Il successo ottenuto dal Monastir nel concitato derby contro il Latte Dolce ha lasciato un segno profondo nell'umore dell'ambiente sardo, sancendo una vittoria per 3-2 che il tecnico Marcello Angheleddu ha definito con toni carichi di entusiasmo ma anche di grande realismo tattico.
L'allenatore ha voluto sottolineare immediatamente l'eccezionalità di una sfida decisa non solo dai valori in campo, ma anche dalle difficili condizioni ambientali che hanno caratterizzato l'intera durata del match.
«È una bella vittoria, rocambolesca per come è arrivata e per il fattore climatico: il vento ha inciso, nel secondo tempo forse ci ha dato un po’ di spinta in più» ha spiegato Angheleddu, analizzando come le folate abbiano giocato un ruolo determinante nello sviluppo della manovra.
Oltre all'aspetto meteorologico, il tecnico ha lodato la tenuta fisica e mentale dei suoi uomini, reduci da un vero e proprio tour de force che avrebbe potuto prosciugare le energie della rosa proprio nel momento decisivo della partita.
«Abbiamo fatto tre partite in sette giorni, potevamo essere stanchi ma abbiamo avuto una voglia emotiva importante» ha rimarcato il mister, visibilmente orgoglioso della reazione caratteriale mostrata dal gruppo nel momento di massima difficoltà.
La capacità di non disunirsi dopo essere finiti in svantaggio è stata la chiave di volta dell'incontro, confermando la crescita di un collettivo sempre più consapevole dei propri mezzi: «Ho visto nei ragazzi la volontà forte di riprenderla quando siamo andati sotto» ha confessato.
Lo sguardo dell'allenatore si è poi allargato alla situazione complessiva del girone, commentando una posizione di classifica che sta stupendo addetti ai lavori e tifosi, andando ben oltre i programmi iniziali della società per questa stagione.
«È un risultato bellissimo e inaspettato. Nessuno poteva mettere in preventivo una classifica di questo tipo per noi per l’avvio di stagione» ha dichiarato Angheleddu, mantenendo però un profilo basso per evitare pericolosi cali di tensione.
Il tecnico ha espresso la necessità di mantenere i piedi ben saldi a terra, nonostante l'entusiasmo travolgente che circonda la squadra, poiché il rischio di smarrire la rotta è sempre dietro l'angolo in un campionato così equilibrato.
«C’è sempre timore di perdere l’equilibrio nonostante tutto. Noi staff dobbiamo fare questo non tanto perché non vogliamo gioire perché siamo già contenti di poter vivere di sport e competere su ogni campo» ha spiegato con estrema lucidità.
L'obiettivo dello staff tecnico resta quello di consolidare il progetto sportivo attraverso la costanza dei risultati e la maturazione dei singoli, senza farsi distrarre dai voli pindarici che la graduatoria attuale potrebbe suggerire.
Secondo Angheleddu, la stabilità mentale è l'unico strumento per garantire la continuità: «Crediamo che dall’equilibrio passi la crescita di questo contesto sportivo» ha ribadito, fissando la priorità per le prossime settimane di lavoro.
Infine, il mister del Monastir ha proiettato l'attenzione verso il prossimo impegno di campionato contro la Lodigiani, una compagine che incute rispetto per la qualità della guida tecnica e per le recenti variazioni apportate all'organico.
«È una squadra che è stata ritoccata in qualche zona di campo, all’andata esordì sulla panchina Mariotto. Un allenatore molto preparato, top per la categoria: ci misero in difficoltà già allora» ha ricordato Angheleddu, evidenziando il valore degli avversari.
La sfida si preannuncia particolarmente stimolante dal punto di vista tattico, dato che i capitolini presentano una precisa identità di gioco che richiederà una contromisura adeguata da parte della formazione isolana.
«È una formazione con dei concetti particolari e precisi e sarà uno stimolo confrontarsi e contrapporsi a loro» ha concluso l'allenatore, pronto a preparare una nuova battaglia sportiva per difendere quanto di buono costruito finora.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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