Ripresa Eccellenza, le istanze di chi hanno portato avanti i Comitati Regionali?

03.03.2021 08:30 di Marco Pompeo Twitter:    Vedi letture
Foto di © Luigi Gasia
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La ripresa dei campionati di Eccellenza tiene sempre banco. Circola con insistenza anche una data: quella del 16 aprile 2021 come data in cui i campionati dovrebbero riprendere.

Eppure, e non da questi giorni, sempre più sono le voci di club, e finanche di calciatori, che vorrebbero finirla qui questa stagione, preferendo la programmazione già della prossima con eventuali ristori delle tasse pagate per i campionati attuali. Addirittura in Emilia Romagna una consultazione dello stesso Comitato Regionale ha evidenziato come, ad oggi, soltanto dieci società sulle quarantatre iscritte in Eccellenza hanno detto di voler ripartire in campionato. Numeri da far tremare i polsi.

E poiché anche nell'area nord e diverse società del centro sud hanno espresso la stessa contrarietà, viene da chiedersi legittimamente le istanze di chi abbiano portato avanti i vari Comitati Regionali Figc-Lnd nell'incontro con i vertici della Lega Nazionale Dilettanti nella riunione avvenuta ad inizio febbraio e dopo la quale venne fuori una strana unanimità alla ripresa dei massimi tornei dilettantistici regionali.

Possibile fossero esclusivamente istanze politiche? Farebbe tanta tristezza. Già il movimento calcistico nazionale ha messo in evidenza la pochezza della governance in molteplici occasioni, e pensare che questa sia l'ennesima fa davvero rabbrividire.

Anche se le società sono colpevoli da questo punto di vista perché è con i loro voti che certi personaggi si appropriano della stanza dei bottoni, a vari livelli, del calcio italiano. Ed il concorso esterno in questo scempio è pur sempre da condannare.

Detto che l'ultima parola sulla questione ripresa spetta sempre al governo nazionale che monitora una pandemia nuovamente in forte espansione, Figc, LND e Comitati Regionali rischiano l'ennesima figuraccia a livello nazionale.

Già la ripresa sembrava insensata quando fu proposta, ora sembra del tutto fuori luogo. E come se non bastasse c'è da evidenziare la scollatura tra le stesse società ed i propri rappresentanti. Insomma, l'ennesima macchia all'occhiello di un calcio nostrano sempre più malato (e stavolta il covid-19 proprio non c'entra).