Al termine della rifinitura odierna, Marco Turati, allenatore del Siracusa, ha incontrato i cronisti in sala stampa ed ha risposto alle domande sulla difficile gara di domani contro il Catania. Un derby sentito fortemente dalle due tifoserie.
Nelle ultime due trasferte sono stati fatti molti cambi, anche nella coppia centrale. Pensa di aver trovato tra Cosenza e Potenza l'assetto giusto per affrontare il Catania?
«Usciamo da queste due trasferte con molto rammarico; il fatto di aver conquistato un solo punto ci lascia l'amaro in bocca perché, dal mio punto di vista, le prestazioni ci sono sempre state e meritavamo certamente qualcosa in più. Sappiamo di aver dovuto cambiare molto, sia contro il Potenza che, soprattutto, nell'ultima gara contro il Cosenza. Il motivo? Abbiamo molti ragazzi nuovi che vivono situazioni differenti e non hanno ancora una condizione ottimale per affrontare tre partite in una settimana; per questo le rotazioni erano corrette, oltre che quasi obbligate. Devo dire che molti dei nuovi hanno avuto subito un impatto positivo grazie a una soglia di attenzione molto alta, e questo ha permesso loro di sfoderare un'ottima prestazione».
L’ingresso di Simonetta ci è piaciuto molto, anche se per pochi minuti.
«Siamo molto contenti anche di lui. È un ragazzo arrivato per ultimo, alla sua prima esperienza tra i professionisti e con zero minutaggio pregresso. Chiaramente ha bisogno di un periodo di adattamento per ritrovare lo smalto necessario, ma possiede qualità davvero importanti. Puntiamo molto su di lui: vogliamo farlo crescere e migliorare affinché, da qui alla fine del campionato, possa darci una mano concreta».
Rimanendo su questo tema, cito Di Gesù e Monreale per l'apporto dato quando sono stati chiamati in causa, e anche Di Paolo che, nonostante il trasferimento al Cagliari, è rimasto con i piedi per terra. Le chiedo se ha parlato con loro per far capire l’importanza della maglia e della categoria.
«Assolutamente sì. Penso che nessuno meglio di me e del mio staff – mi riferisco a Spinelli e Giordano – possa conoscere l’importanza di questa partita, avendo giocato qui per tanti anni e vinto diversi derby. Dobbiamo però ricordare che i ragazzi citati hanno tra i 16 e i 18 anni: devono ancora acquisire furbizia e malizia, sebbene abbiano qualità fisiche e tecniche che daranno un grande contributo alla causa del Siracusa. Su Di Paolo siamo molto soddisfatti; è un giovane con mille pregi e qualche difetto, ma spinge sempre al massimo e aiuta sia in copertura che in fase offensiva. Siamo solo un po' dispiaciuti perché mercoledì, contro il Cosenza, ha avuto un’occasione che non è riuscito a sfruttare».
Qual è il morale della squadra in vista del derby contro il Catania, considerando anche che si torna in campo dopo la sconfitta di Cosenza?
«Il morale deve essere sempre alto. Dico "deve" perché davanti a partite così belle bisogna restare sul pezzo, sia nella preparazione che durante il match. Credo, senza timore di smentita, che ci sarà una splendida cornice di pubblico. Il Catania annovera calciatori di categoria superiore che hanno fatto la storia di questi campionati, ma l'intera città di Siracusa tiene a questa sfida in modo particolare. Per i ragazzi è un'opportunità per entrare a far parte di quella ristretta cerchia di calciatori che hanno avuto la fortuna, come me, di vincere un derby simile».
I nostri avversari vengono da un periodo opaco tra sconfitte esterne e pareggi interni, con il tecnico Toscano contestato perché la squadra non sembra esprimere tutto il suo potenziale.
«Il Catania ha qualcosa in più dal punto di vista fisico: sono giocatori forti, strutturati e di grande esperienza, capaci di gestire i momenti difficili. Penso abbiano tutto per giocarsi il primato fino alla fine e insidiare il Benevento. Noi, dal canto nostro, conosciamo le armi a nostra disposizione per dare fastidio a una "corazzata" del genere. Ci proveremo con determinazione dal primo al novantesimo minuto».
Cosa si aspetta domani dai tifosi? Vuole lanciare un appello all'ambiente per dare un'ulteriore scintilla alla squadra in un momento non semplicissimo?
«Il pubblico ha sempre il diritto di contestare o incitare; c’è chi apprezza lo spettacolo e chi meno. Fortunatamente, il pubblico di Siracusa ci ha sempre spinto con forza. È stato uno dei motivi principali che mi ha spinto a tornare qui due anni fa: da calciatore ero innamorato di questa piazza. Ricordo perfettamente i derby passati, con 4 o 5 mila persone che trascinavano la squadra. Ho ancora impressa l'immagine dei tifosi che si abbracciavano in tribuna e custodisco gelosamente una foto dell'ultimo derby vinto da giocatore: la partita era finita da mezz'ora e io non riuscivo a lasciare il campo perché volevo godermi la festa. Questo è ciò che vorrei trasmettere ai miei calciatori: dare gioia alla gente è la cosa più bella che esista, un ricordo che resta negli anni. Parlare del nostro pubblico mi fa venire i brividi. Sono certo che domani i tifosi ci saranno e che noi faremo di tutto per uscire tra gli applausi».
Ha dovuto adattare molti giocatori in ruoli diversi. Pensa di riuscire a farli rendere al massimo per domani?
«Insieme allo staff abbiamo visto una squadra ben strutturata in tutti i reparti, che sa cosa fare. Tuttavia, tatticamente dovremo concedere qualcosa a causa degli infortuni gravi e della squalifica di Simonelli. Sebbene il mercato ci abbia aiutato, ci manca ancora qualcosina in alcuni ruoli, quindi anche domani qualcuno dovrà adattarsi. I ragazzi però sono splendidi: mercoledì avevamo diversi elementi fuori posizione, ma sotto il profilo dell'impegno hanno dato tutto quello che avevano».
Come stanno Cancellieri e Valente?
«Credo che Cancellieri ne avrà per circa 15 giorni, mentre per Valente siamo più ottimisti. Speriamo di averlo a disposizione già dalla prossima settimana, ma non vogliamo forzare i tempi: sappiamo quanto sarà fondamentale questo finale di campionato».
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