Se non è tutto oro ciò che luccica, ci sono allenatori in grado di far diventare oro diamanti apparentemente grezzi. L'annata stupefacente di Renato Cioffi alla guida dell'Apice può riassumersi così. Da un lato una società in grado di compiere una oculata e lungimirante ascesa nel panorama dilettantistico campano, fino a consolidarsi in Eccellenza, da un altro un tecnico capace grazie alla sua esperienza di tradurre questa programmazione (che in realtà viene da lontano) in vittorie, innestando nell'ambiente spirito di sacrificio, metodo e mentalità professionale, garantendo quel salto di qualità organizzativo e sportivo che mancava. Cioffi e l'Apice si sono incontrati e sposati nel momento giusto. Poi si sono detti addio in amicizia, senza rancori, consapevoli di aver scritto insieme una pagina di calcio che resterà nella storia di questo piccolo centro del beneventano di appena 5000 abitanti. Nessun mistero, dunque, alla base di questa separazione. Se i desiderata di Cioffi erano quelli di alzare di nuovo l'asticella della propria carriera professionale (a 54 anni è ancora presto per smettere o limitarsi a svernare), nella società c'era la consapevolezza di poter continuare ancora il proprio cammino ambizioso (le prime riconferme stanno lì a testimoniarlo) con altri interpreti. Perché il segreto dell'Apice sta sempre nella passione del presidente Felice Pepe, ex calciatore dai lunghi trascorsi in Campania, e nel supporto costante di alcuni suoi collaboratori come il team manager Annino Cucciniello e il Dt Giuseppe Finelli. Cioffi ha dato il suo input, il club sa di averlo recepito a dovere e di poterne fare tesoro come un investimento a lungo termine per crescere ancora. 

Per descrivere meglio la cavalcata dei biancazzurri e il contributo decisivo e fondamentale di mister Cioffi - oltre che del Ds Angelo Cioffi artefice della costruzione di questo gruppo - basta snocciolare i numeri, gli elementi che hanno più dignità di tutti. Secondo posto nella regular season con 73 punti, miglior attacco e miglior difesa rispettivamente con 77 gol fatti e 23 subìti, la soddisfazione di poter vantare il capocannoniere del raggruppamento: Lautaro Schinnea, 18 reti, bomber di Buenos Aires premiato per questo traguardo al recente Galà AIC dei Dilettanti tenutosi a Nocera Inferiore. Quindi l'estromissione della Battipagliese nel play-off regionale fino alla semifinale nazionale col Taranto, che per oltre 180 minuti ha tremato prima del colpo salvifico di Trombino in pieno recupero che ha evitato un supplementare quasi certo. E alla vigilia in pochi avrebbero scommesso su un doppio duello con gli jonici così equilibrato e avvincente. Così come in molti la scorsa estate immaginavano che l'Apice avrebbe chiuso la stagione nella parte destra della classifica, magari salvandosi in tranquillità ma senza potersi accreditare obiettivi superiori. E invece la "sorpresa" ha iniziato a scoprirsi lentamente, con pazienza e umiltà, fino a fuoriuscire da questa bolla. Fino a non essere più "sorpresa". Ma ad essere qualcosa di reale, veritiero, fastidioso, che poteva sognare perché aveva i valori per farlo. Qualcosa ne sa l'Ebolitana che ha dovuto sudare e andare oltre ogni sforzo possibile per non vedersi scippata la leadership del girone.

E Cioffi? Il tecnico di Cervinara ha già diverse richieste in D e un mercato bollente in Eccellenza. La priorità resta quella di tornare nel massimo campionato dilettantistico. In Eccellenza l'unico argomento che potrebbe convincerlo sarebbe quello basato su un progetto immediatamente vincente. Si vedrà. 

Sezione: Eccellenza / Data: Mar 16 giugno 2026 alle 14:50
Autore: Stefano Sica
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