La terza vittoria consecutiva della Salernitana porta con sé un carico di riflessioni profonde da parte di Serse Cosmi, che in sala stampa non nasconde le difficoltà incontrate nonostante il risultato positivo. Il tecnico umbro ha analizzato con estrema lucidità un match iniziato in salita, sottolineando come l'approccio iniziale non sia stato quello sperato. La squadra si è ritrovata a inseguire dopo pochi minuti, subendo un’aggressività dell’Altamura che i granata avrebbero voluto invece imporre fin dal fischio d’inizio.
Secondo l'allenatore, la capacità di stringere i denti è diventata il marchio di fabbrica di questo gruppo. «In progresso la cosa che più emerge è la capacità di soffrire» ha dichiarato apertamente il mister, aggiungendo una riflessione che suona come un avvertimento per tutto l'ambiente: «Se si vuol venire a vedere queste partite ci vuole la consapevolezza che bisogna soffrirle. Questa è un'equazione che non appartiene a questo campionato e neanche a questa Salernitana».
L'episodio dell'espulsione ha certamente cambiato l'inerzia della sfida, permettendo ai padroni di casa di gestire il possesso e schiacciare gli avversari nella propria trequarti. Cosmi ha ammesso con onestà che la superiorità numerica è stata un vantaggio determinante, pur precisando che non è mai semplice scardinare difese così chiuse. Il tecnico ha spiegato che la circolazione di palla è stata una scelta obbligata, un modo per stancare l'avversario e cercare sbocchi sulle corsie esterne, proprio dove poi sono nati i pericoli maggiori.
Oltre alla tattica, l'attenzione si è spostata sui singoli, con una menzione speciale per il giovane Rocco Di Vico. Cosmi ha speso parole di grande elogio per il classe 2007, definendolo un profilo di assoluta prospettiva. «Chi è forte e ha qualità deve giocare anche facendo degli errori» ha ribadito con fermezza il tecnico, convinto che il ragazzo possieda quelle doti geometriche e razionali necessarie per guidare la mediana, tanto da sbilanciarsi sul suo futuro: «Rischio ne sentirete parlare di questo ragazzo».
Un altro nome finito sotto la lente d'ingrandimento è quello di Cabianca, considerato dall'allenatore un elemento già pronto per palcoscenici superiori. Cosmi lo ha descritto come un difensore dalle qualità fisiche e tecniche eccellenti, capace di stare tranquillamente in Serie B. Pur scherzando su alcuni aspetti da migliorare, come il tempo negli stacchi di testa, il mister lo ha indicato come il primo giocatore che acquisterebbe se dovesse allenare nella categoria superiore, definendolo un investimento sicuro per la società.
Infine, un passaggio toccante è stato dedicato al rapporto con la piazza e la tifoseria. Nonostante la categoria, il tecnico percepisce un'atmosfera da grande calcio, ribadendo che il pubblico di Salerno non ha nulla a che vedere con la Serie C. «La Salernitana è in C, ma il pubblico è la Serie A» ha affermato con orgoglio, lanciando poi un appello accorato alle istituzioni affinché venga garantita la presenza dei sostenitori granata anche lontano dalle mura amiche: «Fateci giocare i play-off coi nostri tifosi fuori casa, per favore, perché sennò non è più calcio».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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