Il tecnico stila un bilancio lusinghiero dell’annata d’esordio in D: “Dopo la gara con il Montalto abbiamo inconsciamente staccato la spina. Resta l’amarezza per il terzo posto sfumato dopo il ko con il Palazzolo. È stata un’annata intensa e se ripenso al derby mi viene la pelle d’oca. Ho ricevuto alcune offerte, ma attendo di conoscere le intenzioni della società”.
La stagione del Città di Messina si è conclusa a Vallo della Lucania, sullo stesso campo sul quale i peloritani avevano esordito in D. Il bilancio conclusivo stilato da Pasquale Rando è ovviamente positivo, anche se permane un po’ di delusione per la flessione accusata dalla squadra proprio nel rush finale, dopo un girone di ritorno condotto al di sopra delle aspettative d’inizio anno: “Avevamo assaporato la possibilità di ottenere il terzo posto ma lo abbiamo perso con alcune prestazioni deludenti. Non posso quindi nascondere un po’ di amarezza. Dopo la partita con il Montalto abbiamo inconsciamente staccato la spina e pagato probabilmente l’età media ridotta. Un fattore che ha inciso sia in termini di esperienza che di personalità”.
A pesare soprattutto la battuta d’arresto casalinga maturata alla penultima giornata al "Celeste", dove in precedenza era passato soltanto il Ribera: “Quelle con Vibonese e Gelbison non erano certo partite semplici ed il punto ottenuto in Calabria rappresentava anzi un risultato di spessore. Nella semifinale non ci siamo espressi al meglio nel primo tempo, mentre nella ripresa avevamo praticamente il match in mano. Siamo stati ingenui sul primo rigore, mentre il secondo è stato originato da un grave errore in fase di possesso: avremmo dovuto allontanare la palla dall’area. Determinanti sono state comunque le sconfitte subite nelle settimane precedenti con Paternò e soprattutto Palazzolo. Era quella la gara che non avremmo mai dovuto fallire”.
La lotteria dei play-off avrebbe comunque nascosto mille insidie: “Sapevamo che era difficile arrivare fino in fondo. La LND non dà adeguati stimoli, non offrendo particolari garanzie nell'ottica di un'eventuale riammissione nelle categorie superiori e molte squadre pagano in termini di attenzione ma la concorrenza resta comunque serrata. Il Cosenza era un avversario fortissimo e magari avrebbe meritato già l’anno scorso il ripescaggio in Lega Pro”.
Il bilancio relativo alla stagione da matricola del Città di Messina resta ampiamente positivo: “Anche se tra alti e bassi, il nostro campionato è stato intenso e difficilissimo, perché ci siamo confrontati con squadre di spessore. Tra le più belle prestazioni ricordo le vittorie con Licata, Cosenza e Noto ed anche le trasferte di Licata e con la Gelbison all’esordio, anche se siamo usciti sconfitti dal campo. Il derby è stato una giornata bellissima sotto tutti i punti di vista e ho ancora la pelle d’oca se penso allo spettacolo di pubblico che ha caratterizzato quella sfida. Qualcosa in città si era risvegliato e siamo riusciti a stimolare in tanto la voglia di tornare al campo”.
Il futuro è ancora tutto da scrivere: “Con la società non ci siamo ancora sentiti dopo la consueta riunione di fine anno. Ci aggiorneremo nei prossimi giorni, dopo un ovvio momento di riflessione. Mi sono arrivate altre offerte, che valuterò, ma la priorità resta il Città di Messina. Di certo i risultati ottenuti in questi due anni e mezzo sarà difficilissimo ripeterli. Comunque vada resta un’esperienza indimenticabile”. Un riferimento ad uno score davvero invidiabile: dopo l’arrivo in panchina di Rando, nel girone di ritorno del penultimo torneo di Eccellenza, i peloritani ottennero undici affermazioni, due segni "ics" ed una sola sconfitta. Nell’annata della promozione sono arrivate ben ventisette vittorie ed appena due pareggi ed un ko in stagione regolare. Quest’anno in serie D infine un sorprendente quarto posto, per certi versi impronosticabile per una neopromossa.
Il tecnico messinese tiene comunque ad evidenziare un grande lavoro di squadra: “Non posso che ringraziare tutti i miei collaboratori e soprattutto il presidente Elio Conti Nibali, che mi ha sempre sostenuto, anche nei momenti difficili. Abbiamo potuto contare sul sostegno di una grande società e su un gruppo di assoluto spessore. È ovvio che un maggiore sostegno del pubblico o la simpatia di qualche tifoso in più ci avrebbe potuto aiutare ulteriormente”.
Autore: Massimo Poerio
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