L'analisi del tecnico Moreno Longo al termine della sfida a reti bianche tra Bari e Spezia restituisce l’immagine di una squadra che, pur non avendo trovato la via della rete, ha mostrato segnali di vitalità e una precisa identità tattica. L'allenatore ha sottolineato come l'approccio alla gara sia stato quello giusto fin dai primi minuti, mettendo in evidenza la mole di gioco prodotta.

«Partita approcciata nella maniera corretta, abbiamo avuto almeno tre o quattro occasioni importanti da concretizzare» ha esordito il mister ai microfoni di RadioBari, evidenziando il rammarico per non aver finalizzato quanto costruito. Nonostante lo zero a zero, Longo vede il bicchiere mezzo pieno, soffermandosi soprattutto sul percorso di maturazione di alcuni elementi della rosa.

«Ho visto qualche calciatore crescere, ho visto del materiale diverso su cui puntare da qui alla fine» ha aggiunto, lasciando intendere che le gerarchie interne potrebbero subire evoluzioni basate sulle risposte ottenute sul campo. La testa, però, deve già essere proiettata ai prossimi impegni, senza farsi condizionare troppo dal risultato appena maturato.

Secondo l'allenatore, infatti, in un campionato così serrato «dobbiamo resettare e prepararci subito per la prossima perché non c’è tempo per pensare ad altro». Un passaggio fondamentale della sua disamina ha riguardato le scelte tattiche, in particolare l'impiego di Cavuoti, dettato anche da una necessità improvvisa legata alle condizioni fisiche di Dickmann.

«Il primo tempo volevamo lavorare con Cavuoti perché Dickmann ha avuto un problema» ha spiegato Longo, illustrando la strategia studiata per scardinare la difesa ligure. L'idea era quella di sfruttare un profilo con doti tecniche specifiche: «Volevamo lavorare con un giocatore che aveva altre caratteristiche perché volevamo attaccare il loro terzo con il nostro quinto».

L'obiettivo era chiaro, ovvero fare in modo che «Cavuoti ci poteva permettere di sfruttare un po' più di qualità». Se nella prima frazione di gioco la manovra è stata più ragionata, nella ripresa il tecnico ha cercato di dare più libertà ai suoi uomini: «Nel secondo tempo abbiamo optato per liberarlo. Al di là della scelta ha pagato l’impeto della squadra».

Proprio l'atteggiamento aggressivo mostrato dopo l'intervallo è stato uno dei punti di forza della prestazione dei galletti, che hanno «approcciato bene la seconda parte di gioco», mantenendo alta la pressione sull'avversario. Tra le note liete della giornata c'è stata sicuramente la prestazione di Esteves, apparso in netta ripresa dopo un periodo di inattività.

«Esteves è entrato molto bene, è un giocatore che non giocava da tanto» ha confermato Longo, soddisfatto dell'impatto del calciatore sulla gara. Il tecnico ha poi aggiunto che il ragazzo «sta entrando negli automatismi. Oggi ci ha dato un segnale che sta crescendo», candidandosi così per un ruolo più centrale nelle rotazioni future.

Non poteva mancare un commento sulla sterilità offensiva che ha caratterizzato la sfida del San Nicola, un tema che spesso condiziona i giudizi esterni. Longo ha una visione molto pragmatica della questione: «Il gol è quello che sposta tutto. In questo momento devo concentrarmi sulla produttività», ha ammesso con sincerità.

Per l'allenatore, l'efficacia sotto porta arriverà solo continuando a produrre gioco con la giusta mentalità. «Oggi quello che mi interessava era proprio questo: avere il coraggio, osare, la voglia di avere un pizzico di spregiudicatezza», parole che sanno di incoraggiamento per un gruppo che deve trovare più cinismo negli ultimi sedici metri.

Un plauso è andato anche a Piscopo, descritto come un «giocatore molto duttile, l'abbiamo preso proprio perché ci può coprire più ruoli». La sua capacità di adattarsi a diverse situazioni di gioco è stata preziosa durante il match: «Nel primo tempo ha fatto bene, mentre nel secondo ha dato più solidità», ha osservato il tecnico piemontese.

Infine, Longo ha fatto il punto della situazione sull'infermeria, spiegando le ragioni dei cambi e delle assenze dell'ultimo minuto. Su Verreth la preoccupazione è legata a un risentimento muscolare: «È uscito per un problema all'adduttore, ha sentito fastidio e ha chiesto il cambio», ha riferito l'allenatore del Bari.

Situazione diversa per Traorè, la cui sostituzione è apparsa puramente precauzionale e legata alla condizione fisica: «Era solo una questione di stanchezza, non aveva i 90 minuti». Qualche apprensione in più per Dickmann, fermatosi poco prima del fischio d'inizio: «Ha avuto un problema al ginocchio stamattina, dovrebbe essere una cosa abbastanza gestibile».

Sezione: Serie B / Data: Gio 12 febbraio 2026 alle 17:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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