A come Aretini. Alla fine, sono quelli che ci hanno messo il cuore più degli altri, senza nulla voler togliere ai loro compagni. Mencarelli premiato col Cavallino d'Oro, Rubechini e Borgogni sempre a dare il 100% di quello che avevano. Al di là di tutto quello che si è detto della stagione appena conclusa, l'approccio migliore al campionato l'hanno avuto proprio loro.
B come Bacis. Inutile nascondersi dietro a un dito: sul banco degli imputati ci finisce anche il mister, come sempre succede quando il risultato stagionale è stato al di sotto delle aspettative. Questo è il calcio, inutile negarlo. L'Arezzo ha giocato spesso bene, a volte benissimo, ma quando la partita non si metteva bene da subito, a volte si è perso nei bicchieri d'acqua. Prendere nota.
C come Centrocampo. Il settore nevralgico di una partita di calcio è quello dove l'Arezzo si è probabilmente giocato la stagione. Un po' per la lunghissima assenza del regista designato (ma di questo parleremo più avanti), un po' per i cambi di modulo, un po' perché Crescenzo aveva - giustamente - altri pensieri. In mediana abbiamo ruotato un numero impressionante di giocatori, con risultati alterni. Del senno di poi son piene le fosse, è vero, però questa cosa ha avuto il suo peso, più di molte altre.
D come Dischetto del Rigore. La stagione dell'Arezzo si è incagliata qui, con gli errori decisivi di due dei fuoriclasse dell'Arezzo, Locatelli e Martinez. Alla fine, è andata fuori la squadra che ai punti avrebbe meritato la vittoria. Un po' come è successo al Real Madrid contro il Bayern e poi al Bayern contro il Chelsea. Il dischetto del rigore, che a conti fatti ci costò la permanenza in serie B, continua ad essere un luogo funesto per gli amaranto.
E come Equitalia. E se fossero proprio loro, a regalarci quel risultato che il campo ci ha negato? Premesso che i campionati è sempre meglio vincerli sul campo piuttosto che a tavolino, o per ripescaggi o per altri magheggi che nel calcio italiano sono ormai standard, alla fine sarebbe un parziale risarcimento di quanto nel 2007 ci è stato tolto (senza che ancora nessuno ci abbia spiegato il perché).
F come Finalizzatori. Raso, Cissé e Martinez hanno totalizzato 46 gol in tre. Raso (15+2) e Martinez (13+1) che erano forti si sapeva, peccato che non abbiano avuto continuità di rendimento, frenati soprattutto dai guai fisici. Salim Cissé (13+2) è un talento vero, pescato dal nulla, con una gran voglia di migliorarsi, purtroppo temiamo sia destinato ad altri lidi. L'ennesimo attaccante lanciato nel calcio che conta dall'Arezzo? Noi abbiamo già la risposta.
G come Giaccherini. Un aretino che vince lo scudetto, quarant'anni dopo Spartaco Landini, e va agli Europei è una nota lieta in una stagione altrimenti non troppo ricca di soddisfazioni. Un talento che l'Arezzo aveva avuto l'occasione di prendere e si era lasciato sfuggire. Se le note più liete per gli amaranto quest'anno sono arrivate dalle giovanili, è il segno che si è preso la strada giusta.
H come Hanno Tutti Ragione. Libro di successo uscito nel 2010, ottimo per parafrasarne il titolo. Hanno tutti ragione quelli che avevano detto che Bacis qui, che Balbo là, che Martucci su, che Materazzi giù, che Martinez, Raso, Cissé, Speranza, Pecorari, che bla bla bla. Hanno tutti ragione, tranne gli assenti. L'Arezzo quest'anno non ha quasi mai superato i 1000 paganti, anzi, spesso neanche i 1000 spettatori, al netto dei 658 abbonati. Se l'Arezzo quest'anno ha steccato, lo ha fatto anche la città, nel suo (non) stare vicina alla squadra.
I come Infallibili. Perché qualche merito, al Pontedera, va indubbiamente riconosciuto. Dopo aver vinto lo scontro diretto, hanno fatto un girone di ritorno con 11 vittorie, 6 pareggi e zero sconfitte. A fine girone di andata, dicevamo che avremmo dovuto essere bravi ad approfittare degli errori dei nostri avversari. Buona parte della storia dice che ci siamo complicati la vita da soli, ma il Pontedera di occasioni non è che ce ne abbia lasciate tante.
L come LegaPro. O se preferite serie C, insomma, la terza divisione del calcio italiano. Quella - da anni - coi bilanci più disastrati dell'intero sport nostrano. Quella dove volevamo arrivare vincendo il nostro girone di Serie D. Quella dove speravamo di essere ripescati vincendo i playoff nazionali. Quella dove, onestamente, ad oggi non sappiamo chi giocherà e chi no. Stiamo alla finestra, altro non possiamo fare.
