Il tecnico del Guidonia Montecelio, Ciro Ginestra, è intervenuto in sala stampa visibilmente provato ma determinato dopo il pareggio interno per 1-1 contro il Bra, un risultato che lascia l'amaro in bocca per quanto espresso sul rettangolo verde.
L'allenatore ha voluto subito chiarire la propria visione della gara, rivendicando una supremazia territoriale che però non è bastata a scardinare definitivamente la resistenza degli avversari, bravi a capitalizzare l'unica vera occasione concessa.
«Non so che partita avete visto voi, ma abbiamo fatto di tutto per vincere. Abbiamo giocato per 80 minuti nella loro metà campo e negli ultimi 30 metri ci manca quella famosa stoccata vincente» ha esordito Ginestra analizzando il match.
Nonostante le numerose palle gol create, il portiere ospite si è reso protagonista di interventi prodigiosi che hanno negato la gioia del raddoppio ai padroni di casa, confermando un trend negativo legato agli episodi che perseguita la squadra.
«Una squadra che arriva sette o otto volte nell'area piccola e trova un portiere che fa miracoli ha poco da rimproverarsi. In questo momento l'episodio ci dice male, come successo nelle ultime sei partite del girone di ritorno» ha aggiunto.
Secondo Ginestra, la squadra sta pagando a caro prezzo una sorta di blocco psicologico che subentra nel momento in cui il risultato non si sblocca, rendendo tutto più complicato nonostante un gioco che resta comunque propositivo.
«Dobbiamo reagire perché gli episodi non ci girano bene tra rigori contro e situazioni dubbie. Sotto l'aspetto dell'atteggiamento ho visto una squadra che ha dominato la partita, ma per vincere bisogna fare gol e a noi manca questo» ha sottolineato.
Il rammarico più grande espresso dal tecnico riguarda la gestione del vantaggio iniziale, un 1-0 che se portato fino all'intervallo avrebbe probabilmente cambiato il volto emotivo e tattico della seconda frazione di gioco.
«L'unico rimprovero è non aver gestito meglio il vantaggio. Venire trafitti subito dal rigore ci ha un po' tagliato le gambe, ma non ci siamo mai disuniti rischiando pochissimo nel secondo tempo» ha spiegato il timoniere del Guidonia.
La carenza di concretezza sotto porta è stata letta dall'allenatore come un limite strutturale che la squadra si porta dietro dall'inizio della stagione, oggi enfatizzato dalla durezza del girone di ritorno dove ogni punto pesa come un macigno.
«Nei metri finali la qualità si deve alzare e le scelte devono essere diverse. Prima il risultato nascondeva i limiti, oggi con i blocchi bassi degli avversari diventa tutto più difficile perché siamo una squadra da campo aperto» ha ammesso.
Un altro tema caldo della conferenza è stata l'assenza prolungata di Bernardotto, giocatore di riferimento per l'attacco che garantiva fisicità e soluzioni che in questo momento la rosa fatica a replicare con gli elementi a disposizione.
«Ci mancano giocatori strutturati per sopperire a Bernardotto, che è il nostro punto di riferimento. Zuppel ha fatto una buona gara ma per caratteristiche non abbiamo altri profili simili, essendo gli altri attaccanti tutti piccolini» ha svelato Ginestra.
Il tecnico ha poi rivolto lo sguardo alla classifica, ricordando che nonostante il periodo di appannamento il Guidonia vanta una posizione di vantaggio rispetto alla zona calda, con un margine di sicurezza che va però alimentato.
«Abbiamo allungato a sei punti sulla zona playout, questa è l'unica nota positiva insieme al fatto che la squadra è viva. Dobbiamo essere più bravi a portarci gli episodi dalla nostra parte continuando a lavorare duramente» ha proseguito.
Il confronto finale con la tifoseria sotto la curva è stato descritto come civile e costruttivo, un momento di vicinanza tra chi ama la maglia e chi sta dando tutto per raggiungere il traguardo della permanenza in categoria.
«È stato un confronto tranquillo con ragazzi che tengono all'obiettivo quanto noi. Dobbiamo fare di più per regalare loro risultati positivi, ma bisogna restare lucidi perché in questi periodi serve equilibrio» ha confidato l'allenatore.
L'obiettivo dichiarato resta quello di tagliare il traguardo dei 40 punti il prima possibile, evitando di perdere la testa o l'entusiasmo di fronte alle difficoltà che il calendario e gli avversari porranno lungo il cammino.
«Ci servono ancora sette punti e dobbiamo farli quanto prima. La squadra è viva e sono convinto che all'obiettivo ci arriveremo, perché giochiamo a calcio e non siamo una squadra morta» ha ribadito con forza Ginestra.
Infine, un pensiero alla prossima sfida interna contro il Forlì, gara che richiederà forze fresche e grande concentrazione per ritrovare quel successo che manca ormai da troppo tempo e che restituirebbe il sorriso a tutto l'ambiente.
«Dobbiamo vincere domenica senza perdere la testa. Nel calcio se perdi l'equilibrio il pericolo è dietro l'angolo. Speriamo che scocchi presto quella scintilla che ci faccia tornare a divertire come prima» ha concluso il tecnico.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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