatta di sofferenze, fatta di vittorie ottenute attraverso la sofferenza, cioè è chiaro che abbiamo sofferto ma mica solo voi, io sento delle cazzate anche di altri allenatori che dicevano sì bella ha sofferto fino all'ultimo con la Casertana, sembrava che avessimo rubato quella qualificazione» ha proseguito l'allenatore, rivendicando con forza il percorso dei suoi ragazzi.

L'analisi si è poi spostata sul valore effettivo degli avversari incontrati finora in questo complicato cammino post-season, rimarcando le difficoltà intrinseche di sfide giocate sul filo del rasoio psicologico: «Allora, abbiamo vinto contro una squadra che nel girone la somma dei punti era la più alta, oggi abbiamo incontrato il Ravenna che la somma dei punti di tutti quanti è la più alta, quindi ci sono gli avversari, la Casertana è una squadra che ci ha creato problemi però non voglio più parlarne, cioè io non ho visto una Salernitana drammatica, ho visto fare delle ingenuità nella partita d'andata, fare a livello psicologico era una partita difficile come sarà a livello psicologico quella di Ravenna, ragazzi non è che si gioca solo coi piedi, si gioca anche con la testa e quindi senti il risultato, il doppio confronto a volte ti condiziona e sperare che dei ragazzi, quando vedi poi in coppa anche grandissime squadre di campioni soffrire le due giornate, e che dei ragazzi di questa categoria riescano a gestire alla perfezione tutti i momenti, no».

«Quindi ovviamente oggi abbiamo giocato meglio di come abbiamo giocato, ma era un'altra partita e un altro avversario che giocava in una maniera completamente diversa, non come sistema perché giocava 35-2 come la Casertana, ma non è un rimbrotto, eh, però perché ne ho sentite troppe su quella partita, se seguitiamo a giocare così dove andiamo, ecco dove andiamo, 2-0 hai capito, glielo dico io a questo dove andiamo, tanto abbiamo vinto 2-0 poi dopo adesso diranno e se seguitiamo a sbagliare tutti sti gol al primo tempo dove andiamo, meglio, più rompo le palle e più andiamo avanti» ha aggiunto con ironia e fermezza il tecnico, rispondendo indirettamente ai detrattori dello stile di gioco granata.

Sollecitato dai giornalisti su alcune situazioni tattiche specifiche e sui singoli, in particolare riguardo a un vistoso rimbrotto a gara in corso nei confronti del difensore Giaboa, Cosmi ha svelato i dettagli del colloquio avvenuto sul terreno di gioco: «È stata una cosa molto semplice, si stavano infilando dietro a quello che normalmente viene definito culo suo, cioè dietro a lui si buttavano dei giocatori o giocavano sull'attaccante e facevano la sponda per un giocatore che era dietro a lui, quindi gli ho detto non farti attrarre dalla palla ma occhio a chi c'hai dietro, ovviamente adesso in sala stampa sto parlando in maniera molto tranquilla e quando sei lì non è che io ho detto proprio le stesse parole e soprattutto con la stessa tranquillità, però gli ho fatto capire che il problema era dietro, spesso il problema è dietro non solo per Giaboa».

Un momento di profonda commozione ha toccato l'allenatore quando si è parlato della straordinaria accoglienza e della coreografia che ha colorato l'intera Curva Sud all'ingresso in campo delle squadre, un impatto visivo che ha fatto il giro d'Italia in pochissimi minuti: «Una parola sola, incredibile, ma se dico incredibile significa che non conoscevo questa curva e quello che manifestava, che ha manifestato ovviamente non in questi mesi ma da decenni, la curva della Salernitana è da esempio per tutte le altre curve, vi posso dire un aneddoto, una constatazione, mi stanno ancora arrivando i messaggi, i primi venti-trenta messaggi non c'è cinque che hanno detto grande mister, no, le venticinque m'hanno detto mamma mia la curva ma che han combinato, cioè era proprio esclusivamente di ammirazione e ovviamente i messaggi non è che arrivavano da Vietri o arrivavano da Perugia, da Brescia, da Lecce da dove ho allenato insomma, da tutta Italia, ed erano rimasti loro allibiti da quella coreografia».

«Io sono entrato, sempre fateci caso, il primo sguardo va alla curva a prescindere e poi guardo ovviamente il campo, quando sono entrato mi è venuto l'istinto di guardare la curva, non mi aspettavo anche se sapevo che avessero fatto una coreografia, quindi è stata veramente una, c'è una folgorazione ed emozionante, una cosa incommentabile perché se entriamo nel discorso retorico di quelli che sarebbero i meriti di questa gente entreremmo proprio nella retorica, quindi andiamo avanti pensando alla categoria che stiamo facendo e a quello che possiamo fare per poterne uscire, certo se tu fai riferimento a tutti, perché poi oggi tutto lo stadio ci ha aiutato, è troppo facile dire che dovresti dare il mille per mille, però adesso abbiamo creato un piccolo mattoncino per la partita di ritorno, però credo una soddisfazione gliene abbiamo data» ha commentato con orgoglio.

Spazio anche per l'elogio a Donnarumma, portiere spesso criticato dall'ambiente ma autore di interventi decisivi che hanno blindato la porta granata mantenendo il tabellino degli avversari fermo a zero: «Ma se voi avete sentito le mie interviste, che non sono di prammatica, faccio le interviste ovviamente con il dovere di difendere i miei giocatori e difendere in maniera normale, perché poi essere bersagli della critica ci può stare, non è un delitto criticare, però io vi ho sempre fatto una constatazione, una premessa su Antonio, ho detto tanto è un grande uomo, e magari per qualcuno queste parole saranno passate così, non dico inosservate però con un valore relativo, vi assicuro che per un allenatore avere un uomo come lui dentro lo spogliatoio è fondamentale, è chiaro che poi dopo c'è il portiere deve parare, quello vale per tutti i ruoli, però quando tu sei uomo, quando tu aiuti l'allenatore, quando tu aiuti i compagni, quando sei sempre sereno, un allenatore ha veramente un tesoro dentro da custodire».

