Il futuro di Luca D’Angelo sulla panchina dello Spezia appare ormai definitivamente segnato e lontano dal club ligure. Il tecnico preferisce non rilasciare dichiarazioni a caldo, scegliendo di parlare apertamente della situazione soltanto a cose fatte, ovvero quando sarà formalizzata la definitiva interruzione del rapporto. Le strade tra le parti si separeranno attraverso una risoluzione consensuale del contratto.
I primi segnali di rottura erano emersi in modo evidente già al termine della sfida contro il Pescara, quando l'allenatore abruzzese aveva glissato sul domani. Al di là dei puri aspetti di natura economica, il mister sta riesaminando l'andamento dell'intera stagione sportiva, prendendo in attenta considerazione gli errori commessi sia a livello personale sia da parte delle altre componenti del club.
Come riportato dettagliatamente sulle pagine de Il Secolo XIX, la conferma estiva del tecnico era legata a un vincolo contrattuale, nonostante tra la dirigenza e l'allenatore serpeggiasse già qualche perplessità. Finire in discussione rappresenta una novità assoluta per D'Angelo, che nemmeno nelle precedenti esperienze vissute a Pisa si era trovato in una simile posizione di precarietà dopo un'annata importante.
La vera frattura nel rapporto si è consumata nella settimana precedente al sentito derby contro la Carrarese. In quel frangente, la squadra si era compattata attorno al proprio mister attraverso un ritiro mirato, colloqui individuali con la rosa e il pieno appoggio dei calciatori di maggiore esperienza, ma il pesante verdetto del campo ha cancellato ogni sforzo.
La netta sconfitta rimediata a Carrara, unita a ben tre espulsioni e alle successive tensioni, ha incrinato la tenuta psicologica del gruppo, che da quel momento si è trascinato per inerzia fino al termine del campionato. Con grande onestà intellettuale, lo stesso tecnico ha ammesso come siano venute meno quelle motivazioni e quella carica agonistica determinanti per fare risultato.
Parallelamente al nodo panchina, la società deve fare i conti con un assetto dirigenziale in piena evoluzione, con Stillitano atteso a un imminente incontro con il proprietario Roberts. Il manager potrebbe slittare di qualche giorno il suo arrivo in Italia, poiché il fulcro delle discussioni resta strettamente legato alla revisione dei conti e al pesante passivo economico da risanare.
Roberts intende mantenere le linee guida iniziali, puntando a una decisa revisione delle spese correnti per non farsi carico di un fardello finanziario che si aggira tra i 16 e i 18 milioni di euro. Per agevolare la quadratura dei bilanci societari si valuta l'ingresso di un nuovo socio o di un partner italiano, una mossa che renderebbe meno doloroso l'impatto della retrocessione.
Sul fronte interno, il club ha già provveduto a liquidare le competenze relative agli stipendi del mese di aprile e si appresta a versare quelle di maggio entro la prima settimana di giugno. Questo passaggio risulta fondamentale per adempiere a tutti gli obblighi burocratici necessari a garantire la regolare iscrizione al prossimo campionato entro il termine del 16 giugno.
Soltanto dopo aver messo in sicurezza la parte finanziaria si passerà all'analisi dell'organico, valutando le posizioni dei dirigenti Andrea Gazzoli e Stefano Melissano. La retrocessione in Serie C impone scelte drastiche su una rosa che conta attualmente 27 calciatori sotto contratto, di cui ben 20 percepiscono emolumenti fuori portata per i parametri della terza serie.
Le regole per la composizione della rosa in Serie C lasciano pochissimo margine, prevedendo un tetto massimo di 23 elementi per il gruppo principale e l'inserimento obbligatorio di giovani nati a partire dal 2004. La dirigenza sarà chiamata a un lavoro enorme per cedere i contratti più onerosi e puntare su prestiti in grado di portare contributi legati al minutaggio dei giovani.
Il club non potrà infatti beneficiare della mutualità di sistema riservata alle altre squadre della categoria, in quanto i regolamenti della lega escludono espressamente da questa ripartizione le società che provengono da una retrocessione. La perdita economica è rilevante, considerando che il fondo complessivo a disposizione della Lega Pro ammonta a circa 120 milioni di euro.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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