La diciassettesima giornata di Serie BKT mette di fronte due piazze storiche del calcio italiano in una sfida che si preannuncia come un banco di prova cruciale per la Sampdoria. Alla vigilia dell'incontro con il Palermo, l'allenatore blucerchiato Angelo Gregucci ha tracciato il solco della prestazione attesa, elevando il livello di attenzione non solo sulle qualità tecniche, ma soprattutto sull'approccio mentale che la squadra dovrà adottare al "Barbera".
Il tecnico non nasconde la caratura dell'avversario. Il Palermo, secondo Gregucci, ha esplicitamente manifestato l'ambizione di puntare alla vittoria finale del campionato e, proprio per questo, la partita rappresenta un test significativo per la sua formazione. «Palermo ha manifestato l'ambizione di poter vincere il campionato, sarà anche un ottimo banco di prova importante per noi», ha sottolineato, evidenziando che il confronto sarà un metro di misura per la tenuta della squadra, non solo da un punto di vista tattico, ma anche sotto l'aspetto psicologico.
La ricetta per affrontare i rosanero non ammette deroghe: disciplina e lucidità assoluta. «Dovremo essere molto quadrati e lucidi con il rispetto totale dell'avversario, delle sue qualità, dei risultati che ha fatto ultimamente», ha incalzato Gregucci. La consapevolezza, tuttavia, è che la squadra è chiamata a una battaglia senza esclusione di colpi, dovendo «necessariamente vendere gara alla pelle ovunque, cercando di far partita importante, maschia, lucida».
L'ottimismo del tecnico non è frutto di una mera presunzione, bensì di una fiducia riposta nella qualità del lavoro quotidiano. Gregucci ha voluto fortemente mettere in luce il contributo essenziale del suo staff, un gesto che sottolinea l'importanza del collettivo non solo in campo, ma anche dietro le quinte.
«Ho sempre parlato di gruppo di lavoro», ha spiegato, citando per nome i professionisti che lo affiancano: «Io e Salvatore ci avvaliamo della professionalità di Attilio Lombardo, di Nicola Pozzi, di Walter Bressan, di Marco Ferri, di Franco Ferrini e Alberto Berselli». L'insistenza nel menzionare i collaboratori ha un significato preciso: sono persone che «lavorano serio, lavorano sodo». Questo impegno certosino è la vera base per la trasferta siciliana, perché la squadra potrà tornare da Palermo con un risultato positivo «solo se faremo una gara seria».
L'intervista ha toccato anche temi di sviluppo individuale, con un riferimento specifico a un giovane talento su cui i fari sono accesi. L'allenatore ha confermato l'attenzione meticolosa che il suo staff riserva alla crescita del ragazzo: «I lavori su di lui sono certosini, l'aspetto della crescita del ragazzo passa attraverso queste partite». La disponibilità, il sacrificio e lo sforzo totale sono gli elementi richiesti, al pari di tutti gli altri compagni.
Il messaggio chiave per il talento puro è, però, un monito sulla responsabilità: «Lui, essendo dotato di grande tecnica e di ottimo talento, sono sempre focalizzato che il suo talento lo deve mettere al servizio della squadra. Quello è il suo step di crescita». Il singolo non può prescindere dal bene del gruppo.
Su questo fronte, Gregucci è stato lapidario anche in merito alle condizioni fisiche dei convocati. Non ci sono margini per i tentennamenti: «Non esistono percentuali, esistono giocatori a disposizione. Poi sarà il nostro lavoro decidere se 15, 20, 30, 45, ma i convocabili vengono a Palermo per cercare di far prestazioni. Chi sta a mezzo e mezzo sta a casa».
La metafora più evocativa della conferenza stampa riguarda il concetto di successo. Vincere, per Gregucci, è un privilegio che va meritato con la prestazione collettiva. «Ti devi guadagnare l'aria e il profumo della vittoria attraverso la prestazione collettiva della squadra», ha affermato con chiarezza. L'atteggiamento della squadra è fondamentale, poiché è respirando quell'aria che si determina se si procede con una «dose di ottimismo» o si scivola nel «pessimismo totale».
Nonostante le difficoltà incontrate, la Sampdoria ha dimostrato di sapersi rialzare: «Siamo una squadra che nelle difficoltà cercava di dare risposte e qualche risposta è arrivata», ha ricordato. Tuttavia, ha ribadito il concetto di fondo con forza: «Dovremo andare a riconoscere l'aria della vittoria, il profumo della vittoria te lo devi guadagnare».
Infine, un tributo a un giocatore simbolo, Massimo Coda, la cui professionalità è considerata un pilastro della squadra. Al di là dell'inevitabile confronto con gli attaccanti avversari, l'interesse primario dell'allenatore resta la performance corale. Riguardo a Coda, la sua importanza trascende i numeri: «La sua professionalità, noi fondiamo molto sul suo atteggiamento e il comportamento che ha in campo». Il suo esempio, alla sua età e con il suo palmarès di gol, ha un effetto trascinante. «Si tira dietro anche gli altri, e i ragazzi devono essere molto attenti, soprattutto i più giovani, a guardare i suoi comportamenti perché può essere un esempio», ha concluso. Un chiaro invito ai meno esperti a imparare, attraverso l'osservazione, l'arte della dedizione al servizio del collettivo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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