«Quindi io a lui l'ho visto sempre sotto questo profilo, poi ha fatto qualche errore, ha fatto anche qualche parata determinante, a mio giudizio qualche errore gli è stato attribuito, c'è stato un momento che se facevano gol su azione da un metro la prendevano sempre con lui, o non usciva o usciva o era un pochino, però dai ci sta, ci sta che i giocatori possono essere bersagliati un pochino anche dalla critica, però lui ha risposto come deve fare un giocatore vero e un uomo vero, ha risposto sul campo» ha sentenziato Cosmi, blindando il proprio numero uno.

Un'altra decisione cruciale ha riguardato la gestione dei cambi nel reparto offensivo, dove l'allenatore ha preferito mantenere in campo Lescano a discapito di Ferrari, una scelta che ha premiato la Salernitana grazie agli assist decisivi forniti dall'attaccante: «Perché c'ho l'intuito, no, sono un genio, no, perché semplicemente l'altro era sfinito, non lo so se avete fatto caso i cinque minuti prima della sostituzione, lui è macchinoso, poi lui ha fatto una partita e gliel'ho detto anche tra il primo e il secondo tempo, ho detto stai correndo troppo e soprattutto stai correndo troppo in zone che non ti servono, lui faceva la guerra con gli avversari non invece in quel momento, poi in un momento della partita dove arrivavano palloni dentro l'area era più opportuna la sua presenza, c'ha avuto un paio di occasioni anche lui per far gol quindi era lì che lo volevo e lì lui s'è ucciso fisicamente perché ha dato tanto dopo un po' del secondo tempo e si vedeva che era stanco».

«Anche perché noi difendiamo, da quando giochiamo col trequartista e due attaccanti difendiamo con tutte e tre, quindi devono, se non altro, posizionarsi e se perdi le posizioni gli altri, come stava facendo il Ravenna, vengono avanti con più facilità, quindi è stata una sostituzione dettata non tanto dalle caratteristiche, però poi è entrato non casualmente perché in quel momento ci serviva qualcuno che allungasse un pochino gli avversari e in alcuni momenti ci riesce, in altri un pochino meno, però è stato determinante perché due assist sui due gol nascono dal piede suo, quindi è quello il motivo, non anche perché Lescano l'altra volta è uscito ed era incazzato come una bestia, dico se lo sostituisco anche oggi magari mi mena, allora ho detto teniamolo in campo» ha svelato con una sonora risata che ha sciolto la tensione della sala stampa.

Il clean sheet casalingo rappresenta un dato statistico di enorme rilievo, considerando che la squadra subiva reti tra le mura amiche da cinque turni consecutivi, una solidità ritrovata nel momento più caldo della stagione: «Sì, sì è vero, qualche gol sfortunato no, tipo quello con l'Altamura, quell'autogol, però ultimamente come a Foggia, in vantaggio di 2-0 abbiamo rimesso in gioco la partita anche lì con un autogol, una situazione strana, però una squadra che non subisce gol acquista una forza diversa e abbiamo scelto la giornata giusta per fare questo, insomma, però poi vedete insomma, no, in altre partite non abbiamo subito tanto e magari abbiamo preso gol, oggi idem, però un paio di occasioni importanti il Ravenna le ha avute per farle, è stato bravo Donnarumma, quindi no, è un dato che ha fatto bene a farlo notare perché a mio giudizio rimane importante».

Infine, di fronte al dato che vede la Salernitana come l'unica formazione capace di sfruttare appieno il fattore campo in questa tornata di playoff, Cosmi ha concluso tracciando un bilancio in vista del match decisivo in trasferta, spostando leggermente l'ago della bilancia del passaggio del turno: «Lo sapevo, questo dà ulteriore merito insomma, sì dà ulteriore merito e questo ci potrebbe far pensare che magari fuori casa è più facile, no, eh sì no, è difficile vincere in casa queste partite e premesso che un gol l'ha fatto il pubblico oggi, quindi quello l'avevo messo in preventivo, però è difficilissimo, difficilissimo perché se non riesci a far gol ti allunghi e inconsciamente non pensi che c'è anche una partita di ritorno, consideri il pareggio casalingo quasi come una sconfitta e poi diventa realmente una sconfitta».

«Quindi non era facile, il valore del Ravenna esiste, Ravenna e Salernitana hanno fatto un cammino molto simile, tutte e due sono partite bene, tutte e due sono state prime in classifica, tutte e due si sono viste allontanare due squadre, l'Ascoli e l'Arezzo per quello che riguarda il Ravenna, il Catania e il Benevento per quello che riguarda la Salernitana, tutte e due han cambiato allenatore più o meno lo stesso periodo, quindi avevamo tante cose in comune, però il valore del Ravenna esiste insomma, mancavano anche dei giocatori se avete fatto caso, chi è entrato sulla destra adesso mi sfugge il nome, quello è un titolare forte e l'ha dimostrato oggi, quindi è un bel vantaggio, non sono ipocrita nel dire no 50 e 50, io prima ho detto prima della partita 49 noi e 51 loro, ci sono rovesciate le cose, 51 noi 49 loro» ha chiosato il tecnico.

Sezione: Serie C / Data: Lun 18 maggio 2026 alle 16:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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