M come Menisco. Per un banale intervento al menisco, uno di quelli che al giorno d'oggi si fanno in day hospital e si risolvono con due settimane di convalescenza, l'Arezzo ha giocato per praticamente metà campionato senza il suo uomo d'ordine a centrocampo. L'infortunio di Speranza assume contorni misteriosi, al punto che pare che l'Arezzo abbia contattato il Dr. House. Scherzi a parte, se vogliamo mettere in fila le cose che sono andate storte quest'anno, il menisco di Speranza si piazza in pole position di sicuro.
N come Non Facciamoci Prendere dal Panico. O, se preferite, non buttiamo tutti in Chiana. Certo, questa era una squadra che è stata costruita per vincere il campionato e non lo ha fatto. Però ha qualche attenuante e un'ottima base da cui partire per il prossimo anno. Non tutti resteranno, qualcuno non verrà confermato, ma non c'è bisogno di fare la rivoluzione. Il gruppo degli Under (vedere alla lettera Q) è ottimo, l'attacco è stellare, il portiere una garanzia. Con dei piccoli ritocchi, l'Arezzo sarà al vertice anche il prossimo anno.
O come Onore Delle Armi. Ora diremo una cosa un po' antipatica per gli eventuali giocatori e tifosi del Pontedera che ci dovessero leggere. Le magliette con la dedica "BaCis... Godo!", così come i cori "siete ridicoli" durante la partita di ritorno di Pontedera-Arezzo non sono stati proprio il massimo dello stile, visto che i tifosi amaranto nella circostanza stavano commemorando Lauro Minghelli. Anche perché il calcio è una ruota che gira e queste cose, presto o tardi, si scontano. Sarebbe stato meglio rendere l'onore delle armi agli sconfitti, e stappare lo spumante per conto proprio.
P come Pragmatismo. In un calcio dove il Barcellona è stato visto come la nuova frontiera di questo sport, scomodando nei paragoni addirittura l'Ajax degli anni '70, dove nel suo piccolo anche l'Arezzo ha sempre cercato di arrivare alla rete tramite il fraseggio, la Champions League l'ha vinta il Chelsea e il girone E della serie D il Pontedera. Squadre che hanno vinto partite su partite facendo un tiro in porta e un gol. Alla faccia del calcio spettacolo, ancora una volta la spunta la concretezza.
Q come Quote. De Martino e Nofri sono del 1991, Dolci, Mautone e Cissé del 1992, Secci, Macellari, Scarpelli, Pucci, Crescenzo, Postiglione e Bozzoni del 1993, Idromela, Tersigni e Soldani addirittura del 1994. In totale, quindici giocatori Under-21 che hanno gravitato intorno alla prima squadra, in certi casi giocando anche tanto e bene. Peccato - che per una volta - gli under non siano risultati decisivi per la vittoria del campionato. Una parola in più per Daniele Crescenzo, un ragazzo che ha già vestito la numero 10 dell'Italia e che ad oggi ha deciso che non farà più il calciatore. Sperando, da tifoso amaranto, che ci ripensi.
R come Ripescaggi. Scommettiamo che fino alla fine di agosto non sapremo in che serie giocheremo? Gli scandali nel calcio italiano sono talmente imprevedibili da presentare una certa ciclicità...
S come Segna Bricca Di Testa. In un'intervista rilasciata poco tempo fa ad Amaranto Magazine, disse che i tifosi amaranto potevano stare tranquilli, che tanto lui non segnava praticamente mai. Nei playoff, invece, anche lui si è iscritto alla lunghissima lista dei giocatori che ci hanno segnato il gol dell'ex. Di piede, ma il concetto è lo stesso. Gol ininfluente, alla fine, quindi è andata bene così.
T come Terzino Destro. Sta diventando un po' un tormentone ormai da due stagioni, uno dei ruoli in cui si sono alternati il maggior numero di giocatori in questi due anni. Dall'altra parte c'è Mencarelli che francamente per la categoria è un lusso. Alla fine, è tanto difficile trovarne uno che garantisca un minimo di continuità di rendimento?
U come Una. Quante volte ha vinto in rimonta l'Arezzo quest'anno? Una, a campionato ormai praticamente compromesso, contro il Castel Rigone, 2-1 con doppietta di Martinez. Quando non è il tuo anno, lo vedi anche da queste cose qua.
V come Villaggio Amaranto. Finalmente. Un grazie grande così e un in bocca al lupo ancor più grande a Severini, Martucci, Angelo Alessandro e a tutta la società. Il futuro dell'US Arezzo è già iniziato, il 17 aprile 2012.
Z come Zagherolo. Il malcapitato Zagarolo si è beccato una goleada (5-0 e un rigore sbagliato) dopo che l'Arezzo aveva raccolto la miseria di due punti in tre partite contro Pontevecchio, Pierantonio e Trestina, ovvero il momento che - secondo Martucci, ma anche secondo chi scrive - ha messo la parola fine alle speranze di riacciuffare il Pontedera. E allora, in una partita dove tifosi e giocatori avevano un po' i nervi a fior di pelle, un tifoso amaranto stigmatizzò così l'inutile vittoria: "facile, eh, vincere 5-0 contro lo Zagherolo!" Zagarolo o Zagherolo, è uguale. Tanto il prossimo anno non ci si gioca in ogni caso.
Autore: Giovanni Pisano
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