Come note, l'Oltrepò FBC Broni, ambiziosa società lombarda di Serie D, ha annunciato a fine mese scorso l'affidamento dell'area tecnica a Gianluca Palladini, chiamato a raccogliere l'eredità lasciata da Vito Cera. Una scelta di campo ricaduta su una figura indubbiamente molto stimata nel panorama calcistico pavese, reduce dagli ottimi risultati e dalle vittorie ottenute alla guida del Casteggio. C'è però un intoppo, e non di poco conto: a livello regolamentare, la qualifica ufficiale utilizzata (quella di direttore sportivo) nei comunicati e nelle presentazioni violerebbe le normative federali vigenti.

A sollevare il caso è l'ADICOSP (Associazione Italiana Direttori e Collaboratori Sportivi), che si è mossa ufficialmente per tutelare la categoria. Con una nota formale, l'associazione ha puntato il dito contro la prassi, purtroppo storicamente molto diffusa tra i dilettanti, di attribuire l'etichetta di "Direttore Sportivo" a chi non possiede i requisiti formali sanciti dalla Federazione.

«Adicosp ha appreso da profili social e da diverse testate giornalistiche della nomina a Direttore Sportivo della Società Oltrepò FBC di una persona priva di abilitazione – si legge nel duro comunicato dell'Associazione – Ricordiamo alla società lombarda che per fregiarsi di tale titolo bisogna frequentare i corsi accreditati dalla FIGC, sostenere gli esami a Coverciano e dopo averli superati iscriversi all’Elenco Speciale dei Direttori Sportivi della FIGC tra i quali sono presenti anche i Collaboratori della Gestione Sportiva che possono operare nei club dilettantistici».

Se è vero che nei campionati dilettantistici non vige ancora l'obbligo stringente di avere in organigramma un direttore sportivo abilitato come avviene invece tra i professionisti, l'abuso della dicitura istituzionale resta una pratica perseguibile. Per questo l'ADICOSP ha invitato formalmente l'Oltrepò FBC a modificare l'appellativo riservato a Palladini, pena la segnalazione agli organi competenti: «Invitiamo la società Oltrepò FBC a consultare sul sito della FIGC l’Elenco di cui sopra e comunque di attribuire un altro appellativo alla persona non abilitata. In difetto ci vedremmo costretti come in altre occasioni a segnalare tutto alle autorità federali di competenza».

La battaglia dell'ADICOSP, però, non si limita alla diffida sul singolo (seppur emblematico) "caso Oltrepò". La vera rivoluzione per i dirigenti sportivi è ormai alle porte. A confermarlo in esclusiva alla redazione di NotiziarioCalcio.com è il presidente dell'ADICOSP, Alfonso Morrone, da anni in primissima linea per il riconoscimento e la tutela contrattuale dei direttori e collaboratori operanti nel mondo dei Dilettanti.

Il numero uno dell'Associazione contattato direttamente a margine della vicenda, ha rimarcato non solo l'indignazione per l'ennesimo scivolone regolamentare in Serie D, ma ha anche preannunciato una svolta epocale per l'intero movimento: «Entro questo mese firmeremo l’accordo collettivo con la Lega Nazionale Dilettanti che partirà dal prossimo primo luglio». La svolta tanto attesa, e di cui vi avevamo parlato qualche mese fa, è finalmente arrivata.

Un passaggio cruciale. L'accordo collettivo con la LND, a lungo inseguito e ora in dirittura d'arrivo, andrà a colmare quel vuoto normativo che finora ha reso i direttori sportivi dilettanti dei "lavoratori di Serie B", dotandoli finalmente di tutele, inquadramenti precisi e gettando le basi per un collegio arbitrale dedicato per le controversie economiche. Dal 1° luglio 2026 la musica cambierà: le società dovranno prestare molta più attenzione a qualifiche, patentini e tesseramenti. L'Oltrepò FBC, nel frattempo, è avvisata.

Sezione: Esclusiva NC / Data: Gio 11 giugno 2026 alle 21:20
Autore: Ermanno Marino
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