Ripresa Eccellenza, la rivolta dei presidenti: «Fateci giocare!»

24.02.2021 08:15 di Ermanno Marino   Vedi letture
Foto di © Luigi Gasia
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Con la mancata ratifica da parte del CONI di elevare il campionato di Eccellenza a torneo di importanza nazionale, i presidenti di club iscriti ai vari massimi campionati dilettantistici regionali hanno riversato un mare di dichiarazioni soprattutto a mezzo social.

La realtà è che ci sono profonde spaccature. Chi vuole vedere un fronte compatto per la ripresa del campionato è semplicemente miope. Sono tantissimi quelli che vogliono ripartire, è vero, ma altrettanti non se la sentono e dopo quest'ultimo sviluppo invocano l'organizzazione della prossima stagione.

Tra chi, invece, vuole ripartire senza dubbio ci sono i presidenti ed i calciatori iscritti al gruppo facebook "L’Eccellenza deve ripartire! – il gruppo di tutti i tesserati d’Italia”. Un luogo, il gruppo social, dove confrontarsi ed anche organizzarsi. E dopo gli ultimi accadimenti, proprio gli iscritti a questo gruppo si sono organizzati ed hanno prodotto un documento comune che tra ieri sera ed oggi è stato inviato a federazione ed addetti ai lavori. Nel documento in otto punti viene spiegato perché c'è l'esigenza di far ripartire i campionati di Eccellenza.

Questo il documento integrale.

L’Eccellenza deve ripartire perché:

1) Migliaia di persone ci lavorano. Calciatori, allenatori, istruttori, tecnici, magazzinieri, addetti alle pulizie, addetti alla comunicazione. Un settore che dà lavoro, in un paese in cui non c’è lavoro per tutti. I ristori, che comunque sono bloccati al mese di dicembre, non sono sufficienti, ma in ogni caso vogliamo ritrovare la nostra dignità lavorando sui campi di calcio, non gli aiuti di stato che comunque vanno riattivati finché non si tornerà a giocare.

2) I campi di calcio non sono luoghi più pericolosi di quanto siano altri che restano sempre affollati come i mezzi pubblici, le piazze frequentate dai giovani, le vie dello shopping, punti di ritrovo dove spesso e paradossalmente si incontrano gli stessi ragazzi che non praticano più gli allenamenti.

3) L’Eccellenza è un campionato di interesse nazionale in quanto è strettamente legato al campionato di serie D in base alle promozioni ed alle retrocessioni.

4) È sicuramente più sicuro ma anche più utile per tutta la società avere i ragazzi impegnati sui campi e controllati con tamponi ogni settimana, piuttosto che lasciarli in giro per le città.

5) Le società di Eccellenza hanno già sostenuto ingenti investimenti per la stagione 2020-2021, per affittare i campi, per l’abbigliamento tecnico, per l’iscrizione e i tesseramenti, per gli anticipi corrisposti ai fornitori e ai collaboratori. Senza ripresa, sono soldi buttati.

6) Sono quattro mesi che siamo fermi ed in tutto questo tempo nessuno si è preoccupato di noi, i danni economici ma anche mentali di questa situazione sono pesantissimi. Questo modo di fare è irriguardoso nei nostri riguardi e non dimentichiamo che il 26 febbraio si chiudono i trasferimenti. Tutto questo immobilismo è inaccettabile.

7) Nel caso si volesse continuare a erogare i bonus, il costo dei protocolli anti covid è sicuramente inferiore a quanto lo stato spende per i ristori.

8) Non siamo diversi dalla serie D, siamo la quinta serie del calcio italiano e meritiamo rispetto. Ancora più rabbia ci fa vedere che le competizioni di calcio degli enti di promozione sportiva stanno ripartendo e questo è un danno anche per la stessa FIGC, sia economico che di immagine. Fateci giocare!”