Il clima in casa rossazzurra è di grande concentrazione in vista della trasferta di Siracusa, un derby che per il Catania rappresenta molto più di una semplice sfida regionale. Il tecnico Domenico Toscano, intervenuto in conferenza stampa, ha analizzato il momento dei suoi partendo dal morale del gruppo, che nonostante l'amarezza per il pari con il Cerignola, resta solido e consapevole del proprio valore espresso sul campo.
L'allenatore ha ribadito come la prestazione dell'ultimo turno sia stata di alto livello, sebbene sia mancato il guizzo finale per ottenere un successo che sarebbe stato ampiamente meritato. Il processo di analisi dei video ha portato Toscano a individuare un problema di gestione nervosa che la squadra deve risolvere immediatamente se vuole ambire a traguardi prestigiosi.
«A volte ci manca quell’energia in più nel vincere le partite perché la sprechiamo in cose che non servono. Fino alla chiamata per il gol annullato la squadra ha giocato con fluidità e intensità, poi abbiamo perso energie sulla conduzione arbitrale che non deve condizionarti. Una squadra forte deve rimanere sul pezzo per 95 minuti» ha spiegato il mister, richiamando i suoi alla massima lucidità.
Il tecnico ha poi difeso il cammino percorso finora, sottolineando come la produzione offensiva e la solidità difensiva siano parametri da compagine di vertice. Nonostante qualche passaggio a vuoto isolato, come la trasferta di Potenza contro il Sorrento, il bilancio delle prestazioni complessive resta ampiamente positivo agli occhi dello staff tecnico.
«La pericolosità che noi procuriamo e concediamo agli avversari è in linea con quella di una squadra che ambisce al vertice. Io sono contento del percorso della squadra perché sono state solamente tre le gare in cui è andata al di sotto dello standard. Per il resto il Catania la prestazione l’ha sempre fatta» ha precisato Toscano con fermezza.
Affrontando il tema della sua scelta di sedere sulla panchina etnea, il mister ha ricordato come molti avessero provato a scoraggiarlo, dipingendo Catania come un contesto eccessivamente difficile in cui lavorare. Proprio quelle critiche sono state la spinta decisiva per accettare la sfida e iniziare un percorso di costruzione che, secondo lui, sta portando frutti tangibili.
«Sono arrivato con le vicissitudini iniziali per creare qualcosa, ed io credo che qualcosa in due anni ho creato. Per vincere devi fare qualcosa di straordinario, costruendola. Noi stiamo costruendo con i nostri pregi e difetti, ma questo gruppo mi entusiasma perché lavora per migliorare sempre» ha dichiarato, definendo le prossime tredici giornate come altrettante finali da vivere al massimo.
In merito al derby del "De Simone", Toscano ha le idee chiare: non conteranno solo i valori tecnici, ma soprattutto la tenuta mentale e la capacità di interpretare la partita con il giusto cinismo, evitando di farsi condizionare dalla classifica degli avversari o da timori reverenziali che potrebbero bloccare le gambe.
«A Siracusa la testa sarà determinante. Vorrei che i ragazzi a volte abbiano la faccia da figli di… perché se a volte sei timido gli altri lo vedono. Devi attaccare con fame, cattiveria e voglia perché le qualità non ti mancano. I derby sono gare a parte, i valori si azzerano» ha ammonito il tecnico, chiedendo ai suoi di essere meno "macchine" e più "predatori" dell'area di rigore.
Un passaggio importante è stato dedicato anche all'integrazione dei nuovi acquisti di gennaio, un processo che richiede tempo ma che non deve intaccare la forza del collettivo, che ha sempre trovato nei subentrati delle risorse determinanti per cambiare l'inerzia delle sfide, proprio come accadeva con D'Ausilio nel girone d'andata.
«Devi dare del tempo ai nuovi per crescere. Dobbiamo determinare fino alla fine a prescindere da chi gioca dall’inizio o da chi subentra perché questa è stata la nostra forza e deve continuare ad esserlo» ha sottolineato Toscano, ribadendo la fiducia totale in chiunque venga chiamato in causa, dai trequartisti ai difensori fisici come Ierardi o Miceli.
Sul fronte della lotta per il campionato, l'allenatore non vuole sentire parlare di stagione fallimentare o di obiettivi sfumati, portando ad esempio le sue precedenti esperienze vincenti in situazioni apparentemente disperate o condizionate da pesanti penalizzazioni in classifica.
«Dal primo giorno credo nella vittoria del campionato. Lo scorso anno il Padova era a +11 ed ha vinto il campionato all’ultima giornata. Al Novara abbiamo vinto nonostante otto punti di penalizzazione. Il calcio è bastardo ma bello anche per questo. Chi ha vinto lo ha fatto con lavoro e sacrificio, io vedo come lavora questa squadra e ci credo» ha confessato con un ottimismo contagioso.
Infine, il mister si è soffermato sulla gestione dell'ambiente esterno, spesso poco equilibrato e incline a facili entusiasmi o depressioni repentine. Il suo ruolo, condiviso con la società, sarà quello di fare da scudo ai calciatori, proteggendoli dalle critiche e garantendo loro la serenità necessaria per esprimersi al meglio.
«Io, staff e società dobbiamo essere bravi a mantenere equilibrio trasmettendo la giusta serenità, mettendomi anch’io da scudo a protezione di questi ragazzi che vivono di emozioni. Quello che si dice fuori non interessa, devono godersi il fatto di giocare in una piazza invidiata da tutti» ha concluso Domenico Toscano, pronto a dare battaglia nel derby.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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